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27.05.13

Permalink 10:15:26, da Alex Email , 1580 parole   Italian (IT) Categorie: Strumenti, Video, Tecnologia

TED Talks - Sergey Brin: Perché creare i Google Glass ?

TED Talks - Sergey Brin: Perché creare i Google Glass ?

TED Talks - Sergey Brin: Perché creare i Google Glass ?

[ clicca qui per ingrandire l'infografica ]

Non è una dimostrazione, ma forse più una discussione filosofica sul perché Sergey Brin e il suo team di Google hanno costruito i Nuovi Occhiali a Realtà Aumentata che verranno posti in vendita da Google alla fine di quest'anno, leggi il post precedente Nuovi Occhiali Realtà Aumentata Google: Test pre-vendita.

In questa interessane video-presentazione tenuta al recente TED 2013,
Brin fa appello a un nuovo modo di vedere la nostra relazione con i nostri computer in mobilità, non ricurvi su uno schermo ma affrontando il mondo a testa alta.

Sergey Brin: Perché creare i Google Glass ?
( con sottotitoli in Italiano )

Trascrizione integrale del testo

OK, è fantastico essere di ritorno a TED. Perché non cominciamo col far partire il video?

(Musica)

(Video) Uomo: OK, Occhiali, registra video.

Donna: Ecco qui. Siamo in scena tra due minuti.

Uomo 2: OK Occhiali, videoconferenza con il circolo di volo.

Uomo 3: Cerca foto di tigri su Google. Hmm.

Uomo 4: Sei pronto? Sei pronto? (Abbaia)

Donna 2: Proprio lì. OK, Occhiali, scatta una foto.

(Bambino che urla)

Uomo 5: Vai!

Uomo 6: Porca [biiip]! È fantastico.

Bambino: Uau! Guarda che serpente!

Donna 3: OK, Occhiali, registra video!

Uomo 7: Dopo il ponte, prima uscita.

Uomo 8: OK, A12, proprio lì!

(Applausi)

(Bambino che canta)

Uomo 9: Google, traduci "delizioso" in Thai.

Google Glass: ????? Uomo 9: Mmm, ?????.

Donna 4: Cerca "medusa" su Google.

(Musica)

Uomo 10: È bellissimo.

(Applausi)

Sergey Brin: Oh scusate, ho appena ricevuto questo messaggio da un principe nigeriano. Ha bisogno di aiuto per recuperare 10 milioni di dollari. Mi piace prestare attenzione a queste cose perché è così che abbiamo fondato l'azienda, ed è andata abbastanza bene.

Anche se in tutta serietà, questa posizione in cui mi avete appena visto, mentre guardo il mio telefono, è uno dei motivi che sta dietro al progetto, il Project Glass [Progetto Occhiali]. Perché in sostanza ci siamo chiesti se questo sia il futuro di come vogliamo connetterci con altre persone nella vita, come vogliamo connetterci con l'informazione. Dovrebbe essere solo camminando e guardando per terra? Ma questa è la visione dietro a Glass, ed ecco perché abbiamo creato questo form factor. OK. Non voglio illustrare tutte le cose che fa e non fa, ma voglio dirvi di più sui motivi che ci hanno portato a questo progetto. Oltre a potenzialmente isolarvi socialmente quando siete impegnati a guardare il telefono, è veramente quello che volete fare con il corpo? State là, strofinate questo inutile pezzo di vetro. Andate in giro.

Quando abbiamo sviluppato Glass, abbiamo pensato di fare qualcosa che liberasse le mani. Avete visto tutte le cose che quella gente fa nel video. Portavano tutti gli occhiali, ed è così che abbiamo realizzato il video.

E si vuole anche qualcosa che non intralci la vista. Ecco perché abbiamo messo lo schermo in alto, fuori dalla linea di visione, in modo che non sia nella direzione in cui state guardando e non sia nella direzione in cui stabilite il contatto visivo con le persone.

E abbiamo voluto anche liberare le orecchie, quindi il suono viene condotto direttamente dalle ossa del cranio, è un po' strano all'inizio, ma ci si abitua. E ironicamente, se si vuole sentire meglio, basta coprire l'orecchio, il che è sorprendente, ma funziona così.

La mia visione quando abbiamo iniziato Google 15 anni fa era che alla fine non ci sarebbe più stato bisogno di fare una ricerca su Internet. L'informazione sarebbe arrivata solo nel momento in cui ne avevate bisogno. Ed eccoci qui, 15 anni dopo, il primo form factor che credo possa dare quella visione quando siete impegnati per strada a parlare con la gente e così via.

Questo progetto è in corso ormai da un po' più di 2 anni. Abbiamo imparato tantissimo. È stato importante farli comodi. I nostri primi prototipi erano enormi. Erano come un cellulare legato alla testa. Erano molto pesanti, abbastanza scomodi. Abbiamo dovuto tenerli segreti al nostro designer industriale fino a che non avesse accettato il lavoro, e poi è quasi scappata urlando. Ma abbiamo fatto tanta strada.

E l'altra sorpresa inaspettata è stata la videocamera. I nostri prototipi originali non avevano videocamera, ma è stato veramente magico essere in grado di catturare momenti passati con la mia famiglia, i miei figli. Non sarei mai andato in cerca di una videocamera o un telefono o altro per riprendere quei momenti.

E per concludere, nello sperimentare questo dispositivo, che ho anche una specie di tic nervoso. Il cellulare è -- sì, bisogna guardare in basso ma è anche un brutto vizio. Come fumare, probabilmente al posto fumerei. Mi accenderei una sigaretta. Farebbe più figo. Sapete, sarebbe come... Ma in questo caso, tiro fuori questo, mi siedo e lo guardo come se avessi qualcosa di molto importante da fare o a cui partecipare. Ma mi ha veramente aperto gli occhi su quanto della mia vita ho passato a isolarmi, che sia con le email, con i social network o quant'altro, anche se non era veramente -- non c'è niente di così importante o così pressante. E con questi, so che riceverò alcuni messaggi se ne ho veramente bisogno, ma non li devo controllare in continuazione.

Sì, ho proprio apprezzato esplorare di più il mondo, fare più cose folli come avete visto in quel video.

Grazie infinite.

(Applausi)

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10° Hans Rosling: Ascesa Asiatica come e quando

11° Rob Hopkins: Verso un Mondo senza Petrolio

12° Jamie Oliver: Educazione al Cibo per i Bambini

13° Bertrand Piccard: Avventura a Energia Solare

14° Dan Barber: Mi sono innamorato di un pesce

15° Aimee Mullins: L'opportunità delle avversità

16° Dan Buettner: Come vivere fino a 100 anni

17° Eric Topol: Il futuro senza fili della Medicina

18° James Randi demolisce le Frodi Paranormali

19° Richard Sears: Pianificare la fine del petrolio

20° Si può "affamare" il cancro con la dieta ?

21° Helen Fisher: Perché amiamo e tradiamo

22° Tan Le: Cuffia per leggere le onde cerebrali

23° J.Assange: Il mondo ha bisogno di Wikileaks

24° Hans Rosling: Cresce la popolazione globale

25° Derek Sivers: Tenetevi per voi i vostri obiettivi

26° C. Anderson: I Video stimolano l'Innovazione

27° Stefano Mancuso: L'intelligenza delle piante

28° Steven Johnson: Da dove provengono le Idee

29° Brian Skerry: Splendore e Orrore degli Oceani

30° Kristina Gjerde: Leggi Acque Internazionali

31° Marcel Dicke: Mangiare insetti: perché no ?

32° Amber Case: Siamo diventati tutti dei Cyborg

33° Hanna Rosin: I dati sull'ascesa delle Donne

34° N. Hertz: Quando non dare ascolto agli esperti

35° Patricia Kuhl: il Genio linguistico dei Bambini

36° Hans Rosling: Lavatrice magica e rivoluzione

37° Cynthia Breazeal: Arrivano i Personal Robot

38° M.Jakubowski progetta Macchine open source

39° H.Fineberg: Siamo pronti per la Neo-evoluzione?

40° Eli Pariser: Attenti alle " Gabbie di Filtri " in rete

41° Stephen Wolfram: Calcolare la teoria del tutto

42° Hong: Automobili per conducenti non vedenti

43° Alice Dreger: Il destino è scritto nell'anatomia

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84° Carl Schoonover: Come guardare nel Cervello

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86° Killingsworth: Essere felice ? Stai nel presente

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94° Elon Musk: La mente dietro Tesla e SpaceX

95° C. Mota: Giocare con i Materiali Intelligenti

96° D.Hillis: Internet puó bloccarsi, serve Piano B

97° Sergey Brin: Perché creare i Google Glass ?


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14.05.13

Permalink 10:34:33, da Alex Email , 2660 parole   Italian (IT) Categorie: Servizi, Video, Tecnologia

TED Talks - D.Hillis: Internet puó bloccarsi, serve Piano B

TED Talks - D.Hillis: Internet puó bloccarsi, serve Piano B

TED Talks - D.Hillis: Internet puó bloccarsi, serve Piano B

Negli anni '70 e '80 uno spirito di generosità pervadeva Internet, i cui utenti erano pochi e lontani tra loro, oggi la rete è onnipresente, connette miliardi di persone, macchine e parti essenziali delle infrastrutture, rendendoci tutti molto piú vulnerabili agli attacchi cibernetici o al collasso della rete.

Il pioniere di Internet Danny Hillis, inventore, scienziato, scrittore, ingegnere ( ha introdotto il concetto di computer paralleli alla base dei supercomputer ) e detentore di oltre 100 brevetti informatici, sostiene a ragione che Internet non era stato progettato su questa scala.

In questa interessane video-presentazione tenuta al recente TED Global 2013, Danny Hillis fa alcune interessanti riflessioni e lancia un appello per sviluppare un "Piano B", un sistema parallelo su cui contare nel caso in cui Internet vada in Crash.

Danny Hillis: Internet potrebbe andare in crash. Ci serve un Piano B
( con sottotitoli in Italiano )

Trascrizione integrale del testo
Il libro che ho in mano è un elenco di tutti quelli che avevano un indirizzo email nel 1982. (Risate) In realtà è sorprendentemente lungo. In effetti ci sono solo 20 persone circa su ogni pagina, perché abbiamo nome, indirizzo e numero di telefono di ognuno. E, in realtà, tutti sono riportati due volte perché una volta è organizzato per nome e un'altra per email. Ovviamente una comunità molto piccola. Allora c'erano solo due Danny su Internet. Li conoscevo entrambi. Non ci conoscevamo tutti, ma in qualche modo ci fidavamo l'uno dell'altro, e quel sentimento basilare di fiducia pervadeva tutta la rete, e c'era davvero la sensazione di dipendere l'uno dall'altro per fare le cose.

Solo per darvi un'idea del livello di fiducia in questa comunità, lasciate che vi dica come si faceva a registrare un dominio allora. A me capitò di registrare il terzo dominio su Internet. Quindi potevo avere qualsiasi cosa volessi eccetto bbn.com e symbolics.com. Così ho scelto think.com, ma poi ho pensato, ci sono tanti nomi davvero interessanti. Forse dovrei registrarne altri, non si sa mai. E poi ho pensato: "No, non sarebbe molto carino."

(Risate)

Quell'atteggiamento di prendere solo ciò di cui hai bisogno era davvero l'atteggiamento che allora tutti avevano nella rete, e in realtà non riguardava solo le persone nella rete, ma era in un certo senso parte dei protocolli dello stesso Internet. Quindi l'idea di base dell' I.P., il protocollo Internet, e dell'algoritmo di routing che lo utilizzava, erano in sostanza "da ognuno a seconda della propria abilità, a ognuno a seconda dei propri bisogni." E quindi, con una larghezza di banda extra, avresti recapitato un messaggio a qualcuno. Con una larghezza di banda extra, loro ti avrebbero recapitato un messaggio. Dipendevi dalle persone per farlo, e questa era la cosa basilare. Era davvero interessante che un principio così comunista fosse la base di un sistema sviluppato durante la Guerra Fredda dal Dipartimento della Difesa, ma ovviamente ha funzionato davvero bene, e tutti abbiamo visto cosa è successo con Internet. Ha avuto un successo incredibile.

In realtà, ha avuto talmente tanto successo che non c'è modo oggi di creare un libro come questo. Secondo il mio calcolo approssimativo sarebbe spesso circa 40 chilometri. Ma di certo non si può fare, perché non conosciamo i nomi di tutte le persone con Internet o indirizzi email, e anche se li conoscessimo, sono abbastanza sicuro che non vorrebbero il loro nome, indirizzo e numero di telefono pubblicati.

Il fatto é che ci sono molti brutti ceffi su Internet adesso, e ci siamo occupati di ciò creando comunità murate, sottoreti sicure, reti VPN, piccole cose che non sono davvero Internet ma che sono costruite sulle stesse basi, ma in sostanza stiamo ancora costruendo usando gli stessi mattoni con gli stessi presupposti di fiducia. E ciò significa che è vulnerabile ad alcuni tipi di errori che possono verificarsi, o ad alcuni tipi di attacchi deliberati, ma anche gli errori possono essere spiacevoli.

Per esempio, di recente in tutta l'Asia è stato impossibile guardare You Tube per un po' perché il Pakistan ha fatto degli errori nel modo di censurare You Tube nella propria rete interna. Non intendevano incasinare l'Asia, ma lo hanno fatto a causa del modo in cui funzionano i protocolli. Un altro esempio che può aver riguardato molti di voi nel pubblico è, dovreste ricordarlo un paio di anni fa, tutti gli aerei a ovest del Mississippi erano a terra perché una sola scheda di routing a Salt Lake City aveva preso un virus. Ora, non pensate davvero che il nostro sistema di aerei dipenda da Internet, e in un certo senso non lo fa. Ritornerò su questo discorso dopo. Ma il fatto è che la gente non poteva decollare perché qualcosa stava andando storto su Internet, e la scheda del router non funzionava.

E molte di queste cose hanno iniziato a verificarsi. Una cosa interessante è successa lo scorso aprile. All'improvviso, una percentuale molto alta del traffico su Internet, inclusa una gran parte del traffico tra gli impianti militari statunitensi, ha iniziato a essere reinstradata attraverso la Cina. Quindi per qualche ora, tutto è passato attraverso la Cina. La China Telecom dice che si è trattato soltanto di un errore in buona fede, ed è veramente possibile che fosse il modo in cui funzionano le cose ma di certo qualcuno avrebbe potuto commettere un errore non in buona fede se avesse voluto, e ciò mostra quanto il sistema sia vulnerabile anche agli errori. Immaginate quanto il sistema sia vulnerabile agli attacchi deliberati.

Quindi se qualcuno volesse davvero attaccare gli Stati Uniti o la civiltà occidentale oggigiorno, non lo farebbe con i carri armati. Quello non funzionerebbe. Quello che farebbero è un qualcosa molto più simile all'attacco verificatosi all'impianto nucleare iraniano. Nessuno ha rivendicato quel gesto. Era in sostanza una fabbrica di macchine industriali. Non pensava di essere su Internet. Pensava di essere disconnessa da Internet, ma era possibile che qualcuno introducesse di nascosto una chiave USB là dentro, o qualcosa di simile, e il software arrivato all'interno portasse le centrifughe, in quel caso, ad autodistruggersi. Quello stesso software potrebbe distruggere una raffineria di pertolio o un'azienda farmaceutica o una fabbrica di semiconduttori. E perciò ci sono -- sono sicuro che avete letto sui giornali, delle preoccupazione per gli attacchi cibernetici e di come difendersi da essi.

Ma il fatto è che la gente è più concentrata sulla difesa dei computer su Internet, e sorprendentemente c'è stata poca attenzione sulla difesa dello stesso Internet come mezzo di comunicazione. E credo che probabilmente dovremmo fare più attenzione a questo, perché è davvero fragile. In realtà, in passato, quando c'era ARPANET, ci sono state volte -- c'è stata una volta precisa in cui si è completamente bloccata perché un solo message processor aveva un virus al suo interno. E il modo in cui Internet funziona è che i router si scambiano informazioni sul modo in cui consegnare i messaggi, e questo processore, a causa di una scheda rotta, decise che avrebbe potuto ricevere un messaggio in qualche posto in un tempo negativo. Quindi pretendeva di consegnare un messaggio prima che tu lo inviassi. Certo, il modo più veloce per portare un messaggio ovunque era inviarlo a questa macchina, che lo avrebbe inviato indietro nel tempo e consegnato prestissimo, così ogni messaggio su Internet ha iniziato a passare da questo unico nodo, e ha intasato tutto. Tutto ha iniziato a rompersi. La cosa interessante era che gli amministratori di sistema poterono aggiustarlo, ma dovettero spegnere ogni singola cosa su Internet. E questo non si può fare oggi. Spegnere tutto è come la telefonata di servizio dalla società elettrica, ma per tutto il mondo.

Oggi non si potrebbe fare per molte ragioni. Una delle ragioni è che molti dei loro telefoni usano un protocollo IP e cose come Skype che adesso passano attraverso Internet, e ne stiamo diventando dipendenti per molte cose diverse, quando state per decollare da Los Angeles, non pensate di usare Internet. Quando fate benzina, non pensate di usare Internet. Sempre di più questi sistemi stanno iniziando a usare Internet. Molti di essi non sono ancora basati su Internet, ma stanno iniziando a usare Internet per funzioni di servizio, per funzioni amministrative, quindi se pensate al sistema dei cellulari, che è ancora relativamente indipendente da Internet per molti aspetti, pezzi di Internet stanno iniziando a intrufolarsi dentro nelle funzioni di controllo e amministrative, ed è invitante usare gli stessi mattoni di base perché funzionano così bene, costano poco, si ripetono, e così via. Sempre di più tutti i nostri sistemi stanno iniziando a usare la stessa tecnologia e a dipendere da questa tecnologia. Quindi anche un razzo spaziale oggi usa un protocollo Internet per comunicare da una parte all'altra del razzo. È pazzesco. Non era stato progettato per fare cose come questa.

Quindi abbiamo costruito questo sistema di cui conosciamo tutte le parti, ma lo stiamo usando in un modo molto diverso da come ci aspettavamo e ha una portata molto diversa da quella per cui era stato progettato. Nessuno capisce veramente le cose per cui ora è usato. Sta diventando uno di quei sistemi emergenti come il sistema finanziario, in cui abbiamo progettato tutte le parti ma nessuno capisce veramente come funziona e tutti i suoi dettagli e quali comportamenti emergenti può avere. Quindi se sentite un esperto parlare di Internet e dire che può fare questo, che fa o farà quello, dovreste trattarlo con lo stesso scetticismo con cui considerate i commenti di un economista sull'economia. o di un meteorologo sul tempo. Sono ben informati, ma tutto cambia così velocemente che anche gli esperti non sanno bene cosa stia succedendo. Quindi se vedete una di queste mappe di Internet, è solo l'ipotesi di qualcuno. Nessuno sa veramente cosa sia Internet adesso perché è diverso da ciò che era un'ora fa. Cambia e si riconfigura continuamente.

E il problema è che penso che ci stiamo preparando per una sorta di disastro come quello del sistema finanziario, in cui abbiamo preso un sistema costruito sulla fiducia, costruito per un sistema su più piccola scala, e lo abbiamo esteso oltre i limiti di ciò per cui era stato pensato. E adesso, credo sia vero che non sappiamo quali siano le conseguenze di un attacco legato alla negazione dei servizi su Internet, e, in ogni caso, sarà peggio l'anno prossimo, e peggio quello dopo, e così via.

Quindi abbiamo bisogno di un piano B. Adesso non c'è un piano B. Non c'è un chiaro sistema di backup che sia indipendente da Internet, costruito secondo diversi schemi di base. Abbiamo bisogno di qualcosa che non debba per forza avere le stesse prestazioni di Internet, ma la polizia deve poter essere in grado di chiamare i vigili del fuoco anche senza Internet, o gli ospedali devono poter ordinare olio combustibile. Questo non deve essere un progetto governativo di miliardi di dollari. In realtà è tecnicamente semplice da fare, perché può servirsi delle fibre già esistenti, dell'infrastruttura wireless esistente. È solo questione di decidere di farlo.

ma la gente non deciderà di farlo finché non ne riconoscerà il bisogno, e questo è il problema che abbiamo adesso. Ci sono state molte persone molti di noi hanno sostenuto per anni che dovremmo avere questo sistema indipendente, ma è molto difficile far concentrare le persone su un piano B quando il piano A sembra funzionare così bene.

Penso che se le persone capissero quanto stiamo diventando dipendenti da Internet, e quanto esso sia vulnerabile, potremmo concentrarci sul fatto di volere che questo altro sistema esista, e penso che se abbastanza persone dicessero: "Sì, lo vorrei usare, vorrei avere questo sistema", allora lo costruirebbero. Non è un problema difficile. Potrebbe anche essere risolto dalle persone in questa stanza.

Quindi penso che questo sia veramente, tra tutti i problemi che ascolteremo alla conferenza, uno dei più facili da risolvere. Sono contento di avere avuto l'occasione di parlarvene.

Grazie mille.

(Applausi)

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21.04.13

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TED Talks - C. Mota: Giocare con i Materiali Intelligenti

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TED Talks - C. Mota: Giocare con i Materiali Intelligenti

I Materiali Intelligenti sono materiali dotati di una o più proprietà che possono essere cambiate e controllate tramite degli stimoli esterni, come lo stress meccanico, la temperatura, l'umidità, il pH, il campo elettrico o magnetico.

Inchiostri conduttori di elettricità, finestre trasparenti che diventano opache al tocco di un interruttore, gelatine che suonano, tutto questo esiste già, e Catarina Mota ci dice che è ora di giocarci per inventare nuovi oggetti intelligenti.

In questa interessane video-presentazione tenuta al recente TED Global 2012, Catarina Mota creatrice di nuovi materiali e co-fondatrice di OpenMaterials, un gruppo di ricerca per la sperimentazione di nuovi materiali intelligenti, ci offre una carrellata di nuovi materiali incredibili e fantastici e ci dice che per capire a cosa servono dobbiamo sperimentarli, provarli, e divertirci.

Sempre riguardo i nuovi materiali, leggi anche due post precedenti :

Nuovi "Materiali Speciali" in vendita per Inventori e DIY

SUGRU - New Silicone ripara-tutto versatile e intelligente

Catarina Mota: Giocare con i materiali intelligenti
( con sottotitoli in Italiano )

Trascrizione integrale del testo
Ho un amico in Portogallo il cui nonno ha costruito una macchina con una bicicletta e una lavatrice per trasportare la famiglia. L'ha fatto perché non poteva permettersi una macchina ma anche perché sapeva come fare. Una volta sapevamo come funzionavano le cose e come erano fatte, così potevamo costruirle e ripararle o al limite decidere con cognizione di causa cosa comprare. Molte di queste abitudini fai-da-te si sono perse nella seconda metà del XX secolo. Ma ora la comunità dei maker e il modello open-source ci stanno riportando la conoscenza di come funziona e di cosa è fatto un oggetto e credo che dovremmo spingerci oltre, fino a conoscere i materiali di cui è fatto un oggetto.

In linea di massima sappiamo di cosa sono fatti i materiali tradizionali come la carta e i tessuti e come vengono prodotti. Ma oggi esistono compositi incredibili e futuristici... plastiche che cambiano forma, vernici che conducono l'elettricità, pigmenti che cambiano colore, tessuti che si illuminano. Ecco alcuni esempi.

L'inchiostro conduttore consente di dipingere i circuiti invece di utilizzare i tradizionali circuiti stampati o i fili. Nel caso di questo piccolo esemplare che ho in mano, lo abbiamo usato per creare un sensore tattile che reagisce a contatto con la pelle e fa accendere questa lucina. L'inchiostro conduttore è usato dagli artisti, ma recenti sviluppi indicano che presto potrà essere usato per le stampanti laser e le penne. Questo è un foglio di acrilico infuso con particelle incolori luce-riflettenti. Ciò significa che, mentre l'acrilico tradizionale riflette la luce solo ai bordi, questo illumina tutta la superficie quando accendo le luci intorno. Due delle applicazioni note per questo materiale sono l'interior design e i sistemi multi-touch. I pigmenti termocromatici cambiano colore a seconda della temperatura. Ora appoggio questo su una piastra riscaldata a una temperatura leggermente superiore a quella ambientale e osservate cosa succede. Questo materiale trova una delle sue principali applicazioni per esempio nei biberon per indicare se il contenuto è alla giusta temperatura per essere bevuto.

Questi sono solo alcuni dei cosiddetti materiali intelligenti. Fra pochi anni li troveremo in molti oggetti e tecnologie di uso quotidiano. Forse non avremo le macchine che volano come nella fantascienza, ma possiamo avere i muri che cambiano colore a seconda della temperatura, tastiere che si arrotolano, e finestre che diventano opache al tocco di un interruttore.

Io ho una formazione in scienze sociali, quindi perché oggi sono qui a parlarvi di materiali intelligenti? Prima di tutto perché sono una maker. Sono curiosa di sapere come funzionano gli oggetti e come sono fatti ma anche perché credo che sia giusto avere una maggiore consapevolezza dei materiali che costituiscono il nostro mondo mentre attualmente non sappiamo abbastanza di questi compositi high-tech di cui sarà fatto il nostro futuro. I materiali intelligenti sono difficili da ottenere in quantità ridotte. Le informazioni su come usarli sono praticamente inesistenti e si sa ancora meno su come vengono prodotti. Quindi per ora esistono prevalentemente nell'ambito dei segreti commerciali e dei brevetti accessibili solo alle università e alle aziende.

Perciò poco più di tre anni fa Kirsty Boyle e io abbiamo lanciato il progetto Open Materials. È un sito web dove noi, e chiunque voglia unirsi a noi, condividiamo esperimenti, pubblichiamo informazioni, incoraggiamo altri a contribuire quando possono, e unire risorse come lavori di ricerca e tutorial di altri maker come noi. Vogliamo che diventi un grande database generato collettivamente di informazioni fai-da-te sui materiali intelligenti.

Perché dovremmo interessarci a come funzionano i materiali intelligenti e di cosa sono fatti? Innanzitutto perché non possiamo modellare ciò che non capiamo, e ciò che non capiamo ma utilizziamo finisce per modellare noi. Gli oggetti che usiamo, gli abiti che indossiamo, le case in cui viviamo, influenzano profondamente il nostro comportamento, la nostra salute e la qualità di vita. Quindi, se dobbiamo vivere in un mondo fatto di materiali intelligenti, dobbiamo conoscerli e capirli. E poi, cosa altrettanto importante, l'innovazione è sempre stata alimentata dagli sperimentatori. Molto spesso sono stati degli amatori, e non degli esperti a inventare e migliorare gli oggetti, dalle mountain bike ai semiconduttori, dai personal computer, agli aeroplani.

La sfida più grande è che la scienza dei materiali è complessa e richiede attrezzature costose. Ma non sempre è così. Due scienziati dell'Università dell'Illinois lo hanno capito quando hanno pubblicato un lavoro su un metodo semplificato per produrre l'inchiostro conduttore. Jordan Bunker, che fino a quel momento non aveva nessuna esperienza di chimica lesse il lavoro e riprodusse l'esperimento nel suo laboratorio usando solo sostanze e strumenti facilmente reperibili. Ha usato un forno con tostapane e ha perfino costruito il suo miscelatore, basandosi su un tutorial di un altro scienziato/maker. Poi Jordan ha pubblicato i risultati online, compreso tutto ciò che aveva provato e non aveva funzionato, in modo che altri potessero studiarli e riprodurli. Quindi la principale forma di innovazione di Jordan è stato prendere un esperimento creato in un laboratorio universitario attrezzato e ricrearlo in un garage di Chicago usando solo materiali economici e strumenti fatti da lui. Ora che ha pubblicato il suo lavoro, altri possono partire da dove è arrivato lui ed escogitare miglioramenti e processi ancora più semplici.

Un altro esempio che vorrei citare è il Kit-of-No-Parts di Hannah Perner-Wilson. Lo scopo del suo progetto è evidenziare le qualità espressive dei materiali concentrandosi sulla creatività e sulle abilità del costruttore. I kit elettronici sono formidabili perché ci spiegano come funzionano le cose, ma i limiti inerenti alla loro progettazione influiscono sul nostro modo di imparare. L'intento di Hannah è anche quello di formulare una serie di tecniche per creare oggetti insoliti che ci liberino dai vincoli precostituiti insegnandoci qualcosa sui materiali stessi. Fra i molti esperimenti straordinari di Hannah, questo è uno dei miei preferiti. ["Altoparlanti di carta"] Questo è un semplice pezzo di carta con del nastro di rame collegato ad un lettore mp3 e una calamita. (Musica: "Happy Together") Basandosi sulla ricerca di Marcelo Coelho del MIT, Hannah ha creato una serie di altoparlanti di carta usando un'ampia gamma di materiali come semplice nastro di rame, tessuto e inchiostro conduttori. Come Jordan e molti altri maker, Hannah ha pubblicato le sue ricette consentendo a chiunque di copiarle e riprodurle.

Ma l'elettronica su carta è uno dei settori più promettenti della scienza dei materiali perché ci permette di creare elettronica flessibile e a basso costo. Perciò il lavoro artigianale di Hannah e il fatto che abbia condiviso le sue scoperte apre le porte a una serie di nuove possibilità che sono innovative ed esteticamente accattivanti allo stesso tempo.

Quindi l'aspetto interessante dei maker è che noi creiamo per passione e curiosità, e non abbiamo paura di fallire. Spesso affrontiamo i problemi da prospettive non convenzionali, e, così facendo, finiamo per scoprire modi alternativi o addirittura migliori di fare le cose. Più la gente sperimenta con i materiali, più i ricercatori saranno disposti a condividere le proprie ricerche, e i produttori le proprie conoscenze, più aumenteranno le possibilità di creare tecnologie che siano davvero al servizio di tutti.

Perciò mi sento un po' come Ted Nelson quando, nei primi anni '70, scrisse "Dovete capire i computer adesso." All'epoca, i computer erano enormi elaboratori che interessavano solo agli scienziati e non ci si sognava neanche di averne uno a casa. Quindi è un po' strano essere qui e dirvi "Dovete capire i materiali intelligenti adesso." Ricordate solo che una conoscenza preventiva delle tecnologie emergenti è il modo migliore per assicurarci una voce in capitolo nella costruzione del nostro futuro.

Grazie.

(Applausi)

Trovi tutti i link ai post "TED Talks" già pubblicati qui sotto :

Elizabeth Gilbert sul genio

Il Cervello in tempo reale: C.deCharms

Al Gore sulle recenti modificazioni climatiche

Matthieu Ricard e l'abitudine alla felicità

Hans Rosling: I dati cambiano la Mentalità

Rebecca Saxe: Come si forma il giudizio morale

Jill Bolte Taylor: Racconto di un Ictus in diretta

Pranav Mistry: Nuove Tecnologie Sesto-Senso

Ramachandran: I Neuroni plasmano la Civiltà

10° Hans Rosling: Ascesa Asiatica come e quando

11° Rob Hopkins: Verso un Mondo senza Petrolio

12° Jamie Oliver: Educazione al Cibo per i Bambini

13° Bertrand Piccard: Avventura a Energia Solare

14° Dan Barber: Mi sono innamorato di un pesce

15° Aimee Mullins: L'opportunità delle avversità

16° Dan Buettner: Come vivere fino a 100 anni

17° Eric Topol: Il futuro senza fili della Medicina

18° James Randi demolisce le Frodi Paranormali

19° Richard Sears: Pianificare la fine del petrolio

20° Si può "affamare" il cancro con la dieta ?

21° Helen Fisher: Perché amiamo e tradiamo

22° Tan Le: Cuffia per leggere le onde cerebrali

23° J.Assange: Il mondo ha bisogno di Wikileaks

24° Hans Rosling: Cresce la popolazione globale

25° Derek Sivers: Tenetevi per voi i vostri obiettivi

26° C. Anderson: I Video stimolano l'Innovazione

27° Stefano Mancuso: L'intelligenza delle piante

28° Steven Johnson: Da dove provengono le Idee

29° Brian Skerry: Splendore e Orrore degli Oceani

30° Kristina Gjerde: Leggi Acque Internazionali

31° Marcel Dicke: Mangiare insetti: perché no ?

32° Amber Case: Siamo diventati tutti dei Cyborg

33° Hanna Rosin: I dati sull'ascesa delle Donne

34° N. Hertz: Quando non dare ascolto agli esperti

35° Patricia Kuhl: il Genio linguistico dei Bambini

36° Hans Rosling: Lavatrice magica e rivoluzione

37° Cynthia Breazeal: Arrivano i Personal Robot

38° M.Jakubowski progetta Macchine open source

39° H.Fineberg: Siamo pronti per la Neo-evoluzione?

40° Eli Pariser: Attenti alle " Gabbie di Filtri " in rete

41° Stephen Wolfram: Calcolare la teoria del tutto

42° Hong: Automobili per conducenti non vedenti

43° Alice Dreger: Il destino è scritto nell'anatomia

44° D.Kraft: Il futuro della Medicina é nelle App

45° C.Seaman: Fantastiche Foto dei Ghiacci Polari

46° Dave deBronkart: Vi presento l'e-Patient Dave

47° Fischer: Un Robot che vola come un Uccello

48° Julian Treasure: 5 modi per ascoltare meglio

49° M.Pagel: Le Lingue hanno cambiato l'Umanità

50° Huang: La democrazia soffoca la crescita economica ?

51° Bruce Schneier: Il miraggio della Sicurezza

52° Resnick: Benvenuti alla rivoluzione genomica

53° Pamela Meyer: Come smascherare i bugiardi

54° Anna Mracek: Un aereoplano che puoi guidare

55° Christoph McDougall: Siamo nati per correre ?

56° Yves Rossy: In volo con Jetman

57° Daniel Wolpert: La vera ragione del Cervello

58° Plait: Come proteggere la Terra dagli asteroidi

59° Y.Medan: Chirurgia a Ultrasuoni senza Bisturi

60° Britta Riley: Un Orto nel mio Appartamento

61° Antonio Damasio: Comprendere la Coscienza

62° Clay Shirky: Perché SOPA è una cattiva Idea

63° Mikko Hypponen: 3 tipi di Attacchi Informatici

64° Peter van Uhm: Perché ho scelto un fucile

65° Shawn Achor: Il segreto per lavorare meglio

66° Kevin Allocca: Perché i Video diventano Virali

67° Vijay Kumar: Robot che Volano e Cooperano

68° Susan Cain: Il potere degli introversi

69° Paul Snelgrove: Un Censimento dell'Oceano

70° Sherry Turkle: Siamo tutti Connessi ma Soli ?

71° Lisa Harouni: Un'introduzione alla Stampa 3D

72° Brain Greene: Il nostro è l'unico Universo ?

73° Hans Rosling: Religioni e Bambini

74° Tali Sharot: Naturale inclinazione all'Ottimismo

75° William Noel e il codice perduto di Archimede

76° P. Diamandis: L'abbondanza è il nostro futuro

77° M.Banzi: Arduino Immaginazione Open-source

78° M.Little: Test per il Parkinson con 1 Telefonata

79° Peter Norvig: La classe di 100 000 studenti

80° J.Enriquez: I nostri figli di una specie diversa ?

81° D.Koller: Imparare dall'Istruzione Web Online

82° S.Sankar: La nuova simbiosi Uomo-Computer

83° Andrew Blum: Cos'è veramente Internet ?

84° Carl Schoonover: Come guardare nel Cervello

85° Maurizio Seracini: La vita segreta dei dipinti

86° Killingsworth: Essere felice ? Stai nel presente

87° Schwartzberg: Natura, Bellezza e Gratitudine

88° E.Sirolli: Volete aiutare qualcuno ? State zitti !

89° A.Cuddy: Il linguaggio corporeo mostra chi sei

90° Amy Tan: La Creatività e il Processo Creativo

91° C.Shirky: Come Internet trasformerà il governo

92° E.Jorgensen: Il BioHacking puoi farlo anche tu

93° Michael Dickinson: Come Vola una Mosca

94° Elon Musk: La mente dietro Tesla e SpaceX

95° C. Mota: Giocare con i Materiali Intelligenti


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31.03.13

Permalink 10:39:24, da Alex Email , 3914 parole   Italian (IT) Categorie: Video, Ricerca, Tecnologia

TED Talks - Elon Musk: La mente dietro Tesla e SpaceX

TED Talks - Elon Musk: La mente dietro Tesla e SpaceX

TED Talks - Elon Musk: La mente dietro Tesla e SpaceX

L'imprenditore di successo Elon Musk è un uomo dai mille progetti e fondatore di imprese innovative come PayPal, Tesla Motors e SpaceX.

In questa interessantissima video-presentazione tenuta al recente TED 2013, condivide con il curatore di TED Chris Anderson dettagli su progetti visionari che comprendono un'auto elettrica per il grande pubblico, un'azienda di noleggio di energia solare e un veicolo spaziale riutilizzabile.

Elon Musk: La mente dietro Tesla, SpaceX e SolarCity
( con sottotitoli in Italiano )

Trascrizione integrale del testo
Chris Anderson: Elon, che tipo di folle sogno ti ha convinto a pensare di provare a sfidare l'industria dell'auto e costruire un'auto completamente elettrica?

Elon Musk: Beh, risale a quando ero all'università. Pensavo a quali fossero i problemi che molto probabilmente avrebbero influito sul futuro del mondo o sul futuro dell'umanità. Credo che sia estremamente importante avere trasporti sostenibili e produzione di energia sostenibile. Quel problema generale dell'energia sostenibile è il più grande problema che dobbiamo risolvere in questo secolo, indipendentemente dai problemi ambientali. Di fatto, anche se produrre CO2 fosse positivo per l'ambiente, considerando che gli idrocarburi finiranno, dobbiamo trovare mezzi sostenibili di operare.

CA: La maggior parte dell'elettricità negli Stati Uniti viene da carburanti fossili. Come può aiutare un'auto elettrica che si attacca alla corrente?

EM: Giusto. Ci sono due elementi da considerare. Il primo è che, se prendiamo la stessa fonte di combustibile e produciamo energia in una centrale elettrica e la usiamo per caricare auto elettriche, è sempre meglio. Quindi se prendiamo, diciamo, il gas naturale la più importante fonte di energia da idrocarburi, se li bruciamo in una moderna turbina General Electric a gas naturale, otteniamo circa il 60 per cento di efficienza. Se mettiamo lo stesso combustibile in un motore d'auto a combustione interna, si ottiene circa il 20 per cento di efficienza. E il motivo risiede nella centrale elettrica fissa, ci si può permettere di avere qualcosa che pesa molto di più, è voluminosa, e si possono recuperare gli scarti di calore, far funzionare una turbina e generare una fonte di energia secondaria. Quindi in effetti, anche se teniamo conto delle perdite nella trasmissione, anche usando la stessa fonte di energia, è sempre meglio caricare un'auto elettrica, che non bruciarla in una centrale elettrica.

CA: Quella scala produce efficienza.

EM: Certo. E l'altro punto è che dobbiamo avere mezzi sostenibili di produzione di energia, produzione di elettricità. Considerando che dobbiamo risolvere la produzione di elettricità sostenibile, allora ha senso avere auto elettriche come mezzo di trasporto.

CA: Abbiamo qualche video dell'assemblaggio di una Tesla, che, se possiamo far partire il primo video -- Cosa c'è di innovativo in questo processo, in quest'auto?

EM: Certo. Per poter accelerare l'arrivo del trasporto elettrico, e devo dire che penso in realtà che tutti i mezzi di trasporto diventeranno completamente elettrici con l'ironica eccezione dei veicoli spaziali. Non c'è modo di aggirare il terzo principio di Newton. Il problema è come accelerare l'avvento del trasporto elettrico? E per farlo con le auto, bisogna lanciare un'auto veramente efficiente energeticamente, significa farla incredibilmente leggera, e quindi quello che vedete è l'unica auto con la struttura e la carrozzeria completamente in alluminio fatta in America del Nord. Di fatto, abbiamo applicato molte delle tecniche di design dei veicoli spaziali per rendere l'auto leggera nonostante le grosse batterie. E ha anche il minore coefficiente di resistenza aerodinamica tra tutte le auto della sua dimensione. Di conseguenza, l'uso di energia è molto basso, e ha il pacchetto batteria più avanzato, ed è questo che le dà il livello di competitività, che si può in realtà avere su auto che fa 300 km.

CA: Voglio dire, questi gruppi batteria sono terribilmente pesanti, ma pensi sempre che la matematica possa funzionare -- combinando una struttura leggera, una batteria pesante, si può comunque ottenere un'efficienza spettacolare.

EM: Esattamente. Tutto il resto dell'auto deve essere molto leggero per compensare la massa del gruppo batteria, e poi deve avere un coefficiente di resistenza aerodinamica basso per viaggiare in autostrada. E di fatto, i clienti del Modello S competono tra di loro per cercare di raggiungere la durata più elevata. Credo che di recente qualcuno sia arrivato a 670 km con una singola carica.

CA: Bruno Bowden, che è qui, lo ha fatto, ha battuto il record del mondo. EM: Complimenti.

CA: Questa era la buona notizia. La cattiva notizia è che per farlo, ha dovuto guidare a 30 km orari a velocità costante ed è stato fermato dalla polizia. (Risate)

EM: Voglio dire, si può certamente guidare -- se guidate a 100 km orari, in condizioni normali, 400 km sono un numero ragionevole.

CA: Vediamo il secondo video che mostra la Tesla in azione sul ghiaccio. Niente male secondo il New York Times. Qual è la cosa più sorprendente dell'esperienza di guida dell'auto?

EM: Nel creare un'auto elettrica, la reattività dell'auto è incredibile. Volevamo veramente che la gente pensasse di essere quasi mentalmente fusa con l'auto, come se fosse un tutt'uno con l'auto, sterzando e accelerando, tutto si verifica semplicemente, come se l'auto avesse l'ESP. Lo si può fare con un'auto elettrica perché è reattiva. Non lo si può fare con un'auto a benzina. Credo che sia una profonda differenza, e la gente lo prova solo facendo una prova di guida.

CA: È una bella auto, ma è costosa. C'è in piano di farla diventare un'auto per il grande pubblico?

EM: Sì. L'obiettivo di Tesla è sempre stato avere un processo in tre fasi, in cui la prima versione è un'auto costosa con volumi bassi, la versione due ad un prezzo intermedio per volumi intermedi, e la versione tre sarà a basso costo e volumi elevati. Ora siamo alla fase due. Avevamo un'auto sportiva da 100 000 dollari, che era la Roadster. Poi abbiamo il Modello S, che parte da 50 000 dollari. E la terza generazione di auto, che speriamo esca tra tre o quattro anni sarà un'auto da 30 000 dollari. Ma ogni volta che c'è una nuova tecnologia, di solito ci vogliono tre importanti versioni per poterne fare un prodotto di largo consumo. E quindi credo che stiamo facendo progressi in quella direzione, e sono convinto che ci arriveremo.

CA: Ora, se bisogna fare un piccolo spostamento, si può usare la macchina, tornare indietro e ricaricarla a casa. Non c'è una vasta rete nazionale di stazioni di ricarica che siano veloci. Pensi che arriveranno, veramente, o solo sulle strade principali?

EM: In realtà ci sono molte più stazioni di ricarica di quanto la gente pensi, e a Tesla abbiamo sviluppato una cosa chiamata tecnologia Supercharging, e la proponiamo gratuitamente, per sempre, a chi compra un Modello S. Magari è una cosa di cui molti non si rendono conto. Oggi la California e il Nevada sono coperti, e la costa orientale da Boston a Washington è coperta. Entro la fine dell'anno, sarete in grado di guidare da Los Angeles a New York utilizzando solo la rete Supercharger, che carica cinque volte più rapidamente di qualunque altra. E la chiave è avere un rapporto tra tempo di guida e fermate di circa sei o sette. Quindi se guidate per tre ore, vi volete fermare per 20 o 30 minuti, perché è quanto normalmente si fermano le persone. Quindi se iniziate un viaggio alle 9 del mattino, entro mezzogiorno vorrete fermarvi per mangiare qualcosa, andare in bagno, prendere un caffè e continuare.

CA: La vostra proposta ai consumatori è che ci vuole circa un'ora per una ricarica completa. È normale -- non vi aspettate di partire entro 10 minuti. Aspettate un'ora, ma la buona notizia è che aiutate a salvare il pianeta, e comunque, l'elettricità è gratis. Non pagate niente.

EM: In realtà, ci aspettiamo che la gente si fermi per 20 o 30 minuti, non per un'ora. In realtà è meglio guidare per 250, 270 chilometri e fermarsi per una mezz'ora e poi continuare. Sono i tempi normali di un viaggio. CA: Bene. Questa è solo una corda al vostro arco. Stai lavorando in questa azienda SolarCity. Cos'ha di insolito?

EM: Beh, come dicevo prima, dobbiamo arrivare ad una produzione di energia sostenibile ed un consumo sostenibile, quindi sono abbastanza fiducioso che i mezzi principali di produzione di energia, saranno solari. Voglio dire, è come una fusione indiretta. Abbiamo questo enorme generatore di fusione nel cielo chiamato Sole, e dobbiamo solo sfruttare un po' di quell'energia per la civiltà umana. Quello che molti sanno ma di cui non si rendono conto è che il mondo è già quasi interamente ad energia solare. Se non ci fosse il sole, saremmo una palla di ghiaccio congelata a tre gradi Kelvin, e il sole dà energia all'intero sistema delle precipitazioni. L'intero ecosistema è ad energia solare.

CA: Ma in 3,5 litri di benzina, ci sono migliaia di anni di energia solare compressi in poco spazio, quindi è difficile far funzionare i numeri sul solare e lontanamente competere con, per esempio, il gas naturale, il gas naturale a fratturazione. Come farete a crearci attorno un business?

EM: In realtà, sono convinto che il solare batterà tutti, a mani basse, compreso il gas naturale.

(Applausi) CA: Come?

EM: In realtà, deve. Se non lo fa, siamo in un grosso guaio.

CA: Ma non vendete pannelli solari ai consumatori. Cosa fate? EM: In realtà lo facciamo. Si può comprare un sistema solare o si può noleggiare un sistema solare. Molti scelgono il noleggio. E il vantaggio dell'energia solare è che non ha nessun costo di stoccaggio o costi operativi, quindi una volta installato, è lì. Funziona per decenni. Funzionerà probabilmente per un secolo. Quindi, la chiave è ridurre il costo dell'installazione iniziale, e ridurre il costo del finanziamento, perché quell'interesse -- questi sono i due fattori che guidano il costo del solare. E abbiamo fatto enormi progressi in quella direzione, ecco perché sono convinto che batteremo il gas naturale.

CA: Quindi la sua attuale proposta al consumatore è non pagare troppo all'inizio.

EM: Zero. CA: Non pagare niente all'inizio. Installeremo pannelli sul vostro tetto. Pagherete dopo, quanto dura un normale noleggio?

EM: Di solito sono 20 anni, ma la proposta è abbastanza diretta, mi sembra di capire. Niente anticipi, e la bolletta diminuisce. Un affare.

CA: Sembra che il consumatore ci guadagni. Nessun rischio, pagherete meno di quello che pagate ora. Quindi il sogno è -- voglio dire, a chi appartiene l'elettricità di quei pannelli sul lungo termine? Come ci guadagna l'azienda?

EM: Sostanzialmente, SolarCity ottiene finanziamenti da un'azienda o da una banca. Google è uno dei nostri partner. E si aspetta un ritorno dell'investimento. Con quel capitale, SolarCity acquista e installa i pannelli sui tetti e poi addebita al proprietario della casa o dell'azienda un contributo mensile, che è più basso della bolletta.

CA: Ma voi ottenete un beneficio commerciale a lungo termine da quell'energia. Create un nuovo tipo di utenza distribuita.

EM: Esattamente. Diventa un'enorme utenza distribuita. Credo che sia una buona cosa, perché le utenze sono sempre state un monopolio, e la gente non ha mai avuto scelta. Di fatto è la prima volta che entra la concorrenza in questo monopolio, perché le utenze sono sempre state le uniche proprietarie di quelle linee di distribuzione dell'energia, ma ora è sul vostro tetto. Quindi credo che dia grande potere ai proprietari di case e alle aziende.

CA: Lei dipinge un futuro dove la maggio parte dell'energia in America, nel giro di un decennio o due, o durante la sua vita, andrà verso il solare?

EM: Sono estremamente convinto che dal solare arriverà la maggior parte dell'energia, molto probabilmente la farà da padrone, e prevedo che sarà prevalente in meno di 20 anni. Ho fatto quella scommessa con qualcuno -- CA: La definizione di prevalente è?

EM: Più dal solare che da qualunque altra fonte.

CA: Ah. Con chi ha fatto quella scommessa?

EM: Con un amico che rimarrà anonimo.

CA: Solo tra me e lei. (Risate)

EM: Ho fatto quella scommessa, credo, due o tre anni fa, quindi nel giro di circa 18 anni, credo che vedremo più energia solare di qualunque altra fonte.

CA: Bene, torniamo ad un'altra scommessa che ha fatto con se stesso, credo, una scommessa folle. Ha fatto un po' di soldi dalla vendita di PayPal. Ha deciso di creare una società aerospaziale. Perché mai uno dovrebbe fare una cosa del genere? (Risate)

EM: Mi sono spesso fatto questa domanda, è vero. La gente direbbe, "Hai sentito la barzelletta di quel tizio che ha fatto una piccola fortuna nell'industria aerospaziale?" Ovviamente, "Ha iniziato con una grossa fortuna", sarebbe la battuta finale. Quindi dico alla gente che stavo cercando di capire il modo più veloce di trasformare una grossa fortuna in una piccola. E mi guarderebbero dicendo, "Fa sul serio?"

CA: E stranamente, lo era. Allora cos'è successo?

EM: C'è mancato poco. Le cose per poco non giravano male. Abbiamo quasi fallito, ma siamo riusciti a cavarcela nel 2008. L'obiettivo di SpaceX è cercare di migliorare la tecnologia aerospaziale, e in particolare di risolvere un problema che credo sia essenziale perché l'umanità diventi una civiltà dello spazio, ossia avere un veicolo spaziale rapidamente e completamente riutilizzabile.

CA: L'umanità diventerà gente dello spazio? Era questo il tuo sogno, in un certo modo, da quando eri ragazzo? Sognavi di andare su Marte e oltre?

EM: Costruivo razzi quando ero ragazzo, ma non pensavo che vi avrei partecipato. Era molto più dal punto di vista di quali cose dovrebbero succedere perché il futuro sia emozionante e illuminante? E credo veramente che ci sia una differenza fondamentale, se si guarda al futuro, tra un'umanità di gente dello spazio, che va là fuori a esplorare le stelle, su diversi pianeti, e credo che sia veramente emozionante, rispetto a un'umanità confinata sulla Terra in attesa di un'eventuale estinzione.

CA: Quindi in qualche modo avete tagliato il costo di costruzione di un veicolo spaziale del 75 per cento, a seconda di come lo si calcola. Come diavolo avete fatto? La NASA ci ha provato per anni. Voi come avete fatto?

EM: Abbiamo fatto significativi progressi nelle tecnologie associate alla fusoliera, ai motori, all'elettronica e alle operazioni di lancio. C'è una lunga lista di innovazioni che abbiamo scoperto che sono un po' difficili da trasmettere in questo discorso, ma --

CA: Non minime perché vi possono ancora copiare, giusto? Non avete brevettato questa roba. È veramente interessante.

EM: No, non brevettiamo. CA: Non brevettate perché credete che sia più pericoloso brevettare che non farlo.

EM: Considerando che i nostri principali concorrenti sono i governi nazionali l'applicabilità dei brevetti è discutibile. (Risate) (Applausi)

CA: È molto, molto interessante. Ma la grande innovazione deve ancora arrivare, e ci state lavorando adesso. Raccontacela.

EM: La grande innovazione --

CA: Facciamo partire il video e ce ne puoi parlare mentre passa, cosa succede qui.

EM: Assolutamente. La cosa dei veicoli spaziali è che sono tutti espandibili. Tutti i veicoli spaziali che volano oggi sono espandibili. Lo space shuttle è stato un tentativo di veicolo spaziale riutilizzabile, ma anche il serbatoio principale dello space shuttle veniva eliminato ogni volta, e per le parti riutilizzabili ci volevano gruppi di 10 000 perone e nove mesi di lavoro per rimetterle a nuovo. Quindi lo space shuttle è finito per costare miliardi di dollari a volo. Ovviamente non va bene --

CA: Cos'è successo? Abbiamo appena visto una cosa atterrare?

EM: Esatto. È importante che le fasi del veicolo spaziale siano in grado di tornare indietro, siano in grado di tornare al sito di lancio e sia pronto ad essere lanciato nuovamente nel giro di qualche ora.

CA: Wow: Veicoli spaziali riutilizzabili. EM: Sì. (Applausi) Quello di cui tanti non si rendono conto è che il costo del carburante, del propellente, è molto basso. Quanto quello di un jet. Il costo del propellente è circa dello 0,3 per cento del costo del veicolo. È possibile raggiungere, diciamo, un miglioramento di 100 volte del costo del volo spaziale se si può efficacemente riutilizzare il veicolo. Ecco perché è così importante. Tutti i mezzi di trasporto che utilizziamo, che siano aerei, treni, automobili, biciclette, cavalli, sono riutilizzabili, ma non i veicoli spaziali. Dobbiamo risolvere questo problema per poter diventare una civiltà dello spazio.

CA: Mi ha fatto una domanda poco fa di quanto sarebbero popolari le crociere se si dovesse bruciare subito dopo la nave. EM: Alcune crociere sono apparentemente molto problematiche.

CA: Assolutamente molto più costoso. Potenzialmente è una tecnologia assolutamente dirompente, e, credo prepari la strada affinché i suoi sogni a un certo punto portino l'umanità su Marte in larga scala. Vorresti vedere una colonia su Marte.

EM: Sì, esattamente. SpaceX, o qualche combinazione di aziende e governi, devono fare progressi nella direzione di una vita multi-planetaria di insediamento di una base su un altro pianeta, su Marte -- essendo l'unica opzione realistica -- e poi costruirci una base finché non diventiamo una vera specie multiplanetaria.

CA: Andiamo avanti su "rendiamoli riutilizzabili", come sta andando? Quello che abbiamo visto è solo un video di simulazione. Comes sta andando?

EM: In realtà, abbiamo fatto progressi di recente con una cosa che chiamiamo Grasshopper Test Project, in cui testiamo la parte dell'atterraggio verticale del volo, la parte terminale che è abbastanza complicata. Abbiamo fatto qualche test di successo.

CA: Possiamo vederli? EM: Certo. Questo è solo per dare un senso delle proporzioni. Abbiamo vestito un cowboy come Johnny Cash e legato il manichino al veicolo spaziale. (Risate)

CA: Bene, vediamo il video allora, perché è fantastico se ci pensate. Non lo avete mai visto prima. Il lancio di un veicolo spaziale --

EM: Già, quel veicolo è alto quanto un edificio di 12 piani. (Lancio del veicolo) Ora staziona a circa 40 metri, e aggiusta costantemente l'angolo, il passo e la deriva del motore principale, e mantiene l'andatura con la spinte a gas di carbone.

CA: È fantastico? (Applausi) Elon, come avete fatto? Questi progetti sono così -- Paypal, SolarCity, Tesla, SpaceX, sono talmente diversi, sono progetti così ambiziosi. Come può una persona essere in grado di innovare in questo modo? Come fai?

EM: In realtà non lo so. Non ho la risposta giusta. Lavoro molto. Veramente molto.

CA: Ho una teoria. EM: Ok. Bene.

CA: La mia teoria è che tu hai la capacità di pensare a livello di design di sistema che mette insieme design, tecnologia e business, quindi se TED fosse TBD, design, tecnologia e business, in un tutt'uno, sintetizzato in un modo in cui solo poche persone possono e -- e questo è il punto critico -- avere la dannata fiducia in quell'insieme di cose da prendere folli rischi. Scommetti la tua fortuna su questo, e sembra che tu lo abbia fatto diverse volte. Quasi nessuno riesce a farlo. Possiamo avere parte di quella ricetta segreta? Possiamo metterla nel nostro sistema di istruzione? Si può imparare da te? È meraviglioso quello che hai realizzato.

EM: Beh, grazie. Grazie. Credo che ci sia una corretta struttura di pensiero. È la fisica. I primi ragionamenti. Di solito penso che ci siano -- quello che intendo è, ridurre le cose ai loro fondamentali e ragionare da lì, rispetto al ragionamento per analogie. Tutta la nostra vita, viviamo ragionando per analogie, che sostanzialmente significa copiare le cose di altri con piccole variazioni. E lo si deve fare. Altrimenti, mentalmente, non ce la faremmo. Ma quando facciamo qualcosa di nuovo, si deve applicare l'approccio fisico. Fisica vuol dire veramente capire come scoprire cose nuove che sono contro-intuitive, come la meccanica quantistica. È veramente contro-intuitiva. Credo che sia una cosa importante da fare, e poi anche prestare attenzione ai riscontri negativi, e cercarli, in particolare dagli amici. Potrebbe sembrare un semplice consiglio, ma pochi lo fanno, ed è incredibilmente utile.

CA: Ragazzi e ragazze che state guardando, studiate la fisica. Imparate da quest'uomo. Elon Musk, vorrei che avessimo tutto il giorno, ma grazie per essere venuto a TED.

EM: Grazie. CA: È stato meraviglioso. È stato veramente fantastico. Guardate qui. (Applausi)

Inchiniamoci. È stato fantastico. Grazie infinite.

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15.03.13

Permalink 11:51:49, da Alex Email , 3120 parole   Italian (IT) Categorie: Servizi, Video, Ricerca

TED Talks - Michael Dickinson: Come Vola una Mosca

TED Talks - Michael Dickinson: Come Vola una Mosca

TED Talks - Michael Dickinson: Come Vola una Mosca

L'abilità che un insetto ha di volare è forse una delle più grandi imprese dell'evoluzione.

In questa interessante video-presentazione tenuta al recente TEDxCaltech, il noto biologo Michael Dickinson esamina come una comune mosca prende il volo con ali così delicate, grazie a un intelligente modo di battere le ali e a muscoli del volo potenti e agili allo stesso tempo, ma il vero segreto è l'incredibile cervello della mosca.

Il Laboratorio Dickinson studia le basi neurali e biomeccaniche nel comportamento dei moscerini della frutta Drosophila, l'obbiettivo é quello di costruire un modello integrato di comportamento che incorpori la comprensione della morfologia, neurobiologia, fisiologia muscolare, fisica e ecologia di questo insetto.

Michael Dickinson: Come vola una mosca
( con sottotitoli in Italiano )

Trascrizione integrale del testo
Sono cresciuto guardando Star trek. Adoro Star Trek. Star Trek ha fatto nascere in me la voglia di vedere creature aliene, creature da un mondo lontano. Ma ho capito che potevo trovare quelle creature aliene anche sulla Terra.

Quello che faccio è studiare gli insetti. Sono ossessionato dagli insetti, in particolare dal volo degli insetti. penso che l'evoluzione del volo degli insetti sia uno dei più importanti eventi nella storia della vita. Senza insetti, non ci sarebbero piante fiorite. Senza piante fiorite, non ci sarebbero primati intelligenti ghiotti di frutta a presentare i talk di TED.

(Risate)

Dunque, David e Hidehiko e Ketaki hanno raccontato una storia convincente sulle somiglianze tra tra i moscerini della frutta e gli umani, e ci sono molte somiglianze, quindi potreste pensare che se gli umani sono simili ai moscerini della frutta, il comportamento preferito di un moscerino della frutta potrebbe essere questo -- (Risate) ma nel mio discorso, non voglio enfatizzare le somiglianze tra gli umani e i moscerini della frutta, ma le differenze, voglio concentrarmi sulle cose che penso che i moscerini facciano meglio.

Voglio mostrarvi un video velocizzato di una mosca, a 7000 fotogrammi al secondo in infrarossi a destra, fuori dallo schermo, c'è un minaccioso predatore elettronico che sta per andare verso la mosca. La mosca sta per percepire il predatore. Sta per estendere le sue zampe. Sta per andarsene con disinvoltura per vivere un giorno in più. Ho tagliato questa sequenza in modo che corrispondesse alla durata di un battito di ciglia umano, nel tempo in cui battete gli occhi, la mosca ha visto il predatore minaccioso, valutato la sua posizione, iniziato a volare via, battendo le ali 220 volte al secondo. Credo che questo sia un comportamento affascinante che mostra quanto velocemente il cervello della mosca possa elaborare le informazioni.

Volare -- cosa ci vuole per volare? Per volare, come in un aeroplano umano, c'è bisogno di ali che generino abbastanza forza aerodinamica, c'è bisogno di un motore che generi potenza per volare, e c'è bisogno di un controllore, e nel primo aeroplano umano, il controllore era il cervello di Orville e Wilbur seduti nella cabina di pilotaggio.

Cosa ha a che fare questo con una mosca? All'inizio ho speso gran parte della mia carriera a cercare di capire come le ali degli insetti generino forza sufficiente per tenere le mosche sospese. Avrete sentito che gli ingegneri dimostrarono che i calabroni non potevano volare. Il problema era pensare che le ali degli insetti funzionassero come le ali degli aerei. Ma non è così. Affrontiamo questo problema costruendo insetti robot giganti in scala che si muovono in giganti vasche di olio minerale dove possiamo studiare le forze aerodinamiche. Risulta che gli insetti sbattono le ali in modo intelligente, a un angolo d'attacco alto che crea una struttura nella parte anteriore dell'ala, una struttura a tornado chiamata vortice della parte anteriore, ed è questo vortice che permette alle ali di produrre forza sufficiente affinché l'animale stia in aria. Ma la cosa più affascinante non sta tanto nell'interessante morfologia dell'ala. La cosa intelligente è il modo in cui la mosca batte le ali, il che è controllato dal sistema nervoso, e questo permette alle mosche di realizzare queste eccezionali evoluzioni aeree.

E il motore? Il motore della mosca è affascinante. Hanno due tipi di muscoli del volo: il muscolo della potenza, attivato dall'allungamento, quindi che si attiva da solo senza essere controllato con un sistema di contrazioni dal sistema nervoso. È specializzato nel generare l'enorme potenza necessaria per volare, e riempie la parte centrale della mosca, quando una mosca colpisce un tergicristallo, state guardando il muscolo della potenza. Ma attaccato alla base delle ali c'è un insieme di piccoli muscoli di controllo non molto potenti, ma molto veloci, possono riconfigurare il cardine dell'ala con un colpo dopo l'altro, e questo permette alla mosca di cambiare ala e generare i cambiamenti nelle forze aerodinamiche che cambiano la sua traiettoria di volo. Il ruolo del sistema nervoso è di controllare tutto questo.

Esaminiamo il controllore. Le mosche eccellono nei tipi di sensori che hanno a questo scopo. Hanno antenne che percepiscono gli odori e rilevano il vento. Hanno un occhio sofisticato che è il sistema visivo più veloce del mondo. Hanno altri occhi sulla loro testa. Non abbiamo idea di ciò che facciano. Hanno dei sensori sull'ala. La loro ala è ricoperta di sensori, compresi sensori che percepiscono la deformazione dell'ala. Possono distinguere il sapore con le loro ali. Uno dei sensori più sofisticati di una mosca è una struttura chiamata bilanciere. I bilancieri sono dei giroscopi. Questi strumenti sbattono avanti e indietro a circa 200 hertz durante il volo, e l'animale può usarli per precepire la rotazione del suo corpo e iniziare manovre correttive molto veloci. Tutte queste informazioni sensoriali devono essere elaborate da un cervello e le mosche ne hanno uno, un cervello di 100 000 neuroni.

Molti a questa conferenza hanno già suggerito che i moscerini della frutta possono servire alla neuroscienza perché sono un modello semplice della funzione cerebrale. E lo scopo del mio discorso è quello di capovolgere tutto questo. Non penso siano un modello semplice di niente. Penso che le mosche siano un ottimo modello. Sono un ottimo modello per le mosche. (Risate)

Esploriamo questo concetto di semplicità. Penso che molti neuroscienziati, siamo tutti un po' narcisisti. Quando pensiamo al cervello, immaginiamo il nostro. Ma questo tipo di cervello, che è più piccolo - invece di 100 miliardi di neuroni ne ha 100 000 - ma questa è la più comune forma di cervello al mondo e lo è stata per 400 milioni di anni. È giusto dire che è semplice? È semplice nel senso che ha meno neuroni, ma questo è un metro di paragone giusto? Suggerirei che non lo è. Pensiamoci. Credo che dovremmo comparare -- (Risate) -- dobbiamo comparare le dimensioni del cervello con ciò che il cervello può fare. Propongo di avere un numero Trump, dove il numero Trump è il rapporto tra i comportamenti di quest'uomo e il numero di neuroni del suo cervello. Calcoliamo il numero Trump per il moscerino della frutta. Quanti pensano che il numero Trump sia più alto per il moscerino?

(Applausi)

Il pubblico è molto intelligente. La disparità va in questa direzione, o così ipotizzerei.

Capisco che sia un po' assurdo paragonare i comportamenti di umani e mosche. Facciamo un esempio con un altro animale. Un topo. Un topo ha circa 1000 neuroni in più di una mosca. Studiavo i topi. Quando li studiavo parlavo molto piano. Poi è successo qualcosa quando ho iniziato a studiare le mosche. (Risate) Se si confronta la storia naturale di mosche e topi, è davvero comparabile. Devono ricercare cibo. Devono fare la corte. Fanno sesso. Si nascondono dai predatori. Fanno un sacco di cose simili. Ma io direi che le mosche fanno di più. Per esempio, vi farò vedere una sequenza, devo dire che alcuni dei miei fondi vengono dalle forze armate, quindi vi mostro questa sequenza riservata di cui non potete parlare al di fuori di questa stanza, ok? Voglio che guardiate il carico sulla coda del moscerino della frutta. Guardatelo attentamente, e capirete perché mio figlio di sei anni vuole diventare un neuroscienziato. Aspettate. Fiuuuu! Ammetterete che se i moscerini della frutta non sono intelligenti quanto i topi, almeno lo sono quanto i piccioni. (Risate)

Voglio far capire che non è solo una questione di numeri ma è anche una sfida per una mosca calcolare tutto ciò che il suo cervello deve calcolare con neuroni così piccoli. Questa è una bella immagine di un interneurone di un topo dal laboratorio di Jeff Lichtman, potete vedere le meravigliose immagini del cervello che ha mostrato nel suo discorso. Nell'angolo in alto a destra, vedete, nella stessa scala, un interneurone di una mosca. Lo ingrandisco. È un neurone complesso. È solo molto piccolo, ed è una sfida biofisica cercare di calcolare le informazioni con dei neuroni molto piccoli.

Quanto piccoli possono essere i neuroni? Guardate questo insetto. È come una mosca. Ha le ali, gli occhi, le antenne, le zampe, una storia di vita complicata, è un parassita, vola per cercare bruchi da parassitizzare, non solo il suo cervello è grande come un granello di sale, come nel moscerino della frutta, lui stesso è grande come un granello di sale. Qui ci sono altri organismi in una scala simile. Questo animale è grande come un paramecio e un'ameba, e ha un cervello di 7000 neuroni, è così piccolo -- conoscete queste cose chiamate corpi cellulari dove c'è il nucleo del neurone? Questo animale se ne disfa perché occupano troppo spazio. Questa sessione tocca le frontiere della neuroscienza. Ipotizzerei che una frontiera della neuroscienza è capire come funziona il cervello di quella cosa.

Ma come si possono far fare così tante cose a pochi neuroni? Da una prospettiva ingegneristica, io penso, voi pensate alla multiplazione. Potete prendere un hardware e fargli fare cose diverse in momenti diversi, o avere parti diverse dell'hardware che fanno cose diverse. Questi sono due concetti che vorrei esplorare. Non sono concetti che mi sono inventato io, ma che sono stati proposti da altri in passato.

Un'idea viene dalla masticazione dei granchi. Che non significa masticare i granchi. Sono cresciuto a Baltimora, mastico i granchi molto bene. Ma sto parlando dei granchi che masticano. La masticazione dei granchi è affascinante. I granchi hanno una struttura complessa sotto il carapace chiamata mulino gastrico che frantuma il cibo in modi diversi. Ecco un filmato endoscopico di questa struttura. La cosa sorprendente è che è controllata da un insieme di neuroni, circa due dozzine che possono produrre diversi schemi motori, e la ragione per cui può farlo è che questo piccolo ganglio nel granchio è inondato da molti neuromodulatori. Avete già sentito parlare di neuromodulatori. Ci sono più neuromodulatori che alterano, innervano questa struttura rispetto ai neuroni nella struttura, e sono in grado di generare un insieme di schemi complesso. Questo è il lavoro di Eve Marder e dei suoi molti colleghi che hanno studiato questo sistema affascinante che mostra come un più piccolo gruppo di neuroni possa fare molte, molte cose a causa della neuromodulazione che può avvenire attimo per attimo. Quindi avviene una multiplazione nel tempo. Immaginate una rete di neuroni con un neuromodulatore. Selezionate un insieme di cellule per rappresentare un comportamento, un altro neuromodulatore, un altro insieme di cellule, uno schema diverso, e potete immaginare potete estrapolare un sistema molto complicato.

C'è una prova che le mosche facciano ciò? Per molti anni nel mio laboratorio e in altri laboratori nel mondo, abbiamo studiato il comportamento delle mosche in piccoli simulatori di volo. Si può legare una mosca a un bastoncino. Si possono misurare le forze aerodinamiche che sta creando. Si può lasciar giocare la mosca a un piccolo videogioco lasciandola volare in un display visivo. Ve ne mostro una piccola sequenza. Ecco una mosca e un'ampia veduta a infrarossi della mosca nel simulatore di volo, questo è un gioco che piace alle mosche. Le si lascia dirigere verso la piccola striscia, e loro andranno per sempre verso quella striscia. Fa parte del loro sistema di orientamento visivo. Ma molto recentemente, è stato possibile modificare queste aree comportamentali per fisiologie. Questa è una produzione che un mio ex ricercatore, Gaby Maimon, ora alla Rockefeller, ha sviluppato, è un simulatore di volo in cui è realmente possibile introdurre un elettrodo nel cervello della mosca e registrare da un neurone geneticamente identificato nel cervello della mosca. Uno di questi esperimenti appare così. Era una sequenza presa da un altro ricercatore nel laboratorio, Bettina Schnell. La traccia verde in basso è il potenziale della membrana di un neurone nel cervello della mosca, vedrete la mosca iniziare a volare, la mosca sta davvero controllando la rotazione dello schema visivo tramite il movimento dell'ala, e potete vedere questo interneurone visivo rispondere allo schema del moto dell'ala mentre la mosca vola. Per la prima volta siamo stati in grado di registrare da neuroni nel cervello della mosca mentre la mosca si esibiva in comportamenti sofisticati come il volo. Una delle lezioni che abbiamo imparato è che la fisiologia delle cellule che abbiamo studiato per molti anni nelle mosche quiescenti non è uguale alla fisiologia di quelle cellule quando la mosca assume comportamenti attivi come volare e camminare e così via. Perché la fisiologia è diversa? È per via di questi neuromodulatori, proprio come i neuromodulatori nel piccolo ganglio dei granchi. Ecco un'immagine dell'octopamina. L'octopamina è un neuromodulatore che sembra avere un ruolo importante nel volo e in altri comportamenti. Ma è solo uno dei molti neuromodulatori nel cervello della mosca. Penso che con il tempo risulterà che l'intero cervello della mosca è una versione ampia di questo ganglio stomatogastrico, e questa è una ragione per cui può fare tanto con pochi neuroni.

Un'altra idea, un altro tipo di multiplazione è la multiplazione nello spazio, facendo fare a diverse parti di un neurone diverse cose allo stesso tempo. Ecco due tipi di neuroni canonici da un vertebrato e da un invertebrato, un neurone piramidale umano da Ramon y Cajal, e un'altra cellula a destra, un interneurone senza impulsi, questo è il lavoro di Alan Watson e Malcolm Burrows molti anni fa, e a Malcolm Burrows venne un'idea interessante basata sul fatto che questo neurone di una locusta non innesca potenziali d'azione. È una cellula senza impulsi Quindi una cellula tipica, come i neuroni nel nostro cervello, ha una regione dendritica che riceve input, e gli input si sommano producendo potenziali d'azione che corrono lungo l'assone e attivano le regioni di output del neurone. Ma i neuroni senza impulsi sono complicati perché possono avere delle sinapsi di input e di output tutte intrecciate, e non c'è alcun potenziale d'azione che trasmette tutti gli output allo stesso tempo. C'è una possibilità di avere dei compartimenti computazionali che permettono alle diverse parti del neurone di fare cose diverse allo stesso tempo.

Questi basilari concetti di multitasking nel tempo e multitasking nello spazio, penso siano veri anche per i nostri cervelli, ma penso che gli insetti siano dei maestri in questo. Spero che la prossima volta guarderete gli insetti con occhi diversi, e, per favore, pensateci prima di schiacciarli.

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