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13.06.07

Permalink 11:51:15, da Alex Email , 1123 parole   Italian (IT) Categorie: Strumenti, Ricerca, Tecnologia

Perché Wi-Max sarà la rivoluzione delle telecomunicazioni

Perché Wi-Max sarà la rivoluzione delle telecomunicazioni

L'ultima grande rivoluzione delle telecomunicazioni è partita dalla più grande piattaforma per l'estrazione petrolifera italiana del Mediterraneo, la Vega-Alpha, della Edison, al largo della costa siciliana, oltre venti chilometri a sud di Siracusa, praticamente isolata dal resto del mondo.

Il suo nome è Wi-Max, acronimo di Worldwide Interoperability for Microwave Access, una tecnologia sviluppata da Intel e da un vasto consorzio di aziende del settore telecomunicazioni, uno standard mondiale che arriverà sui veicoli in movimento, nei telefonini di nuova generazione, sui computer portatili e sui palmari, nelle abitazioni private, fornendo, simultaneamente, e senza problemi di sovrapposizioni o di saturazione, Internet, Video, Voce e trasmissione Dati senza dipendere da cavi, doppini telefonici, fibre ottiche e gestori unici di telefonia fissa.

Il sistema Wi-Max è un'evoluzione del Wi-Fi, la tecnologia wireless che oggi ti consente di collegarsi a Internet con il tuo computer portatile a casa, in ufficio o all'interno di aree delimitate definite "HotSpot", senza dover connettere fisicamente l'apparecchio ad un modem, attraverso onde radio.

Il Wi-Max estende la distanza nella quale è possibile connettersi senza fili ad Internet ( fino a oltre 50 km, ma con pochi ripetitori si può raggiungere qualunque località ), ma soprattutto ne estende la velocità di trasmissione ( teoricamente fino a 7,5 volte quella attualmente disponibile su fibra ottica ) e la larghezza di banda, cioè lo “spazio virtuale” su cui possono viaggiare le informazioni. Il tutto, ad un costo irrisorio rispetto ai sistemi tradizionali.

Sulla piattaforma petrolifera Vega-Alpha, il Wi-Max viene utilizzato per trasmettere e ricevere i dati relativi all'estrazione del greggio, le condizioni d'esercizio dell'impianto e, contemporaneamente, per tutte le comunicazioni telefoniche con la terraferma. Inoltre, il sistema sovrintende anche alle comunicazioni di servizio con la nave-cisterna ancorata a 300 metri dalla piattaforma e con la nave-appoggio che fa la spola con la terraferma. Sempre in simultanea con le altre attività, i dipendenti possono navigare su Internet, ricevere e trasmettere la propria posta elettronica, collegarsi in video e in voce con le famiglie a casa e ricevere anche quei canali televisivi e radiofonici non captabili attraverso le antenne tradizionali. Sull'Etna, una rete wireless similare monitorizza e trasmette in tempo reale i dati sull'attività vulcanica.

Ma siamo già oltre il Wi-Max : il Politecnico di Torino ha messo a punto un sistema di trasmissione a 20 megabit al secondo in grado di coprire una distanza di 300 km senza ponti intermedi. Daniele Trinchero è il professore a capo del progetto iXem : “Grazie a questa nuova tecnologia siamo riusciti a collegare il rifugio più alto d'Europa, Capanna Margherita, a 4556 m di altezza sul Monte Rosa ( guarda la WebCam in tempo reale ), con Pian Cavallaro sull’Appennino Tosco-Emiliano: sono 295 chilometri di distanza”. Un record ottenuto con budget a costo zero, senza ricorrere a costose tecnologie futuristiche, utilizzando vecchi computer 386 e software open source.

Il progetto è nato dalla partecipazione ad una competizione internazionale autogestita tra università e laboratori di ricerca, che aveva come scopo finale la creazione di una tecnologia a basso costo e su misura per i paesi del terzo mondo. “Siamo convinti”, spiega Trinchero, “che l’unico modo per battere il digital-divide sia usare tecnologie a costi contenuti, soprattutto nell’ambito delle comunicazioni che dovrebbero essere per definizione di massa, ovvero alla portata di tutti”. Le prestazioni del nuovo sistema wireless, chiamato “Ixem”, sono davvero impressionanti se confrontate con i normali sistemi Wi-Fi che hanno un raggio di copertura di poche centinaia di metri, ma anche col nuovo protocollo Wi-Max: il team del Politecnico conta di arrivare, entro l’estate, a trasmettere fino a 340 chilometri.

Veniamo alle note dolenti. Sfortunatamente, le frequenze usate da Wi-Max sono di proprietà dell'esercito. A Dicembre 2006, si è raggiunto un accordo per liberalizzarle. Ora si pensa di assegnarle agli operatori commerciali con delle aste pubbliche molto simili a quelle usate per assegnare le frequenze dell' UMTS : si formerà il solito oligopolio, gli alti costi dell'asta saranno scaricati sull'utente finale, e addio rivoluzione. Se si liberalizzasse l'accesso alle frequenze del Wi-Max, chiunque, con pochi soldi, potrebbe fare concorrenza alle grandi aziende che operano nel settore della telefonia e che usano lo standard UMTS, aziende che hanno pagato decine di milioni di euro per avere quelle frequenze e che non vogliono certo vedersi rubare il mercato dai primi arrivati.

L'idea alternativa è simile a quella che regola le spese voluttuarie nel condominio degli edifici: uno salta su, fa un progetto, ottiene una certificazione (quella richiesta per tutti gli impianti trasmissivi in potenza), mette un'antenna in una particolare area, paga l'installazione, usa l'infrastruttura. Il secondo che arriva può fare due cose: mettere una seconda antenna, oppure, pagando il 50% dei costi di infrastruttura pagati dal primo ed avendo lo stesso tipo di requisiti amministrativi, condivide la struttura. Il terzo che arriva fa lo stesso, pagando il 33% al primo e il 33% al secondo.

Non siamo nell'era dell'Informazione. Non siamo nell'era di Internet. Siamo nell'era della Connessione ”.

Il celeberrimo professore di Stanford Lawrence Lessig, tra l'altro promotore di Creative Commons, ha lanciato l'offensiva “Deregulating Spectrum”: “Il punto è la deregolamentazione delle frequenze. Deregolamentazione non significa che mettiamo all'asta le frequenze (come prevede di fare il governo italiano). Perché le aste richiedono un diritto di proprietà del governo ed è una forma di regolamentazione dello spettro. Deregolamentare nel senso che lasciamo ampie porzioni dello spettro disponibili per un uso senza licenza”.

Lessig sostiene l'alternativa chiamata Open Spectrum, ovvero la totale deregolamentazione dell'etere con possibilità di trasmissione per qualsiasi soggetto ( anche privati cittadini ) senza bisogno di autorizzazione ( oggi chiesta ai radioamatori ). La trasmissione avverrebbe tramite una rete di microprocessori o antenne intelligenti, dette “radio cognitive”, che ripetono il segnale su una frequenza esplorata e rilevata libera da altri segnali e pulita da interferenze localmente ( variandola da un'antenna all'altra ) veicolando radio, internet, fonia fissa e mobile, TV digitale terrestre e satellitare in un unico segnale digitalizzato che viene interpretato e ricomposto.

La sicurezza, integrità e privacy dei dati trasmessi sarebbero garantite da meccanismi intrinseci all'informazione, ossia dalla crittografia. In mancanza di frequenze pulite da interferenze, che non siano altri segnali già trasmessi, la trasmissione avviene ugualmente: il terminale ricevente se è digitale, ha la tecnologia per depurare ogni rumore, per cui le interferenze di fatto non sono un problema. Ciò supererebbe l'attuale necessità di dare più frequenze allo stesso canale radio e TV e lasciarne parecchie vuote tra uno e l'altro, consentendo un uso di tutto lo spettro di frequenze, e degli spazi di trasmissione teoricamente illimitati, per un ampio numero di canali radio e TV emittenti. E soprattutto, di dotare ogni cittadino di banda larga liberamente utilizzabile

Fonte: Rapportoradio

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21.03.07

Permalink 12:31:32, da Alex Email , 338 parole   Italian (IT) Categorie: Strumenti, Risorse, Tecnologia

Migliora il tuo segnale WiFi con una antenna fai-da-te

Migliora il tuo segnale WiFi con una antenna fai-da-te
Migliora il tuo segnale WiFi con una antenna fai-da-te

La trasmissione del segnale radio WiFi é molto condizionata dagli elementi architettonici presenti nell'ambiente, e questo influenza l'omogeneità della diffusione del segnale irradiato, creando spesso zone d'ombra dove la connessione internet risulta difficile se non impossibile.

Una soluzione semplice e efficace per superare il problema, é quella di migliorare il sistema di antenna, utilizzando una comune chiave USB WiFi, da posizionarsi nel fuoco di una piccola parabola, in modo tale da concentrare e dirigere in una sola direzione il segnale ricevuto e irradiato, con il risultato di permettere connessioni stabili anche in presenza di segnali radio molto deboli.

Qui puoi prendere molte idee da una innumerevole serie di realizzazioni pratiche che spaziano da quelle piú artigianali a quelle semi-professionali, fino a quelle commerciali.

Il grande vantaggio di questa soluzione é quello di essere accessibile anche ai "non tecnici" dato che si utilizzano componenti facilmente reperibili (chiave USB WiFi, cavo USB, mini-parabola e supporto) solo da assemblare.

L'unica operazione che va effettuata con precisione per ottenere un buon rendimento dell'antenna, é quella relativa all'orientamento e al posizionamento della chiave USB nel punto focale della parabola.

Per questo devi utilizzare NetStumbler ( già trattato nel post precedente Come trovare le reti WiFi e ottenere informazioni utili ) e, osservando sul monitor la variazione di intensità del segnale ricevuto, muovi molto lentamente la chiave USB rispetto alla superficie della parabola (normalmente tra 3 e 5 cm), provando anche a cambiare l'orientamento verticale di 90°.

Trovato il punto ottimale con il massimo del segnale ricevuto da NetStumbler ( nel grafico vedrai un salto di almeno +20 dB ), fissa definitivamente la posizione della chiave USB.

L'antenna puó anche essere utilizzata efficacemente all'esterno, in questo caso devi solo proteggere dalle intemperie in un contenitore plastico la chiave USB.

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04.03.07

Permalink 11:01:27, da Alex Email , 819 parole   Italian (IT) Categorie: Strumenti, Sicurezza, Risorse, Tecnologia

Proteggi la tua connessione WiFi da accessi abusivi

Proteggi la tua connessione WiFi da accessi abusivi

Hai finalmente comprato e installato il tuo nuovo Router WiFi, e ora puoi navigare in libertà da qualsiasi punto della casa, ma sei sicuro di aver installato e messo in sicurezza la tua rete per dare filo da torcere a eventuali aggressori ?

Sono poche le regole da seguire per proteggere la tua rete Wireless, ma molto spesso si installa, si prova per vedere se funziona, ma non ci si ricorda di modificare pochi parametri di configurazione per renderla sicura.

Evitare accessi abusivi al tuo Access Point o wireless Router, é importante non solo per la sicurezza dei tuoi dati presenti sui PC collegati, ma sopratutto per eventuali accessi alla rete effettuati sotto la tua diretta responsabilità legale come intestatario della linea ADSL.

Regole di base per proteggere una rete wireless :

1. Tieni sempre presente che una rete senza fili è per sua stessa natura sempre intercettabile e vulnerabile, le onde radio irradiate dalle tue antenne, vengono diffuse nell'etere e possono arrivare ovunque, anche dove non vuoi. Non sentirti mai al sicuro al 100%, non è detto che un sistema di sicurezza oggi inespugnabile non possa venire bucato domani !

2. Spegni l'ADSL Wireless Router o l'Access Point quando non lo utilizzi, a prescindere dal fatto che sia protetto o meno, eviterai di metterlo in balia di malintenzionati quando non ti serve. Se il tuo dispositivo lo permette, limita la connessione per fasce orarie, restringendo l’accesso solo in determinati orari. Sempre se il tuo dispositivo lo permette, riduci la potenza di trasmissione al minimo possibile compatibilmente con l'area di copertura, cosi rendi piú difficili le connessioni abusive dall'esterno.

3. Disattiva l'SSID broadcast, in questo modo eviterai connessioni occasionali da parte di chi si trova nel raggio d'azione della tua rete. Naturalmente dovrai aver prima impostato e salvato nei tuoi Client una connessione predefinita col nome (cioè l'SSID) dell'Access Point, altrimenti neppure loro potranno più connettersi.

4. Modifica la password di accesso al pannello amministrativo del tuo Access Point per evitare l'accesso da parte di possibili intrusi. Tutti i dispositivi nuovi hanno una password di default conosciuta dai vari tools di attacco, e comunque reperibile facilmente qui.

5. Attiva il filtro sui MAC Address delle schede wireless che si connettono. Ogni scheda wireless unisce ai pacchetti trasmessi nell'etere un codice univoco identificativo della scheda stessa, che viene rilevato dall'access point e può essere trattato, in modo da concedere o negare la connessione ai vari client. Attenzione però, non considerarti al sicuro una volta impostata questa lista, infatti il MAC Address, con un po di conoscenze informatiche può essere facilmente falsificato, quindi un eventuale intruso potrebbe effettuare un'incursione nella tua rete semplicemente presentandosi sotto mentite spoglie ed avere accesso al sistema.

6. Disattiva il Server DHCP dell'Access Point (o Wireless Router) e modifica l’indirizzo IP di default del dispositivo, anzi, se puoi, cambia proprio numerazione a tutta la rete locale, e nelle impostazioni di rete dei PC che si dovranno connettere meglio inserire i dati manualmente, infatti, il server DHCP è quel meccanismo che permette di assegnare automaticamente gli IP a tutti i computers che si connettono. Il sistema è molto comodo per te ma lo è anche per chi si vuole connettere abusivamente. Per quanto riguarda l'impostazione degli IP statici sull'intera rete locale utilizza indirizzi del tipo 10.0.0.0 e netmask 255.0.0.0, in modo da rendere il più difficoltoso possibile la ricerca degli IP corretti.

7. Attiva i sistemi di trasmissione crittografica. I sistemi disponibili al momento sono il WEP, il WPA ed il WPA2. Questi sistemi si basano su delle chiavi condivise da impostare sia sull'Access Point (e naturalmente anche sul Wireless Router) che sul PC client. Evita accuratamente il WEP (Wired Equivalent Protocol), è il sistema più vecchio ed è già stato craccato. Il WPA (Wi-Fi Protected Access), è invece un buon protocollo transitorio, il migliore, sempre che tutti i dispositivi della rete lo supportino, è il WPA2. Ricordati di impostare sempre la chiave di crittazione più lunga e complicata possibile, senza l'esclusione di caratteri speciali e particolari, leggi il post precedente Come creare password sicure.

8. Mantieni sempre in funzione un programma Firewall su tutti i PC che si connettono alla rete wireless. Ancora meglio sarebbe installare un Firewall Hardware che ti permette, di effettuare un controllo granulare su tutto quanto passa in rete, ed essere eventualmente avvisato via email attraverso una serie di alert. Se non vuoi spendere e hai sottomano un vecchio PC da recuperare, puoi installare una distribuzione linux fatta apposta per creare un potente Firewall Hardware. Esistono due ottime distribuzioni, una é IPCOP, e l'altra si chiama Endian Firewall sviluppato da una azienda di Bolzano. Una volta installato e configurato secondo le tue esigenze, avrai trasformato il vecchio PC in un potente e versatilissimo firewall.

Tratto da Wireless-Italia, trovi altri post Taggati "WiFi" qui.

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