Abbiamo tutti sentito parlare e letto molte volte che per lavorare in modo efficiente devi svolgere una singola attività per volta, niente Multitasking o fare piú cose per volta contemporanebamente. 
Tuttavia ci lasciamo prendere la mano e mangiamo davanti alla TV con il nostro portatile aperto, navighiamo in internet, consultiamo Twitter e Facebook, mentre contemporaneamente inviamo un email e chattiamo in Google+... un po troppo !
Dovremmo poter facilmente concentrarci su una sola attività, ma è più difficile di quello che si pensi, e il motivo è semplice: il Multitasking ci fa sentire bene.
Per capire perché abbiamo sempre la tendenza naturale a fare più cose contemporaneamente quando sappiamo bene che non lo dovremmo fare, é necessario far ricorso a studi recenti che dimostrano chiaramente un fatto :
" Le persone Multitask non sono più produttive, si sentono solo emotivamente più soddisfatte del loro lavoro "
Questo è quello che la ricercatrice Zhen Wang cita in un recente studio sul Multitasking, svolgendo piú attività simultaneamente si ottiene una grande sensazione di appagamento, stiamo facendo tutte queste cose in una sola volta, e ci sentiamo incredibilmente efficienti.
Purtroppo é esattamente l'opposto, gli studenti sottoposti allo studio che erano fortemente impegnati in attività di multitasking si sentivo molto bene, ma i loro risultati sono stati molto peggiori di quelli realizzati dall'altro gruppo di studenti non multitasking.
Un altra evidenza emersa dallo studio è che il Multitasking sembra molto efficiente visto dall'esterno, quindi vogliamo tutti emulare chi lo fa, quando vediamo qualcuno in grado di destreggiarsi contemporaneamente tra scrivere un email, telefonare e Twittare, l'effetto che sucita é il classico "Wow" è incredibile, voglio anch'io essere in grado di farlo !
Quindi inconsapevolmente cerchiamo di motivarci e inventiamo possibili soluzioni per cercare di fare sempre piú compiti simultaneamente, illudendoci in realtà che questo ci renda più produttivi.
Ma che cosa succede nel nostro cervello quando stiamo facendo multitasking ?
La cosa curiosa e interessante è che il nostro cervello non può affatto lavorare in Multitask, se stiamo pranzando e contemporaneamente abbiamo cinque finestre chat Facebook aperte e stiamo anche provando a spedire una e-mail, il nostro cervello non é ingrado di concentrarsi su tutte queste attività allo stesso tempo.
Invece, il cervello si divide, e si crea qualcosa che i ricercatori hanno chiamato " spotlights ", diverse aree nel cervello che si attivano freneticamente tra l'attività del mangiare, a quella di scrivere una e-mail, e rispondere alle conversazioni in chat.
Nell'immagine sopra si vedono le diverse attività cerebrali per i vari compiti che il cervello sta eleborando, salta avanti e indietro man mano che si concentra su ogni compito per pochi secondi alla volta.
Ma non é tutto, Clifford Nass un ricercatore della Università di Stanford, dava comunque per scontato che chi utilizza il Multitasking é in grado di sviluppare alcune altre abilità eccezionali come filtrare meglio tante informazioni, essere molto piú veloce nel passare tra diversi compiti e ottenere una memoria di lavoro molto elevata.
Tutto sbagliato, si é scoperto che i Multitasker hanno prestazioni inferiori sotto ogni aspetto, ora la maggior parte degli studi punta decisamente verso il fatto che il multitasking è inefficente e non aumenta la produttività, anzi ci rende meno produttivi, della serie una cosa per volta e bene !
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In questa interessante video-presentazione tenuta al recente TED, la ricercatrice Tali Sharot specializzata in Neuroscienze Cognitive, ci presenta un aspetto interessante della natura umana: Siamo nati per essere ottimisti, piuttosto che realisti ?
Tali Sharot ci parla di nuove ricerche che suggeriscono che il nostro cervello è programmato per guardare il lato positivo, e di come questo possa essere pericoloso tanto quanto benefico.
Tendiamo a sopravvalutare le probabilità di fare esperienze positive nella nostra vita e a sottovalutare le probabilità di fare esperienze negative, in poche parole, siamo più ottimisti che realisti, ma non siamo consapevoli di questo fatto. 
TED Talks - Tali Sharot: Naturale inclinazione all'Ottimismo
(
con sottotitoli in Italiano )
Trascrizione integrale del testo
Vi parlerò dell'ottimismo - o, più precisamente, dell'inclinazione all'ottimismo. Si tratta di un'illusione cognitiva che abbiamo studiato negli ultimi anni nel mio laboratorio e l'80 per cento di noi ce l'ha.
Tendiamo a sopravvalutare le probabilità di fare esperienze positive nella nostra vita e a sottovalutare le probabilità di fare esperienze negative. Quindi sottostimiamo le probabilità di ammalarci di cancro, di essere coinvolti in un incidente stradale. E sovrastimiamo la nostra longevità, le prospettive di carriera. In poche parole, siamo più ottimisti che realisti, ma non siamo consapevoli di questo fatto.
Prendiamo il matrimonio, per esempio. Nel mondo occidentale la percentuale di divorzi è di circa il 40 per cento. Questo significa che su cinque coppie sposate, due finiranno per dividersi i beni. Ma se chiedete a dei novelli sposi quante probabilità hanno di divorziare le stimano a zero per cento. E persino gli avvocati divorzisti, che dovrebbero saperne di più, sottovalutano molto la loro probabilità di divorziare. E così succede che per gli ottimisti non è meno probabile che divorzino, ma è più probabile che si risposino. Come dice Samuel Johnson "Risposarsi è il trionfo della speranza sull'esperienza."
(Risata)
Quindi se siamo sposati abbiamo più probabilità di avere figli. E tutti noi pensiamo che i nostri figli siano particolarmente dotati. Questo, a proposito, è il mio nipotino di due anni, Guy. E voglio che sia assolutamente chiaro che lui è davvero un cattivo esempio di inclinazione all'ottimismo perché lui è veramente straordinariamente dotato.
(Risata)
E non sono sola. Su quattro cittadini britannici, tre hanno dichiarato di essere ottimisti riguardo al futuro delle proprie famiglie. Rappresenta il 75 per cento. Ma solo il 30 per cento ha detto di pensare che le famiglie in generale stanno meglio ora di qualche generazione fa.
Questo è un punto davvero importante, perché noi siamo ottimisti su noi stessi, siamo ottimisti sui nostri figli, siamo ottimisti sulle nostre famiglie, ma non siamo così ottimisti sul tizio che ci sta seduto accanto, e siamo in qualche modo pessimisti sul destino dei nostri concittadini e sul destino del nostro paese. Ma l'ottimismo privato sul nostro futuro personale rimane costante. E non vuol dire che pensiamo che le cose andranno bene per magia, ma piuttosto che abbiamo una capacità unica di farle andare bene.
Io sono uno scienziato, faccio esperimenti. Quindi per farvi vedere cosa voglio dire, farò un esperimento qui con voi. Vi darò un elenco di capacità e di caratteristiche e voglio che, per ciascuna di queste capacità, pensiate in che posizione siete rispetto al resto della popolazione.
La prima è andar d'accordo con gli altri. Chi crede, qui, di essere nel 25 per cento inferiore? Ok, circa 10 persone su 1500. Chi crede di essere nel 25 per cento superiore? La maggior parte di noi qui. Ok, ora facciamo lo stesso con la vostra abilità alla guida. Quanto siete interessanti? Quanto siete attraenti? Quanto siete onesti? E, per finire, quanto siete modesti?
Quindi, la maggior parte di noi si mette al di sopra della media nella maggior parte di queste capacità. Questo è statisticamente impossibile. Non possiamo essere tutti migliori degli altri. (Risate) Ma se crediamo di essere meglio degli altri, significa che abbiamo più probabilità di ottenere quella promozione, di rimanere sposati, perché siamo più socievoli, più interessanti.
Ed è un fenomeno globale. L'inclinazione all'ottimismo è stata osservata in molti paesi -- nelle culture occidentali, nelle culture non occidentali, negli uomini e nelle donne, nei bambini, negli anziani. È piuttosto diffusa.
Ma la domanda è: è un bene per noi? Alcuni dicono di no. Alcuni dicono che il segreto della felicità è avere basse aspettative. Credo che la logica sia più o meno questa: se non ci aspettiamo grandi cose, se non ci aspettiamo di trovare l'amore, di essere in salute e avere successo, non resteremo delusi quando queste cose non succederanno. E se non restiamo delusi quando delle cose belle non succedono, e veniamo piacevolmente sorpresi quando succedono, saremo felici.
Quindi è una teoria molto buona, ma in realtà è sbagliata per tre ragioni. Numero uno: qualunque cosa succeda, che si abbia successo o si fallisca, le persone con aspettative elevate si sentono sempre meglio. Perché il modo in cui ci sentiamo quando veniamo piantati o nominati impiegato del mese dipende da come interpretiamo quell'evento.
Gli psicologi Margaret Marshall e John Brown hanno osservato studenti con aspettative alte e basse. E hanno scoperto che quando le persone con aspettative elevate hanno successo, attribuiscono quel successo alle proprie caratteristiche. "Sono un genio, per questo ho preso 10, quindi prenderò di nuovo sempre 10 in futuro." Quando falliscono, non è perché sono stupidi, ma perché l'esame era ingiusto. La prossima volta faranno meglio. Le persone con aspettative basse fanno l'opposto. Quindi quando sbagliano è perché sono stati stupidi, e quando hanno successo è perché l'esame, casualmente, era veramente facile. La prossima volta la realtà si metterà in pari. Così si sentono peggio.
Numero due: A prescindere dal risultato, il semplice atto dell'anticipazione ci rende felici. L'economista comportamentale George Lowenstein ha chiesto agli studenti nella sua università di immaginare di ricevere un bacio appassionato da una celebrità, qualunque celebrità. Poi ha detto, " Quanto sareste disposti a pagare per ricevere un bacio da una celebrità se il bacio vi fosse dato subito, tra tre ore, tra 24 ore, tra tre giorni, tra un anno, tra 10 anni? Ha scoperto che gli studenti erano disponibili a pagare di più non per ricevere il bacio immediatamente, ma per riceverlo tra tre giorni. Erano disponibili a pagare di più per aspettare. Certo, non volevano aspettare un anno o dieci anni; nessuno vuole una celebrità invecchiata. Ma tre giorni sembravano il tempo ideale.
Allora perché? Se ricevete il bacio subito, è passato e finito. Ma se ricevete il bacio tra tre giorni, quelli sono tre giorni di snervante anticipazione, di fremito nell'attesa. Gli studenti volevano quel tempo per immaginare dove sarebbe successo, come sarebbe successo. L'anticipazione li rendeva felici.
Questo, tra l'altro, è il motivo per cui la gente preferisce il venerdì alla domenica. È un fatto davvero curioso, perché venerdì è un giorno di lavoro e domenica è un giorno di piacere, quindi si presume che la gente preferisca la domenica, e invece no. Non è perché a loro piaccia veramente stare in ufficio e non sopportano passeggiare nel parco o fare pigramente un brunch. Lo sappiamo, perché quando si chiede alla gente del loro giorno della settimana preferito, in assoluto, sorpresa sorpresa, il sabato risulta primo, poi il venerdì, poi la domenica. La gente preferisce il venerdì perché il venerdì porta con sé l'anticipazione del weekend in arrivo, con tutti i piani che uno ha. Di domenica l'unica cosa che si può aspettare con ansia è la settimana di lavoro.
Quindi gli ottimisti sono persone che si aspettano più baci in futuro, più passeggiate nel parco. E questa anticipazione migliora il loro benessere. In effetti, senza l'inclinazione all'ottimismo, saremmo tutti leggermente depressi. Le persone con una leggera depressione non hanno un'inclinazione quando guardano al futuro. In realtà sono individui più realistici che sani. Mentre gli individui con una depressione grave hanno un'inclinazione al pessimismo. Quindi tendono ad aspettarsi un futuro peggiore di quello che finisce per essere.
Quindi l'ottimismo cambia la realtà soggettiva. Il modo in cui ci aspettiamo che il mondo sia cambia il modo in cui lo vediamo. Ma cambia anche la realtà oggettiva. Agisce come una profezia che si auto-realizza. E questa è la terza ragione per cui abbassare le vostre aspettative non vi renderà felici. Alcuni esperimenti controllati hanno dimostrato che l'ottimismo non è solo collegato al successo, ma porta al successo. L'ottimismo porta al successo nel mondo accademico, nello sport e in politica. E forse il beneficio più sorprendente dell'ottimismo è la salute. Se ci aspettiamo un futuro brillante, stress e ansia diminuiscono.
Quindi, tutto sommato, l'ottimismo porta un sacco di benefici. Ma la domanda che mi disorientava davvero era: come facciamo a restare ottimisti di fronte alla realtà? Come neuroscienziato, la cosa era abbastanza disorientante, perché, secondo tutte le teorie esistenti, quando le proprie attese non vengono soddisfatte, bisonerebbe modificarle. Eppure questo non è quello che abbiamo scoperto. Abbiamo chiesto a delle persone di venire nel nostro laboratorio per cercare di capire cosa succedeva.
Abbiamo chiesto loro di stimare la probabilità di sperimentare in vita loro eventi terribili. Quindi, per esempio, che probabilità avevano di ammalarsi di cancro? Poi abbiamo detto loro qual era la probabilità media che a qualcuno come loro capitassero queste disgrazie. Per il cancro, per esempio, è del 30 per cento. Poi abbiamo chiesto loro di nuovo: "Che probabilità avete di ammalarvi di cancro?"
Quello che volevamo sapere era se prendevano in considerazione le informazioni che davamo loro per modificare le loro convinzioni. E certo che lo facevano -- ma soprattutto quando le informazioni che davamo loro erano migliori di quello che si aspettavano. Quindi per esempio, se qualcuno diceva: "La probabilità che io mi ammali di cancro é circa del 50 per cento." e noi gli dicevamo: "Ehi, buone notizie. La probabilità media è solo del 30 per cento," la volta dopo dicevano, "Forse la mia probabilità è circa del 35 per cento." Quindi imparavano rapidamente e in modo efficiente. Ma se qualcuno cominciava dicendo, "La probabilità media che io mi ammali di cancro è circa del 10 percento," e noi gli dicevamo "Ehi, cattive notizie. La probabilità media è circa del 30 per cento", la volta dopo diceva, "Sì, penso ancora che sia circa dell'11 per cento."
(Risate)
Quindi non è che non apprendevano per niente -- apprendevano -- ma molto, molto meno di quando davamo loro un'informazione positiva sul futuro. E non è che non ricordassero i numeri che davamo loro; tutti si ricordano che la probabilità di ammalarsi di cancro è circa del 30 per cento e che la probabilità media di divorziare è circa del 40 per cento. Ma non pensavano che questi numeri fossero a loro collegati.
Questo significa che segnali d'allarme come questi [Il fumo uccide] possono avere solo un impatto limitato. Sì, fumare uccide, ma soprattutto uccide gli altri.
Quello che volevo sapere era cosa succede all'interno del cervello umano che ci impedisce di considerare personali questi segnali d'allarme. Ma nello stesso tempo, quando sentiamo che il mercato immobiliare va bene, pensiamo, "Oh, certamente il valore di casa mia raddoppierà." Per cercare di capire ho chiesto ai partecipanti dell'esperimento di stendersi in uno scanner per risonanza magnetica cerebrale. È fatto così. E usando un metodo che si chiama Risonanza Magnetica funzionale, siamo stati in grado di identificare le aree del cervello che rispondono alle informazioni positive.
Una di queste aree si chiama circonvoluzione frontale inferiore sinistra. Quindi se qualcuno diceva: "La probabilità che io mi ammali di cancro è del 50 per cento'" e noi dicevamo, "Ehi, buone notizie. La probabilità media è del 30 per cento," la circonvoluzione frontale inferiore sinistra rispondeva vivacemente. E non importava il fatto di essere estremamente ottimisti o mediamente ottimisti o leggermente pessimisti, la circonvoluzione frontale inferiore sinistra di chiunque funzionava perfettamente, che foste Barack Obama o Woody Allen.
Sull'altro lato del cervello, la circonvoluzione frontale inferiore destra reagiva alle cattive notizie. Ed ecco qui: non stava facendo un buon lavoro. Più eravate ottimisti, e meno probabile era che questa regione rispondesse a informazioni negative inaspettate. E se il cervello non riesce ad integrare le cattive notizie sul futuro, indosserete costantemente gli occhiali rosa.
Allora volevamo sapere, è possibile cambiare questo stato di cose? Si può alterare l'inclinazione all'ottimismo della gente interferendo con l'attività cerebrale in queste regioni? E c'è un modo per farlo.
Questo è il mio collaboratore Ryota Kanai. Quello che sta facendo è far passare un piccolo impulso magnetico attraverso il cranio dei partecipanti al nostro test nella loro circonvoluzione frontale inferiore. Così facendo, interferisce con l'attività di questa regione cerebrale per circa mezz'ora. Dopodiché tutto torna normale, ve lo assicuro.
(Risata)
Ora, vediamo cosa succede. Prima di tutto, vi faccio vedere la quantità media di inclinazione che vediamo. Quindi, se ora facessi il test a tutti voi, questa è la quantità che apprendereste in più dalle buone notizie rispetto alle cattive notizie. Ora interferiamo con la regione che, come abbiamo scoperto, integra le informazioni negative nel compito, e l'inclinazione all'ottimismo aumenta ancora di più. Abbiamo aumentato la predisposizione delle persone nel mondo in cui analizzano l'informazione. Poi abbiamo interferito con la regione cerebrale che abbiamo scoperto integrare le buone notizie in questo compito, e l'inclinazione all'ottimismo è scomparsa. Siamo rimasti piuttosto colpiti da questi risultati perché eravamo in grado di eliminare un'inclinazione profondamente radicata negli esseri umani.
A questo punto ci siamo fermati e ci siamo chiesti, vogliamo davvero mandare in frantumi l'illusione dell'ottimismo? E se potessimo farlo, vorremmo portar via alla gente l'inclinazione all'ottimismo? Vi ho già raccontato di tutti i benefici dell'inclinazione all'ottimismo, cosa che probabilmente vi fa tenere duro. Ma ci sono, naturalmente, delle trappole, e sarebbe davvero sciocco ignorarle.
Prendiamo per esempio una email che ho ricevuto da un vigile del fuoco qui in California. Dice: "Gli studi sugli incidenti mortali tra i vigili del fuoco spesso includono "Non pensavamo che il fuoco avrebbe fatto così", anche quando tutte le informazioni disponibili erano disponibili per prendere la decisione giusta. Questo capitano userà le nostre scoperte sull'inclinazione all'ottimismo per cercare di spiegare ai vigili del fuoco perché pensano in quel modo, per renderli estremamente consapevoli di questa inclinazione umana all'ottimismo.
Quindi un ottimismo irrealistico può portare a comportamenti rischiosi, a crolli finanziari, a pianificazioni sbagliate. Il governo britannico, per esempio, ha riconosciuto che la tendenza all'ottimismo può spingere gli individui a sottovalutare i costi e la durata di un progetto. Quindi hanno adeguato il budget per le Olimpiadi del 2012 all'inclinazione all'ottimismo.
Un mio amico che si sposa tra qualche settimana ha fatto lo stesso con il budget del suo matrimonio. E, a proposito, quando gli ho chiesto della sua probabilità di divorziare ha detto che era abbastanza sicuro che fosse dello zero per cento.
Quello che vorremmo veramente fare è proteggerci dai pericoli dell'ottimismo, ma rimanere nello stesso tempo fiduciosi beneficiando dei molti frutti dell'ottimismo. Io credo che ci sia un modo per farlo. Qui il punto è la conoscenza. Non siamo nati con una comprensione innata delle nostre inclinazioni. Devono essere identificate con uno studio scientifico. Ma la buona notizia è che diventare consapevoli dell'inclinazione all'ottimismo non distrugge l'illusione. È come un'illusione ottica: il fatto di capirla non la fa sparire. Questo è un bene perché significa che dovremmo essere in grado di trovare un equilibrio, di escogitare dei piani e delle regole per proteggerci dal nostro ottimismo irrealistico, ma allo stesso tempo non perdere la speranza.
Penso che questa vignetta lo illustri bene. Perché se siete uno di questi pinguini pessimisti lassù che semplicemente non credono di poter volare, certamente non volerete mai. Perché per fare un qualunque tipo di progresso dobbiamo essere in grado di immaginare una realtà differente, e poi dobbiamo credere che quella realtà sia possibile. Se invece siete un pinguino estremamente ottimista che salta giù alla cieca sperando per il meglio, potereste trovarvi in un bel pasticcio quando toccate terra. Ma se siete un pinguino ottimista che crede di poter volare, ma poi si mette il paracadute sulla schiena solo nel caso le cose non andassero esattamente secondo i piani, volerete come un'aquila, anche se siete solo un pinguino.
Grazie.
(Applausi)
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1° Elizabeth Gilbert sul genio
2° Il Cervello in tempo reale: C.deCharms
3° Al Gore sulle recenti modificazioni climatiche
4° Matthieu Ricard e l'abitudine alla felicità
5° Hans Rosling: I dati cambiano la Mentalità
6° Rebecca Saxe: Come si forma il giudizio morale
7° Jill Bolte Taylor: Racconto di un Ictus in diretta
8° Pranav Mistry: Nuove Tecnologie Sesto-Senso
9° Ramachandran: I Neuroni plasmano la Civiltà
10° Hans Rosling: Ascesa Asiatica come e quando
11° Rob Hopkins: Verso un Mondo senza Petrolio
12° Jamie Oliver: Educazione al Cibo per i Bambini
13° Bertrand Piccard: Avventura a Energia Solare
14° Dan Barber: Mi sono innamorato di un pesce
15° Aimee Mullins: L'opportunità delle avversità
16° Dan Buettner: Come vivere fino a 100 anni
17° Eric Topol: Il futuro senza fili della Medicina
18° James Randi demolisce le Frodi Paranormali
19° Richard Sears: Pianificare la fine del petrolio
20° Si può "affamare" il cancro con la dieta ?
21° Helen Fisher: Perché amiamo e tradiamo
22° Tan Le: Cuffia per leggere le onde cerebrali
23° J.Assange: Il mondo ha bisogno di Wikileaks
24° Hans Rosling: Cresce la popolazione globale
25° Derek Sivers: Tenetevi per voi i vostri obiettivi
26° C. Anderson: I Video stimolano l'Innovazione
27° Stefano Mancuso: L'intelligenza delle piante
28° Steven Johnson: Da dove provengono le Idee
29° Brian Skerry: Splendore e Orrore degli Oceani
30° Kristina Gjerde: Leggi Acque Internazionali
31° Marcel Dicke: Mangiare insetti: perché no ?
32° Amber Case: Siamo diventati tutti dei Cyborg
33° Hanna Rosin: I dati sull'ascesa delle Donne
34° N. Hertz: Quando non dare ascolto agli esperti
35° Patricia Kuhl: il Genio linguistico dei Bambini
36° Hans Rosling: Lavatrice magica e rivoluzione
37° Cynthia Breazeal: Arrivano i Personal Robot
38° M.Jakubowski progetta Macchine open source
39° H.Fineberg: Siamo pronti per la Neo-evoluzione?
40° Eli Pariser: Attenti alle " Gabbie di Filtri " in rete
41° Stephen Wolfram: Calcolare la teoria del tutto
42° Hong: Automobili per conducenti non vedenti
43° Alice Dreger: Il destino è scritto nell'anatomia
44° D.Kraft: Il futuro della Medicina é nelle App
45° C.Seaman: Fantastiche Foto dei Ghiacci Polari
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74° Tali Sharot: Naturale inclinazione all'Ottimismo
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In questa interessante video-presentazione tenuta al recente TED, il medico ricercatore Hans Rosling con il suo usuale accattivante stile di presentazione si é posto queste due domande :
Ci sono religioni con un tasso di natalità più elevato rispetto ad altre ?
Come influisce questo aspetto sulla crescita demografica mondiale ?
Nel suo intervento a TEDxSummit a Doha, in Qatar, grazie ai suoi grafici a effetto, Rosling ci mostra i dati nel tempo e tra le diverse religioni.
Con il suo stile inconfondibile e l'acume delle sue analisi, Hans arriva a una conclusione sorprendente sui tassi di fertilità del mondo.
Altri TED Talks di Hans Rosling: Ascesa Asiatica come e quando, Cresce la popolazione globale, I dati cambiano la Mentalità e Lavatrice magica e rivoluzione.
TED Talks - Hans Rosling: Religioni e Bambini
(
con sottotitoli in Italiano )
Trascrizione integrale del testo
Parlerò di religione. Ma è un tema vasto e molto delicato, quindi dovrò limitarmi, pertanto mi soffermerò a parlare solo del legame tra religione e sessualità.
(Risate)
Questo intervento è molto serio. Parlerò di ciò che ricordo come il momento più meraviglioso. Quando una giovane coppia si sussurra all'orecchio "Stasera faremo un bambino". Il mio intervento verterà sull'impatto delle religioni sul numero di figli per donna.
È un tema veramente importante, perché tutti comprendono che c'è una sorta di limite sul numero di persone che possono stare su questo pianeta, e ci sono persone che dicono che la popolazione mondiale sta crescendo così: tre miliardi nel 1960, sette miliardi l'anno scorso, e continuerà a crescere perché alcune religioni esortano le donne ad avere molti figli, e potrebbe continuare così.
Fino a che punto queste persone hanno ragione? Quando sono nato io, i bambini erano meno di un miliardo e oggi, nel 2000, ce ne sono quasi due miliardi. Cosa è successo da allora, e gli esperti cosa prevedono succederà con il numero di figli in questo secolo?
Questo è un quiz. Cosa ne pensate? Pensate che scenderanno a un miliardo? Rimarrà uguale e saranno due miliardi alla fine del secolo? Il numero di bambini aumenterà ogni anno fino a 15 anni, o continuerà allo stesso ritmo veloce e saranno quattro miliardi lassù? Ve lo dirò alla fine del mio discorso.
Dunque vediamo, cosa c'entra la religione in tutto questo? Quando si vuole fare una classificazione delle religioni, è molto più difficile di quanto si pensi. Si va su Wikipedia e la prima mappa che si trova è questa. Divide il mondo in religioni abramitiche e religione orientale, ma non è sufficientemente dettagliata. Quindi abbiamo cercato ancora e abbiamo trovato questa, che però suddivide Cristianità, Islam e Buddismo in molti sottogruppi, ed era troppo dettagliata.
Allora a Gapminder abbiamo fatto la nostra mappa che si presenta così. Ogni paese è rappresentato da una bolla. La dimensione indica la popolazione: Cina e India sono grandi, e il colore qui sta per la religione maggioritaria. È la religione a cui più del 50% delle persone dicono di appartenere. In India, Cina e nei paesi asiatici vicini è quella orientale. L'Islam è la religione maggioritaria che si estende dall'Oceano Atlantico in tutto il Medio Oriente, nell'Europa meridionale e in Asia fino all'Indonesia. Qui si trova la maggioranza islamica. Le religioni maggioritarie cristiane sono questi paesi blu. Sono la maggior parte dei paesi in America e in Europa, molti paesi dell'Africa e alcuni dell'Asia. I bianchi sono paesi che non è possibile classificare perché nessuna religione raggiunge il 50 % oppure i dati sono incerti o per qualche altro motivo. Siamo stati attenti con quei dati.
Perdonate la semplicità adesso di questa schermata. Questo è il 1960. E ora vi mostro il numero di bambini per donna qui: due, quattro o sei -- molti bambini, pochi bambini. E qui il reddito per persona equivalente in dollari. Il motivo è che molti dicono che si deve essere ricchi prima per poter fare dei bambini. Allora, qui reddito basso e qui reddito alto.
E davvero nel 1960 si doveva essere un cristiano ricco per avere dei figli. L'eccezione era il Giappone. Qui il Giappone era considerato un'eccezione. Altrimenti erano solo paesi cristiani. Ma c'erano anche molti paesi cristiani che avevano da 6 a 7 figli per donna. Ma erano in America Latina o in Africa. E i paesi in cui l'Islam è la religione maggioritaria, tutti avevano quasi 6-7 figli per donna, a prescindere dal livello del reddito. E tutte le religioni orientali, Giappone escluso, avevano lo stesso livello.
Adesso vedremo cosa è successo nel mondo. Avvio il mondo ed ecco che si parte. Ora è il 1962 -- vedete che si stanno arricchendo ma il numero di bambini per donna sta diminuendo? Guardate la Cina. Scendono piuttosto in fretta. Anche tutti i paesi a maggioranza musulmana lungo l'asse del reddito scendono, così come i paesi a maggioranza cristiana nella fascia mediana del reddito. E quando entriamo in questo secolo, metà dell'umanità sta qua sotto. Nel 2010, è l'80% degli esseri umani a vivere in paesi con una media di 2 figli per donna.
(Applausi)
È uno sviluppo davvero sorprendente quello che si è verificato. (Applausi) E questi paesi sono gli Stati Uniti, con un reddito procapite di 40.000 $, Francia, Russia, Iran, Messico, Turchia, Algeria, Indonesia, India fino al Bangladesh e al Vietnam, che ha meno del 5% del reddito per persona degli Stati Uniti e lo stesso numero di figli per donna.
Posso dirvi che i dati sul numero di figli per donna sono, sorprendentemente, corretti in tutti i paesi. Lo sappiamo dai dati del censimento. Non è uno di quei dati statistici poco sicuri.
Possiamo allora concludere che non si deve essere ricchi per avere dei figli. Succede in tutto il mondo.
Quando poi si dà uno sguardo alle religioni, si vede che sono le religioni orientali, a dire il vero non c'è nemmeno un paese con questa maggioranza religiosa che abbia più di 3 figli. Mentre nel caso delle maggioranze musulmana e cristiana, vedete paesi ovunque. Ma non esistono grosse differenze. Non ci sono grosse differenze tra queste religioni. C'è una differenza di reddito. I paesi con un tasso di figli per donna elevato, hanno redditi piuttosto bassi. La maggior parte si trovano nell'Africa sub-sahariana Ma ci sono paesi anche qui come Guatemala, Papua Nuova Guinea, Yemen e Afghanistan.
Molti pensano che l'Afghanistan qui e il Congo, che hanno sofferto gravi conflitti, non abbiano una crescita demografica rapida. È vero il contrario. Nel mondo, oggi, sono i paesi con il tasso di mortalità più elevato ad avere la più rapida crescita demografica. La morte di un figlio è compensata dalla nascita di un altro. Questi paesi hanno 6 figli per donna. Hanno un triste tasso di mortalità pari a 1-2 figli per donna. Ma tra 30 anni, l'Afghanistan passerà da 30 a 60 milioni. Il Congo, da 60 a 120. È qui che la crescita demografica è veloce. Molti pensano che siano paesi stagnanti ma non lo sono affatto.
Confronterò il Senegal, paese a maggioranza musulmana, con il Ghana, paese a maggioranza cristiana. Li riporterò indietro all'epoca dell'indipendenza, quando stavano qua sopra agli inizi degli anni '60. Guardate cosa hanno fatto. Un miglioramento incredibile, da 7 figli per donna, sono scesi qui, a 4-5. È un miglioramento tremendo.
Ma cosa occorre? Beh sappiamo bene cosa è necessario in questi paesi. Per sopravvivere si devono avere dei figli. Si deve uscire dalla povertà più estrema per far sì che i figli non servano più per il lavoro in famiglia. Si deve avere una qualche forma di pianificazione familiare. Ed è necessario il 4° fattore, che forse è il più importante.
Lasciate che vi spieghi questo 4° fattore prendendo come esempio il Qatar. Ecco qui il Qatar di oggi, e là il Bangladesh di oggi. Se riporto questi paesi agli anni della loro indipendenza, che è quasi lo stesso anno, '71, '72, lo sviluppo che si è verificato è sorprendente. Guardate il Qatar e il Bangladeh. Hanno redditi diversissimi ma registrano quasi lo stesso calo nel numero di figli per donna.
E qual è il motivo in Qatar? Bene, ho fatto quello che faccio sempre. Andai nella pagina Web dell'autorità statistica del Qatar. È un'ottima pagina. Ve la consiglio. Iniziai a cercare -- c'è da divertirsi qui -- e gratuitamente ho trovato i trend sociali del Qatar. Molto interessanti. Ci sono un sacco di cose da leggere. Ho trovato la fertilità alla nascita e ho visto il tasso totale di fertilità per donna. Questi sono gli studiosi e gli esperti dell'agenzia governativa del Qatar, e dicono che i fattori più importanti sono: "Incremento dell'età al primo matrimonio, maggiore livello di istruzione delle donne nel Qatar e più donne integrate nella forza lavoro". Non potrei essere più d'accordo. Nemmeno la scienza potrebbe. È un paese che ha davvero vissuto una modernizzazione interessantissima.
Quindi, sono 4 i fattori chiave: i figli sopravvivono, non servono più al lavoro familiare, le donne accedono all'istruzione e si uniscono alla forza lavoro e la pianificazione familiare diventa accessibile.
Guardate di nuovo qui. Il numero medio di figli nel mondo è come in Colombia -- 2,4 oggi. Quassù ci sono paesi molto poveri. Qui pianificazione familiare e migliore sopravvivenza dei figli sono necessarie. Vi consiglio fortemente il recente intervento di Melinda Gates. Qui giù ci sono molti paesi che hanno meno di 2 figli per donna. Tornando indietro, per darvi la risposta al mio quiz iniziale, la risposta è 2.
Abbiamo raggiunto il picco delle nascite. Il numero di figli non sta crescendo più nel mondo. Ancora si discute sul picco del petrolio, ma abbiamo definitivamente raggiunto il picco delle nascite. E la popolazione mondiale smetterà di crescere. Secondo la Divisione delle Nazioni Unite sulla Popolazione, la crescita si bloccherà a 10 miliardi. Ma come fa a crescere se non aumenta il numero di figli?
Ve lo mostrerò adesso. Utilizzerò queste scatole che contenevano i vostri notebook. Sono molto utili a scopo educativo. Ogni scatola rappresenta un miliardo di persone. E ci sono due miliardi di bambini al mondo. Ci sono due miliardi di giovani tra i 15 e i 30 anni. Sono cifre arrotondate. Poi c'è un miliardo di persone tra i 30 e i 45, quasi uno tra i 45 e i 60. Ed ecco la mia scatola. Qui ci sono io: più di 60 anni. Stiamo qui, in cima.
Quello che vedrete adesso, lo chiamiamo "il grande pieno". Come vedete, qui mancano tre miliardi. Non mancano perché sono morti ma perché non sono mai nati. Prima del 1980 nascevano meno persone di quante ne siano nate negli ultimi 30 anni. Quello che accadrà adesso è abbastanza semplice. Noi anziani, purtroppo, moriremo. Il resto di voi, crescerà e ci saranno due miliardi di bambini. Poi moriranno gli anziani. Il resto crescerà e farà due miliardi di figli. E poi ancora moriranno gli anziani e ci saranno due miliardi di bambini.
(Applausi)
Ecco il grande pieno. È inevitabile. E vedete come questo aumento si verifica senza che la vita si allunghi e senza aumento di nascite?
La religione ha poco a che fare con il numero di figli per donna. Tutte le religioni del mondo sono assolutamente in grado di mantenere i loro valori e adattarsi al nuovo mondo.
E saremo 10 miliardi al mondo, se i più poveri usciranno dalla povertà, i loro figli sopravvivranno e avranno accesso alla pianificazione familiare. È necessaria. Ma la crescita demografica di 2-3 miliardi è inevitabile. Quando si discute e si pianificano le risorse e l'energia necessarie per il futuro, per l'umanità su questo pianeta, si deve pianificare per 10 miliardi. Grazie infinite. (Applausi)Trovi tutti i link ai post "TED Talks" già pubblicati qui sotto :
1° Elizabeth Gilbert sul genio
2° Il Cervello in tempo reale: C.deCharms
3° Al Gore sulle recenti modificazioni climatiche
4° Matthieu Ricard e l'abitudine alla felicità
5° Hans Rosling: I dati cambiano la Mentalità
6° Rebecca Saxe: Come si forma il giudizio morale
7° Jill Bolte Taylor: Racconto di un Ictus in diretta
8° Pranav Mistry: Nuove Tecnologie Sesto-Senso
9° Ramachandran: I Neuroni plasmano la Civiltà
10° Hans Rosling: Ascesa Asiatica come e quando
11° Rob Hopkins: Verso un Mondo senza Petrolio
12° Jamie Oliver: Educazione al Cibo per i Bambini
13° Bertrand Piccard: Avventura a Energia Solare
14° Dan Barber: Mi sono innamorato di un pesce
15° Aimee Mullins: L'opportunità delle avversità
16° Dan Buettner: Come vivere fino a 100 anni
17° Eric Topol: Il futuro senza fili della Medicina
18° James Randi demolisce le Frodi Paranormali
19° Richard Sears: Pianificare la fine del petrolio
20° Si può "affamare" il cancro con la dieta ?
21° Helen Fisher: Perché amiamo e tradiamo
22° Tan Le: Cuffia per leggere le onde cerebrali
23° J.Assange: Il mondo ha bisogno di Wikileaks
24° Hans Rosling: Cresce la popolazione globale
25° Derek Sivers: Tenetevi per voi i vostri obiettivi
26° C. Anderson: I Video stimolano l'Innovazione
27° Stefano Mancuso: L'intelligenza delle piante
28° Steven Johnson: Da dove provengono le Idee
29° Brian Skerry: Splendore e Orrore degli Oceani
30° Kristina Gjerde: Leggi Acque Internazionali
31° Marcel Dicke: Mangiare insetti: perché no ?
32° Amber Case: Siamo diventati tutti dei Cyborg
33° Hanna Rosin: I dati sull'ascesa delle Donne
34° N. Hertz: Quando non dare ascolto agli esperti
35° Patricia Kuhl: il Genio linguistico dei Bambini
36° Hans Rosling: Lavatrice magica e rivoluzione
37° Cynthia Breazeal: Arrivano i Personal Robot
38° M.Jakubowski progetta Macchine open source
39° H.Fineberg: Siamo pronti per la Neo-evoluzione?
40° Eli Pariser: Attenti alle " Gabbie di Filtri " in rete
41° Stephen Wolfram: Calcolare la teoria del tutto
42° Hong: Automobili per conducenti non vedenti
43° Alice Dreger: Il destino è scritto nell'anatomia
44° D.Kraft: Il futuro della Medicina é nelle App
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72° Brain Greene: Il nostro è l'unico Universo ?
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Esiste un solo Universo ? In questa interessante video-presentazione dal forte impatto visivo tenuta durante un recente TED, il fisico statunitense Brian Greene ci mostra come le domande della fisica che sono ancora prive di risposta ( partendo da una delle domande fondamentali: cosa ha generato il Big Bang ? ) abbiano condotto alla teoria secondo la quale il nostro universo non è altro che uno dei molti contenuti nel " Multiverso ", un insieme di universi coesistenti e alternativi al di fuori del nostro spaziotempo, spesso anche denominati "dimensioni parallele". 
TED Talks - Brain Greene: Il nostro è l'unico Universo ?
(
con sottotitoli in Italiano )
Trascrizione integrale del testo :
Alcuni mesi fa il Premio Nobel per la Fisica è stato assegnato a due squadre di astronomi per una scoperta considerata una delle più importanti osservazioni astronomiche di sempre. Oggi, dopo avervi descritto in breve di cosa si tratta, vi parlerò di una teoria fortemente controversa intesa a spiegare la loro scoperta, vale a dire la possibilità che ben oltre la Terra, la Via Lattea e altre distanti galassie, sia possibile scoprire che il nostro universo non è il solo universo, ma sia invece parte di un vasto complesso di universi che noi chiamiamo il multiverso.
Il concetto di un multiverso è un'idea inconsueta. Molti di noi sono cresciuti con la convinzione che il termine "universo" significhi ogni cosa. E dico molti di noi con cognizione di causa, considerando che mia figlia di 4 anni mi ha sentito parlare di queste idee fin dalla nascita. L'anno scorso, abbracciandola, le ho detto: "Sophia, ti amo più di ogni cosa nell'universo". Lei si è voltata e mi ha detto: "Papà, universo o multiverso?" (Risate)
Ma, lasciando da parte un'educazione tanto anomala, è strano immaginare altri mondi separati dal nostro, la maggior parte con caratteristiche molto diverse, che si possano con ragione definire universi in se stessi. E tuttavia, per quanto il concetto sia pura speculazione, io intendo convincervi che ci sono ragioni per prenderlo in seria considerazione, in quanto potrebbe essere corretto. Vi racconterò la storia del multiverso in tre parti. Nella prima vi descriverò i risultati ottenuti dai Premi Nobel e vi illustrerò un mistero profondo rivelato da quei risultati. Nella seconda parte vi rivelerò la soluzione di quel mistero. Si basa su un approccio detto "teoria delle stringhe", ed è da qui che l'idea del multiverso entrerà a far parte della storia. Infine, nella terza parte, vi descriverò una teoria cosmologica detta inflazione cosmica, la quale collegherà i vari capitoli di questa storia.
La prima parte ebbe inizio nel 1929 quando il grande astronomo Edwin Hubble si rese conto che le galassie si stavano tutte allontanando da noi, e stabilì che lo spazio stesso si sta dilatando, si sta espandendo. Si trattava di un'idea rivoluzionaria. Il sapere prevalente affermava che sulla più vasta scala l'universo era statico. Ma anche così c'era un elemento di cui tutti erano certi: che l'espansione doveva essere in fase di rallentamento; che, come l'attrazione gravitazionale della Terra rallenta l'ascesa di una mela lanciata verso l'alto, l'attrazione gravitazionale esercitata da ogni galassia sulle altre doveva rallentare l'espansione dello spazio.
Arriviamo ora agli anni '90, quando quei due gruppi di astronomi che ho menzionato all'inizio vennero ispirati da questa logica per misurare il ritmo con cui tale espansione sta rallentando. Lo fecero attraverso le osservazioni minuziose di numerose distanti galassie, che permisero loro di registrare quanto il ritmo dell'espansione fosse mutato nel tempo. Ed ecco la sorpresa: scoprirono che l'espansione non sta rallentando. Trovarono, al contrario, che sta accelerando, acquistando sempre maggior velocità. Sarebbe come lanciare in aria una mela che sale a una velocità sempre maggiore. Ora, se vedeste una mela comportarsi così, vorreste conoscerne le ragioni. Cosa la sta spingendo?
Allo stesso modo, i risultati degli astronomi meritano senza dubbio il Premio Nobel, ma hanno sollevato una questione analoga. Quale forza fa sì che tutte le galassie fuggano l'una dall'altra a una velocità in continuo aumento? La risposta più promettente ci arriva da una vecchia idea di Einstein. Tutti noi siamo abituati a concepire la gravità come una forza che fa una cosa: attira gli oggetti. Ma nella teoria einsteiniana della gravità, la sua teoria generale della relatività, la forza di gravità può anche respingere gli oggetti.
Come? Secondo la matematica di Einstein, se lo spazio è riempito uniformemente da un'energia invisibile, una sorta di foschia uniforme e invisibile, allora la gravità generata da quella foschia sarebbe respingente, una gravità respingente, che è ciò che ci serve per spiegare quelle osservazioni. Perché la gravità respingente di un'energia invisibile nello spazio - ora la chiamiamo energia oscura, ma io l'ho resa in un vapore bianco per rendervela visibile - la sua gravità respingente farebbe in modo che ogni galassia spingesse contro le altre aumentando la velocità dell'espansione, e non rallentandola. Questa spiegazione rappresenta quel grande passo avanti.
Ma io vi ho promesso un mistero qui nella prima parte. Eccolo. Quando gli astronomi calcolarono la quantità di questa energia oscura diffusa nello spazio per rendere conto dell'accelerazione cosmica, guardate cosa trovarono. Questa cifra è minuscola. Espressa nell'unità rilevante, è incredibilmente minuscola. Il mistero sta nello spiegare questa cifra particolare. Noi vogliamo che questa cifra emerga dalle leggi della fisica, ma finora nessuno ha trovato il modo per riuscirci.
Ora, potreste chiedervi, perché dovrebbe interessarci? Forse spiegare questa cifra è solo una questione tecnica, un dettaglio tecnico per gli esperti, ma di nessuna importanza per gli altri. Certamente si tratta di un dettaglio tecnico, ma alcuni dettagli sono fondamentali. Alcuni dettagli aprono degli spiragli su realtà inesplorate e questa cifra tanto particolare potrebbe fare proprio quello, poiché l'unico approccio utilizzato finora per dare una spiegazione invoca la possibilità di altri universi, un'idea che emerge naturalmente dalle teoria delle stringhe e che mi porta alla seconda parte: la teoria delle stringhe.
Per ora quindi tenete in mente il mistero dell'energia oscura mentre io proseguo parlandovi di 3 elementi chiave per la teoria delle stringhe. Prima di tutto, di cosa si tratta? E' un approccio per realizzare il sogno di Einstein di una teoria della fisica unificata, di una struttura unica omnicomprensiva in grado di descrivere tutte le forze che operano nell'universo. Il concetto di fondo della teoria delle stringhe è piuttosto lineare. Dice che se si analizza dettagliatamente un qualsiasi frammento di materia, inizialmente si troveranno le molecole, quindi gli atomi, e le particelle subatomiche. Ma la teoria dice che se fosse possibile scandagliare più a fondo, indagando parti più piccole di quelle che la tecnologia esistente può rilevare, si troverebbe qualcos'altro dentro queste particelle, un piccolo filamento vibrante di energia, una minuscola stringa vibrante. E proprio come le corde di un violino, queste stringhe vibrano secondo ritmi diversi, producendo note musicali differenti. Queste minuscole, fondamentali, stringhe, vibrando secondo andamenti differenti producono diversi tipi di particelle; quindi elettroni, quark, neutrini, fotoni e tutte le altre particelle si troverebbero riunite in una struttura unica, essendo tutte generate dalla vibrazione delle stringhe. E' un quadro avvincente, una sorta di sinfonia cosmica in cui tuttta la ricchezza che osserviamo nel mondo che ci circonda emerge dalla musica composta da queste minuscole stringhe.
Ma questa elegante unità ha un costo, perché anni di ricerca hanno mostrato che la matematica della teoria delle stringhe non funziona. Esistono incongruenze interne, a meno di accettare qualcosa di assolutamente inusitato: ulteriori dimensioni spaziali. Tutti noi conosciamo le tre dimensioni dello spazio. Possiamo pensarle come altezza, larghezza e profondità. Ma la teoria delle stringhe dice che, su scala incredibilmente piccola, esistono ulteriori dimensioni ripiegate in dimensioni talmente ridotte che noi non le abbiamo finora rilevate. Ma sebbene queste dimensioni siano nascoste, esse avrebbero un impatto sulle cose che riusciamo a osservare perché la forma di queste dimensioni extra determina la modalità di vibrazione delle stringhe. Nella teoria delle stringhe, la vibrazione determina ogni cosa. Quindi, le masse delle particelle, la potenza delle forze e, soprattutto, la quantità di energia oscura sarebbero determinate dalla forma di queste ulteriori dimensioni. Pertanto, se noi conoscessimo la forma di queste dimensioni, dovremmo essere in grado di calcolare questi aspetti, calcolare la quantità di energia oscura.
La difficoltà sta nel fatto che non conosciamo la forma di queste dimensioni extra. Tutto ciò che abbiamo è una lista di forme potenziali proposte dalla matematica. Quando queste idee cominciarono a prendere forma esistevano solo cinque potenziali forme differenti, quindi potete immaginare analizzarle una per una, per determinare se ne risultassero le caratteristiche fisiche che osserviamo. Ma col tempo la lista crebbe, poiché i ricercatori scoprirono altre forme possibili. Da 5, il numero raggiunse le centinaia e poi le migliaia. Un'ampia collezione, seppur ancora gestibile, da analizzare, visto che, dopo tutto, i dottorandi hanno bisogno di qualcosa da fare. Ma la lista continuò ad allungarsi, fino ai milioni, ai miliardi, fino a oggi. La lista di forme potenziali ha raggiunto la cifra di 10 elevato alla 500.
E allora, che fare? Alcuni ricercatori han gettato la spugna, concludendo che le potenziali forme per le dimensioni extra erano talmente numerose, e che ognuna di esse generava aspetti fisici diversi, che la teoria delle stringhe non avrebbe mai generato predizioni definitive e analizzabili. Ma altri videro la questione sotto un'altra luce proponendo la possibilità di un multiverso. Ecco l'idea: forse ognuna di queste forme è sullo stesso livello delle altre. Ognuna è tanto reale quanto le altre, nel senso che esistono molti universi, ognuno con una forma differente, dovuta alle dimensioni extra. E questa proposta radicale ha un profondo impatto su questo mistero: la quantità di energia oscura rivelata dai risultati dei vincitori del Premio Nobel.
Capite che, se esistono altri universi, e se quegli universi, se ognuno di essi ha una forma diversa a causa delle dimensioni extra, allora le caratteristiche fisiche di ogni universo saranno differenti, e in particolare la quantità di energia oscura in ogni universo sarà differente. Ciò significa che il mistero legato alla spiegazione della quantità di energia oscura che abbiamo misurato assumerebbe un aspetto del tutto diverso. In questo contesto le leggi della fisica non possono giustificare una sola cifra per l'energia oscura perché non esiste solo una cifra, ma ce ne sono molte. E questo significa che ci siamo posti la domanda sbagliata. La domanda corretta da porsi è questa: perché noi, esseri umani, ci troviamo in un universo che ha la particolare quantità di energia oscura che abbiamo misurato, invece di una di tutte le altre possibilità che si trovano là fuori?
E' questa la domanda che ci permetterà di fare dei passi avanti. Perché in quegli universi che hanno maggiori quantità di energia oscura rispetto a noi, ogni volta che la materia prova ad aggregarsi in galassie, la spinta respingente dell'energia oscura è tanto forte da separare ciò che si aggrega, e impedire la formazione di galassie. E quegli universi che hanno molto meno energia oscura collassano su se stessi tanto rapidamente che, di nuovo, le galassie non si formano. E senza le galassie non ci sono stelle, né pianeti, nessuna possibilità che la nostra forma di vita esista in quegli universi.
Quindi noi ci troviamo in un universo che possiede la specifica quantità di energia oscura che abbiamo misurato, semplicemente perché il nostro universo offre le condizioni che possono ospitare la nostra forma di vita. Fine del discorso, mistero risolto, multiverso trovato. Ora, alcuni non ritengono soddisfacente questa spiegazione. Noi siamo abituati a una fisica che ci offre spiegazioni definitive per gli aspetti che osserviamo. Ma il punto è che se l'aspetto che state osservando può assumere, ed è ciò che fa, un'ampia gamma di valori differenti, sull'intero, vasto territorio della realtà, allora pensare a una giustificazione per un particolare valore è semplicemente fuorviante.
Uno dei primi esempi ci giunge dal grande astronomo Giovanni Keplero, ossessionato dalla comprensione di un'altra cifra: perché il Sole si trova a 93 milioni di miglia di distanza dalla Terra? Per decenni egli si impegnò nel tentativo di giustificare tale cifra ma non ebbe successo, e noi sappiamo il perché. Keplero si stava ponendo la domanda sbagliata.
Ora noi sappiamo che ci sono molti pianeti, a un'ampia gamma di distanze dalla propria stella primaria. Quindi, sperare che le leggi della fisica giustifichino una cifra particolare, 93 milioni di miglia, semplicemente è un ostinarsi nell'errore. Al contrario, la domanda corretta da porsi è: perché noi, esseri umani, ci troviamo su un pianeta a questa particolare distanza, invece che a una delle altre distanze possibili? Questa è una domanda alla quale possiamo rispondere. Quei pianeti che sono molto più vicini a una stella come il Sole sarebbero talmente caldi che la nostra forma di vita non esisterebbe. E quei pianeti che sono molto più distanti dalla propria stella, sono talmente freddi che, di nuovo, la nostra forma di vita non attecchirebbe. Quindi noi ci troviamo su un pianeta a questa particolare distanza semplicemente perché si presta alle condizioni vitali per la nostra esistenza. Quando si tratta dei pianeti e delle loro distanze, questo è certamente il ragionamento corretto. Il punto è questo: quando si tratta di universi e dell'energia oscura che contengono, potrebbe essere il ragionamento corretto.
Una differenza chiave, indubbiamente, è che noi sappiamo che esistono altri pianeti, ma finora io ho solo speculato sulla possibilità che potrebbero esserci altri universi. Quindi, per tirare le fila, ci serve un meccanismo che possa effettivamente generare altri universi. E questo mi porta alla mia parte finale, la terza. Poiché un meccanismo simile è stato scoperto dai cosmologi che cercano di capire il Big Bang. Quando parliamo di Big Bang spesso abbiamo quest'immagine di una sorta di esplosione cosmica che ha creato il nostro universo dando il via all'espansione dello spazio.
Ma c'è un piccolo segreto. Il Big Bang non considera una cosa molto importante, il Bang. Ci dice come l'universo si sia evoluto dopo il Bang, ma non ci offre informazioni su cosa avrebbe scatenato il Bang vero e proprio. A tale omissione si ovviò, infine, attraverso una versione avanzata della teoria del Big Bang. E' detta inflazione cosmica, ed identificò un particolare tipo di combustibile che avrebbe generato in modo naturale un'espansione dello spazio. Il combustibile si fonda su ciò che viene chiamato campo quantico, ma il solo dettaglio che interessa a noi è che quel combustibile risulta talmente efficace che è virtualmente impossibile esaurirlo, e ciò significa, nella teoria dell'inflazione cosmica, che il fatto che il Big Bang abbia originato il nostro universo probabilmente non è un evento irripetibile. Al contrario, quel combustibile non solo ha generato il Big Bang ma avrebbe anche generato altri innumerevoli Big Bang, ognuno dei quali avrebbe generato il proprio universo distinto, e il nostro universo non sarebbe altro che una bolla all'interno dell'enorme schiuma cosmica dell'universo.
Quando consideriamo questa teoria delle stringhe, ecco il quadro a cui giungiamo. Ognuno di questi universi ha dimensioni extra, che assumono una vasta gamma di forme differenti, le quali determinano differenti caratteristiche fisiche. Noi ci troviamo in un universo piuttosto che in un altro semplicemente perché è solo nel nostro universo che le caratteristiche fisiche, quali la quantità di energia oscura, sono quelle adatte a far prosperare la nostra forma di vita. Questa è l'affascinante ma fortemente controversa immagine di un cosmo più esteso, che le osservazioni e una teoria d'avanguardia ora ci hanno portato a prendere seriamente in considerazione.
La domanda fondamentale che rimane è, ovviamente, potremo mai confermare l'esistenza di altri universi? Lasciate che vi descriva uno dei modi in cui potrebbe un giorno accadere. La teoria dell'inflazione cosmica è già fortemente sostenuta da valide osservazioni. Perché la teoria predice che il Big Bang sarebbe stato tanto intenso che, mentre lo spazio si espandeva rapidamente, minuscoli tremiti di quanti provenienti dal micromondo si sarebbero estesi al macromondo, lasciando un'impronta particolare, uno schema di zone leggermente più calde e più fredde, nello spazio che si sono potute osservare attraverso potenti telescopi. Andando oltre, se esistono altri universi la teoria predice che in certi momenti quegli universi possono collidere. Se il nostro universo venisse colpito, quella collisione genererebbe un ulteriore sottile schema di variazioni di temperatura nello spazio che un giorno potremmo essere in grado di individuare. Per quanto esotica sia questa visione, un giorni potrebbe venire convalidata dalle osservazioni, stabilendo l'esistenza di altri universi.
Concluderò con un'implicazione impressionante di tutte queste idee per un futuro molto lontano. Noi abbiamo imparato che il nostro universo non è statico, che lo spazio si espande, che la sua velocità di espansione aumenta e che potrebbero esserci altri universi, il tutto esaminando attentamente deboli punti di luce stellare che giunge fino a noi da galassie lontane. Ma poiché l'espansione sta accelerando, in un futuro lontano quelle galassie diverranno tanto distanti, e tanto velocemente, che noi non saremo in grado di vederle, e non a causa dei limiti della tecnologia, ma a causa delle leggi fisiche. La luce emessa da quelle galassie, anche viaggiando alla massima velocità, la velocità della luce, non potrà superare il divario in costante aumento che le allontana da noi. Quindi, gli astronomi che nel futuro guarderanno nello spazio profondo non vedranno altro che un'infinita distesa di quiete statica, nera come l'inchiostro. E concluderanno che l'universo è statico e immutabile e popolato da un'unica oasi centrale di materia che loro stessi abitano, un'immagine del cosmo che noi sappiamo con certezza essere errata.
Forse quei futuri astronomi avranno a disposizione dei rapporti, tramandati da un'epoca precedente. come la nostra, che attestano l'espansione di un cosmo brulicante di galassie. Ma quei futuri astronomi daranno ascolto a tali antiche conoscenze? O crederanno in un universo nero, statico e vuoto rivelato dalle proprie osservazioni all'avanguardia? Io sospetto la seconda. Il che significa che noi viviamo in un'era altamente privilegiata in cui alcune profonde verità sul cosmo sono ancora accessibili allo spirito umano di esplorazione. A quanto pare non sarà sempre così. Perché gli astronomi di oggi, rivolgendo i propri potenti telescopi al cielo, hanno catturato una serie di fotoni incredibilmente informativi, una sorta di telegramma cosmico, miliardi di anni in transito. Il messaggio che risuona tra le varie ere è chiaro. A volte la natura protegge i propri segreti con l'indistruttibile presa della legge fisica. A volte la vera natura della realtà riluce appena al di là dell'orizzonte.
Grazie mille.
(Applausi)
Chris Anderson: Brian, grazie. La vastità di concetti che hai appena esposto è vertiginosa, esaltante, incredibile. Cosa pensi del punto in cui si trova oggi la cosmologia, in una sorta di quadro storico? Ci troviamo al centro di qualcosa di insolito nella storia secondo te?
BG: Difficile a dirsi. Quando pensiamo che gli astronomi del futuro potrebbero non avere abbastanza informazioni per comprendere, la domanda ovvia è che forse già noi ci troviamo in quella posizione, e certi aspetti profondi e cruciali dell'universo sono già sfuggiti alla nostra capacità di comprensione a causa del modo in cui si evolve la cosmologia. Quindi da quel punto di vista, forse continueremo a porci domande senza essere mai in grado di dare risposte definitive.
D'altra parte, ora noi possiamo comprendere quanto sia vecchio l'universo. Noi sappiamo come comprendere i dati della radiazione cosmica di fondo che fu prodotta 13,72 miliardi di anni fa - e ancora, oggi possiamo fare calcoli che predicono che aspetto avrà, e corrisponde. Per la miseria! E' straordinario! Quindi, da una parte ciò che abbiamo ottenuto è incredibile, ma chissà quale sorta di ostacoli ptoremmo trovarci davanti in futuro.
CA: Tu sarai qui anche nei prossimi giorni. Speriamo che alcune di queste conversazioni possano proseguire. Grazie. Grazie, Brian. (BG: E' un piacere.)
(Applausi)Trovi tutti i link ai post "TED Talks" già pubblicati qui sotto :
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[ clicca qui per leggere Luna? Sì, ci siamo andati ! ]
Aggiornamento post 02.05.10
Nuova Edizione 2012A aggiornata e ampliata
Se vuoi toglierti qualsiasi dubbio sul fatto che l'uomo sia andato effettivamente sulla luna, puoi leggere l'edizione completa del bellissimo libro Luna? Sì, ci siamo andati ! scritto da Paolo Attivissimo, dove con competenza tecnica e fatti documentati, vengono smontate tutte le tesi di chi sostiene che gli sbarchi umani sulla Luna furono solo una messinscena e chiarisce i dubbi di chi ha sentito parlare di queste tesi e vuole capire come stanno realmente le cose. 
Luna? Sì, ci siamo andati ! è scaricabile gratuitamente in formato PDF senza lucchetti digitali anticopia (DRM), ed è legalmente copiabile e distribuibile secondo la licenza Creative Commons riportata nel testo, il libro esiste anche in edizione cartacea, in un pratico formato tascabile (11x17) o standard (15x21), con copertina morbida.
Il libro è composto da 320 pagine di testo ed è illustrato da 262 fotografie e disegni. Inizia con La corsa alla Luna, una cronologia della gara tecnologica e politica fra Stati Uniti e Unione Sovietica per raggiungere la Luna negli anni Sessanta, quando l'esplorazione spaziale beneficiava dei generosi finanziamenti e degli incentivi derivanti dal suo uso come strumento di propaganda per entrambi i contendenti. Il capitolo rende chiaro che un complotto in effetti ci fu: quello russo per fingere di non aver mai tentato di portare sulla Luna un cosmonauta.
Il testo prosegue con Come ci siamo andati: una descrizione di una missione tipica del progetto Apollo, che permette al lettore di prendere dimestichezza con i veicoli e la terminologia che compariranno nella discussione delle varie presunte anomalie presentate come prove dai "lunacomplottisti".
Il terzo capitolo, Le prove degli sbarchi, presenta i principali fatti verificabili – spesso poco conosciuti – che documentano e confermano la realtà delle sei missioni lunari Apollo, per tagliare la testa al toro: se esistono prove schiaccianti dell'autenticità degli sbarchi, vuol dire che tutte le varie anomalie asserite dai sostenitori della messinscena sono fasulle. L'esatta ragione per cui ogni singola anomalia è fasulla verrà esaminata in dettaglio in seguito, ma già così si parte da un dato di fatto risolutivo.
Si passa poi a Tesi di complotto, promotori e diffusione, che è un'esplorazione delle grandi tesi di cospirazione, presentandone le origini, la loro popolarità secondo i rilevamenti dei sondaggi in vari paesi, i principali sostenitori e le loro varie categorie più o meno estreme.
Il quinto capitolo (Presunte anomalie fotografiche) presenta e chiarisce le principali critiche fatte dai "lunacomplottisti" alle fotografie delle missioni lunari, cogliendo l'occasione per descrivere la tecnologia fotografica che ha permesso di far pervenire fino a noi circa ventimila immagini straordinarie dalla superficie di un altro corpo celeste.
I quattro capitoli successivi (Presunte anomalie in video e filmati, Presunte anomalie tecnologiche, Presunte anomalie fisiche, Altre presunte anomalie) esaminano e smontano sistematicamente le presunte prove di falsificazione snidate dai sostenitori della messinscena nei video e nei filmati (e anche qui viene descritta la tecnologia video e cinematografica utilizzata all'epoca), le presunte anomalie o impossibilità tecnologiche, quelle fisiche e quelle di vari altri generi ricorrenti nelle argomentazioni lunacomplottiste.
Trovi tutta la restante parte dell'anteprima del libro nella sezione Cosa c'è nel libro sul fondo di questa pagina.
Leggi anche tre post precedenti:
Audio-Foto Panoramiche 360° missioni lunari Apollo 11-17
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