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TED Talks - Christoph McDougall: Siamo nati per correre ?

07.11.11

  10:50:12, da Alex   , 3417 parole  
Categorie: Video, Ricerca, Sport

TED Talks - Christoph McDougall: Siamo nati per correre ?

TED Talks - Christoph McDougall: Siamo nati per correre ?

In questa interessante video-presentazione tenuta al recente TED, il reporter e scrittore Christopher McDougall esplora i misteri del desiderio di correre dell'uomo.

Come la corsa ha aiutato i primi uomini a sopravvivere e cosa spinge i nostri antichi antenati a spronarci oggi ?

Christopher ci racconta la storia emozionante della maratoneta dal cuore d'oro, l'improbabile ultra-runner e la tribù nascosta messicana che corre per vivere.

TED Talks - Christopher McDougall: Siamo nati per correre ?
( con sottotitoli in Italiano )

Trascrizione integrale del testo :
Correre: è semplicemente destra, sinistra, destra, sinistra - giusto? Voglio dire, l'abbiamo fatto per due milioni di anni, quindi è un pò arrogante assumere che io vi possa raccontare qualcosa che non è ancora stato detto e fatto meglio già da molto tempo. Ma la cosa interessante sulla corsa, che ho scoperto, è che qualcosa di strano avviene continuamente durante questa attività. Esempio emblematico: un paio di mesi fa, se avete visto la maratona di New York, vi garantisco che avete visto qualcosa che nessun'altro ha mai visto. Una donna etiope di nome Derartu Tulu si è presentata alla linea di partenza. Ha 37 anni, e non ha mai vinto una maratona in 8 anni, alcuni mesi prima ha rischiato di morire durante il parto. Derartu Tulu era pronta a rinunciare e a ritirarsi dall'attività agonistica, ma poi decise di rischiare il tutto per tutto e provare per l'ultima grande possiblità nell'evento principe, la maratona di New York. Piccolo particolare, brutta notizia per Derartu Tulu, anche altre persone hanno avuto la stessa idea, inclusa la vincitrice della medaglia d'oro olimpica e Paula Radcliffe, che è un portento, la donna maratoneta più veloce della storia fino ad oggi. Solamente dieci minuti di differenza rispetto al record mondiale maschile, Paula Radcliffe è fondamentalmente imbattibile. Ma questa è la sua gara.

a inizio, e lei non è neppure svantaggiata; è super-svantaggiata. Ma la super-svantaggiata è determinata. Ed ecco che al 22 miglio, su una gara di 26, arriva Derartu Tulu nel gruppo di testa. Qui accade qualcosa di veramente strano. Paula Radcliffe, quella sicura di strappare il generoso assegno dalle mani della super-svantaggiata Derartu Tulu, improvvisamente si tocca la gamba e inizia a rallentare. Sappiamo tutti cosa fare in questa situazione giusto? Le dai un una gomitata sui denti e ti involi verso la linea del traguardo. Derartu Tulu infrange il copione. Invece di scattare via, rallenta, afferra Paula Radcliffe, dicendole, "Forza. Torna con noi. Ce la puoi fare." Così Paula Radcliffe, sfortunatamente, la segue. Raggiunge il gruppo di testa e punta verso la linea del traguardo. Ma ecco che rallenta nuovamente. Per la seconda volta Derartu Tulu la afferra e prova a trascinarla. Ma Paula Tadcliffe a quel punto dice, "Basta non ce la faccio, vai." Questa è una storia fantastica, e tutti sappiamo come è andata a finire. Ha perso l'assegno, ma è tornata a casa con qualcosa di maggior valore e importanza. Ad eccezione di Derartu Tulu che infrange il copione ancora. Invece di mollare, raggiunge il gruppo di testa e vince, vince la maratona di New York, e torna a casa con un assegno corposo.

E' una storia commovente, ma se scavate un pò in profondità, vi potete immaginare esattamente cosa sia successo. Quando si hanno due valori anomali in un unico organismo non è una coincidenza. Quando qualcuno è più competitivo e più compassionevole di chiunque altro, in una gara, ancora una volta non è una coincidenza. Se mi mostrate una creatura con piedi palmati e branchie, di sicuro siamo in presenza di acqua.

Se qualcuno ha un cuore così, allora c'è qualche collegamento qui. La risposta, penso, si possa trovare in Messico nei Copper Canyons, dove vive una tribù, solitaria, chiamata gli Indiani Tarahumara. I Tarahumara sono apprezzabili per tre cose Prima: hanno vissuto praticamente nello stesso modo negli ultimi 400 anni. Quando sono arrivati i conquistadores nel Nord America c'erano due scelte: combatterli o fuggire. I Maia e gli Atzechi hanno combattuto, questo è il motivo per cui ci sono ben pochi Maia e Atzechi. I Tarahumara hanno seguito una strategia differente. Sono fuggiti e si sono nascosti in questa rete labirintica di sistemi di canyon a struttura di ragnatela chiamati Copper Canyons, e ci sono rimasti dal 1600 -- praticamente nello stesso modo di sempre. La seconda cosa apprezzabile dei Tarahumara è, che fino a 70, 80 anni questi uomini non corrono maratone, corrono mega-maratone. Non corrono 26 miglia (42km) ne corrono 100, 150 miglia (160, 240km) alla volta, apparentemente senza infortuni e problemi.

L'ultima caratteristica affascinante dei Tarahumara è che tutte le cose di cui parleremo oggi, tutte le cose che abbiamo cercato di inventarci usando tutta la nostra tecnologia e intelligenza per risolvere i problemi -- come le malattie del cuore, il colesterolo, il cancro la criminilità, le guerre, la violenza e la depressione clinica -- tutto questo, i Tarahumare non sanno di cosa si tratti. Sono liberi da tutte queste malattie. Quindi qual'è il nesso? Ancora una volta stiamo parlando di anomalie.

Ci deve essere qualche tipo di sistema di causa-effetto qui. Bene, ci sono gruppi di scienziati ad Harvard e all'università dello Utah che si stanno spremendo le meningi per capire ciò che i Tarahumara sanno da sempre. Stanno cercando di risolvere quegli stessi misteri. E, ancora una volta, il mistero è avvolto in un altro mistero -- forse il segreto di Derartu Tulu e dei Tarahumara è nascosto in tre altri misteri, che sono i seguenti: Tre cose -- se sapete la risposta, venite sul palco e prendete il microfono, perchè nessun altro conosce la risposta. E se sapete la risposta, siete più intelligenti di chiunque altro sul pianeta Terra. Il primo mistero è questo: Due milioni di anni fa il cervello umano si è ingrandito. L'Austrolopiteco aveva un cervello piccolino. Improvvisamente appare l'uomo -- Homo erectus -- con un gran testone. Per avere un cervello di quelle dimensioni, era necessario avere una fonte di energia calorica concentrata. In altre parole, i primi umani mangiavano animali morti -- nessun dubbio, è un fatto. L'unico problema è che, la prima arma appuntita è apparsa solo circa 200.000 anni fa.

Quindi per circa due milioni di anni, abbiamo ucciso animali senza alcuna arma. Però non utilizzando la nostra forza perchè siamo i più grandi pappemolli della giungla. Qualunque altro animale è più forte di noi. Hanno zanne, artigli, sono agili, veloci. Noi pensiamo che Usain Bolt sia veloce. Usain Bolt verrebbe fregato da uno scoiattolo. Non siamo veloci. Potrebbe essere una disciplina olimpica: liberare lo scoiattolo. Chiunque catturi lo scoiattolo, vince una medaglia d'oro. Quindi nessuna arma nè velocità, forza, zanne o artigli. Come uccidevamo questi animali? Mistero numero uno.

Secondo mistero: Le donne partecipano alle Olimpiadi da parecchi anni ormai, ma una cosa sorprendete di tutte le donne velociste -- è che sono tutte lente, è terribile. Non esiste una donna veloce nel pianeta e non c'è mai stata. La donna più veloce a correre un miglio l'ha fatto in 4:15. Potrei scegliere a caso un ragazzo delle superiori che corre più veloce di 4:15. Per qualche motivo siete davvero lente. (Risate) Ma torniamo alla maratona di prima -- vi hanno permesso di correre la maratona da 20 anni. Infatti, prima del 1980, la medicina affermava che se una donna avesse provato a correre 26 miglia -- qualcuno sa cosa potrebbe succedere se correte 26 miglia, perchè vi era proibito correre le maratone prima del 1980? (Voce dal pubblico: si sarebbe lacerato l'utero.) Si sarebbe lacerato l'utero. Esatto. Avreste gli organi riproduttivi lacerati. L'utero sarebbe caduto, letteralmente caduto fuori dal corpo. Ora, sono stato a molte maratone, e devo ancora veede (Risate) Quindi è solo da 20 anni che le donne possono correre maratone. In questa breve curva di apprendimento, voi siete passate dagli organi lacerati al fatto che siete a soli 10 minuti dal record mondiale maschile.

Poi siete andate oltre le 26 miglia, fino alla distanza che i medici ritengono essere fatale per gli uomini -- ricordate che Filippide morì quando corse 26 miglia -- voi arrivate a 50 e 100 miglia, ed è tutto un altro gioco. Potete prendere delle atlete come Ann Trason, o Nikki Kimball, or Jenn Shelton, e farle correre in una corsa di 50 o 100 miglia contro chiunque nel mondo è una scommessa su chi vince. Vi farò un esempio. Un paio di anni fa, Emily Baer si è iscritta ad una gara chiamata Hardrock 100, che vi dovrebbe già dire tutto su che tipo di corsa si tratti. Vi sono 48 ore di tempo per terminare la corsa. Bene, Emily Baer -- tra 500 partenti -- è arrivata ottava, nei primi dieci, sebbene si sia fermata a tutte le stazioni mediche per allattare al seno la sua bambina durante la corsa -- e poi, ha battuto altre 492 persone. Ultimo mistero: perchè le donne diventano più forti con l'aumentare della distanza?

Il terzo mistero è questo: All'università dello Utah hanno iniziato a monitorare i tempi finali delle persone che corrono la maratona. Hanno scoperto che, se si inizia a correre le maratone a 19 anni, si diventa sempre più veloci, anno dopo anno, fino a quando sia arriva al proprio apice a 27 anni. A quel punto si inizia a soccombere ai rigori del tempo. Si diventa sempre più lenti, fino a tornare alla stessa velocità che si aveva a 19 anni. Quindi in circa 7, 8 anni si raggiunge l'apice, e poi gradualmente avviene un calo delle prestazioni fino a tornare al punto di partenza. Vi immaginerete che ci vorranno altri 8 anni per tornare alla stessa velocità iniziale, forse 10 anni -- invece ne passano 45 di anni. Uomini e donne sessantenni corrono alla stessa velocità di quando avevano 19 anni. Vi sfido a trovarmi qualunque altra disciplina fisica -- e vi chiedo di non dire golf -- qualunque attività impegnativa -- dove da anziani si ottengono gli stessi risultati di quando si era ragazzi.

Quindi abbiamo questi tre misteri. C'è un pezzo del puzzle che ci risolve il tutto? Dovete fare molta attenzione quando qualcuno riferendosi alla preistoria cerca di fornirvi risposte globali, perchè, essendo preistoria, puoi dire qualunque cosa e passarla liscia. Ora vi chiedo questo: se mettete un pezzo al centro di questo puzzle, tutto ad un tratto vi apparirà un'immagine nitida. Se vi chiedete, perchè i Tarahumara non combattono e non muoiono di malattie del cuore, perchè una povera donna Etiope chiamata Derartu Tulu può essere la più compassionevole e al tempo stesso la più competitiva, e perchè qualcuno è stato capace di trovare cibo senza armi, forse è solo perchè gli umani, per quanto a noi piaccia definirci i padroni dell'universo, si sono evoluti semplicemente in niente più che un branco di cani da caccia.

Forse siamo evoluti come un branco di animali da caccia. Perchè il solo vantaggio che avevamo nella giungla -- lo ripeto, non sono le nostre zanne, artigli o la nostra velocità -- la sola cosa che facciamo molto, molto bene è sudare. Siamo proprio bravi a sudare e puzzare. Meglio di qualunque altro mammifero sulla Terra, noi riusciamo a sudare molto bene. Il vantaggio di quel piccolo fastidio di disagio sociale è il fatto che, quando bisogna correre sotto il sole caldo per lunghe distanze, siamo strepitosi, i migliori del pianeta. Prendete un cavallo in un giorno caldo, dopo cinque o sei miglia, il cavallo ha due possibilità. O respira oppure deve ridurre la propria temperatura, ma non può fare entrambe le cose -- noi invece si. Quindi cosa succederebbe se evolvessimo in un branco di animali da caccia? Cosa fare se l'unico vantaggio naturale che avevamo sulla terra era il fatto che potevano aggregarci in un gruppo, andare nella savanna Africana, trovare un'antilope e come un branco farla correre fino alla morte? Ciò è tutto quello che possiamo fare; riusciamo a correre molto lontano in un giorno caldo.

Bene, se questo è vero, allora saranno vere anche un altro paio di cose. Il segreto nell'essere parte di un branco da caccia è la parola "branco". Se provate ad uscire da soli a caccia di un'antilope, vi garantisco che ci saranno due cadaveri la fuori nella Savana. Avete bisogno di un branco per cavarvela. Avete bisogno di quei 64, 65enni che hanno fatto questo per molto tempo per capire quale antilope state cercando di prendere. Il gregge si disperde e si raduna di nuovo. Gli inseguitori esperti devono far parte del branco. Non possono stare 10 miglia indietro. Avete bisogno di donne e di adolescenti perchè i due momenti nella vita in cui più si beneficia delle proteine animali è quando si allatta e quando si è adolescenti. Non ha senso avere un'antilope morta da una parte e le persone che devono mangiarla a oltre 50 miglia di distanza. Devono fare parte del branco. Avete bisogno dei ragazzi di 27 anni all'apice della loro forma pronti per uccidere la preda, e avete bisogno dei ragazzi più giovani che stanno imparando l'intera faccenda. Il branco vive assieme.

Un'altra cosa che deve essere vera sul branco: non può essere realmente materialista. Non si possono portare in giro tutte le proprie cose, cercando di cacciare l'antilope. Non si può essere in un branco arrabbiato. Non si può portare rancore. Tipo "Non vado a caccia dell'antilope di quel tipo. Mi ha irritato. Che vada a cacciare l'antilope per conto suo." Il branco deve essere capace di inghiottire il proprio ego, essere cooperativo e agire in armonia. Alla fine si arriva, in altre parole, ad una cultura molto simile a quella dei Tarahumara -- una tribù che è rimasta invariata fin dall'età della pietra. E' un argomento davvero interessante forse i Tarahumara stanno facendo esattamente quello che tutti noi abbiamo fatto per due milioini di anni.

E siamo noi, nei nostri tempi moderni, che siamo andati fuori dal percorso. Sapete, riteniamo la corsa come qualcosa di alieno, di estraneo, una punizione da subire perchè abbiamo mangiato la pizza la notte prima. Ma forse è qualcosa di diverso. Forse siamo quelli che hanno preso questo vantaggio naturale e l'abbiamo rovinato. Come l'abbiamo rovinato? Beh come roviniamo sempre tutto? Cerchiamo di ricavarci un guadagno. Cerchiamo di imbottigliarlo, impacchettarlo e renderlo migliore per venderlo alle persone. E così è successo che abbiamo iniziato a creare quelle strane cose molleggiate, che ci permettono di correre meglio, chiamate scarpe da corsa.

La cosa che più mi fa arrabbiare delle scarpe da corsa è che pur avendone provate un milione continuano a farmi male. Ritengo che se chiunque qui corre -- ho appena avuto uno scambio di idee con Carol; abbiamo parlato un paio di minuti dietro al palco e mi ha raccontato della fascite plantare. Quando parlate con un corriore, vi garantisco, entro 30 secondi, la conversazione vira verso gli infortuni. Quindi se la razza umana si è evoluta come corridori, se questo è il nostro vantaggio naturale, perchè allora siamo così scarsi? Perchè continuamo ad infortunarci?

Una cosa curiosa della corsa e degli infortuni è che gli infortuni dovuti alla corsa sono recenti nella storia. Se leggete storie di folklore e mitologia, in ogni tipo di mito e in ogni storia di fantasia, la corsa è sempre assiociata con la libertà, la vitalità, la giovinezza e l'eterno vigore. E' solo ai giorni nostri che la corsa è stata associata alla paura e alla sofferenza. Geronimo diceva che "Le gambe sono le mie uniche amiche. Mi fido solo delle mie gambe." Questo perchè un triathlon Apache era composto da una corsa di 50 miglia nel deserto, un combattimento corpo a corpo, rubare una mandria di cavalli e correre a casa a tutta velocità. Geronimo non diceva "Ah sai una cosa, i miei talloni -- sono così sottili -- questa settimana devo riposare," oppure "devo fare un allenamento alternato, non ho fatto yoga. Non sono ancora pronto." Gli esseri umani hanno corso e corso tutto il tempo. Noi siamo qui oggi. Abbiamo la tecnologia digitale. Tutta la nostra scienza proviene grazie all'abilità dei nostri antenati di riuscire a fare qualcosa di straordinario ogni giorno, che significa fidarsi solo delle proprie gambe e dei propri piedi nudi per correre lunghe distanze.

Quindi come torniamo indietro? Bene, vi propongo la prima cosa da fare che è liberarsi di tutte le confezioni, le vendite, il marketing. Liberarsi di tutte quelle scarpe da corsa puzzolenti. Basta fissarsi con le maratone cittadine, che, se le fate in quattro ore fate schifo. Se le fate in 3:59:59 siete dei grandi perchè vi siete qualificati per un'altra gara. Dobbiamo tornare a quel senso di divertimento e gioia e, aggiungerei, nudità che ha reso i Tarahumara una delle culture più sane e serene dei giorni nostri. Allora qual è il vantaggio? Quindi? Avete bruciato le calorie dell'Haagen-Dazs di ieri sera?

Forse cìè anche un altro vantaggio. Senza andare troppo all'estremo, immaginate un mondo dove chiunque può uscire di casa e praticare il tipo di esercizio fisico che più gli permette di rilassarsi, di essere sereno, in salute, ridurre lo stress -- di non tornare più in ufficio come un pazzo furioso, e di non tornare a casa con ancora più stress accumulato. Forse c'è qualcosa tra quello che siamo noi oggi e quello che i Tarahumara sono sempre stati. Non dico di tornare ai tempi dei Copper Canyons e vivere di grano e mais, che è la dieta preferita dei Tarahumara, ma forse c'è qualcosa nel mezzo. Se troviamo questo qualcosa, forse c'è un gran premio Nobel là fuori. Perchè se qualcuno riesce a trovare un modo di ripristinare l'abilità naturale che tutti noi abbiamo apprezzato per la maggior parte della nostra esistenza, che abbiamo apprezzato fino al 1970 circa, i vantaggi, sociali e fisici, politici e mentali, potrebbero essere sorprendenti.

Ciò che sto notando recentemente è che c'è una sottocultura crescente di corridori a piedi nudi, di gente che abbandona le scarpe. E quello che hanno scoperto uniformemente è che liberandosi delle scarpe, ci si libera dello stress, ci si libera degli infortuni e degli acciacchi. E quello che si scopre è qualcosa che i Tarahumara hanno saputo per tanto tempo, che può essere davvero divertente. L'ho sperimentato personalmente. Ho subito infortuni tutta la vita, poi nei primi anni dei miei 40, mi sono liberato delle scarpe e i miei acciacchi sono spariti assieme a loro.

Quindi spero sia qualcosa di cui possiamo beneficiare tutti. E apprezzo che abbiate ascoltato la mia storia. Grazie mille.

(Applausi)

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Il Cervello in tempo reale: C.deCharms

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55° Christoph McDougall: Siamo nati per correre ?


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Tags: corsa, sport, ted, uomo

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