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TED Talks - Alice Dreger: Il destino è scritto nell'anatomia

30.06.11

  12:43:00, da Alex   , 3610 parole  
Categorie: Video, Ricerca, Salute e Medicina

TED Talks - Alice Dreger: Il destino è scritto nell'anatomia

TED Talks - Alice Dreger Il destino è scritto nell'anatomia

In questa interessante video-presentazione tenuta al recente TED,
Alice Dreger professore e ricercatore di Bioetica, che si occupa di persone con rilevanti problemi anatomici, come i gemelli siamesi e gli intersessuali, ci fa riflettere sul fatto che spesso non esiste una demarcazione netta tra maschio e femmina, oltre ad altre differenze di tipo anatomico.

Questa consapevolezza solleva la difficile questione del perché consentiamo che la nostra anatomia determini il nostro destino.

TED Talks - Alice Dreger: Il destino è scritto nell'anatomia
( con sottotitoli in Italiano )

Trascrizione integrale del testo

Provate a immaginare due coppie che intorno alla metà del 79, nel medesimo giorno e nello stesso momento concepiscono un bambino -- bene. Dunque due coppie entrambe con un bambino. Ora vorrei che non pensiate troppo ai dettagli del concepimento, perché se passate il tempo a pensarci non presterete attenzione a quello che vi voglio dire. Pensateci solo un attimo. In questa situazione provate a pensare che in un caso il cromosoma Y dello sperma si unisce al cromosoma X dell'ovulo. Nell'altro caso, invece, il cromosoma X dello sperma si fonde col cromosoma X dell'ovulo. Funziona in entrambi i casi, e inizia la vita. Torneremo a parlare di loro più tardi.

rivesto due ruoli nelle mie attività. Da un lato sono una storica dell'anatomia. Sono storica per formazione, e in questo ruolo studio il modo in cui le persone hanno affrontato l'anatomia -- intendo corpi di esseri umani e di animali -- come hanno considerato i fluidi corporei, il concetto di corpo: cosa hanno pensato del corpo. L'altro mio ruolo è quello di attivista, una che sta dalla parte dei pazienti -- o, come dico io, un impaziente difensore -- di persone che sono pazienti di dottori. In questo ruolo ho lavorato con persone le cui caratteristiche fisiche sono a stento tollerate dalle norme sociali. Questo lavoro mi ha portato a contatto, ad esempio, con casi di gemellaggio siamese, due individui in un solo corpo. Oppure con casi di nanismo -- persone molto più piccole della media. Ma per la maggior parte ho trattato casi di persone con un sesso atipico -- individui la cui tipologia fisica non rientra negli schemi del maschio o della femmina. Per descriverli possiamo usare il termine di intersessualità.

L'intersessualità ha molte forme diverse. Vi darò alcuni esempi di sesso che non rientra negli stereotipi maschili e femminili. Ad esempio c'è il caso dell'individuo con base cromosomica XY, il cui gene SRY del cromosoma Y ordina alle proto-gonadi, che tutti noi abbiamo nella nostra vita uterina, di diventare testicoli. E quindi già nella vita fetale i testicoli producono testosterone. Ma siccome a questo individuo mancano i recettori del testosterone, il corpo non reagisce al testosterone. Questa è la sindrome da insensibilità agli androgeni. Dunque livelli alti di testosterone ma assenza di reazione. Come conseguenza l'organismo si sviluppa maggiormente sul lato femminile. Alla nascita il bambino ha le caratteristiche di una femmina. E' una femmina e viene educata come tale. E spesso è solo nella pubertà, quando cresce il seno ma non arriva il ciclo mestruale, che qualcuno si rende conto che qualcosa non funziona. E dopo alcuni esami ci si accorge che al posto di ovaio e utero, all'interno si sono sviluppati i testicoli, e che ha un cromosoma Y.

Ora quello che è importante capire è che nonostante possiate ritenere questa persona un maschio, in realtà non lo è. Sia femmine che maschi hanno le ghiandole surrenali. Si trovano nella parte posteriore. Queste ghiandole producono androgeni, gli ormoni che rendono maschi. La maggior parte delle femmine come me -- credo di essere una femmina tipica -- non conosco la mia struttura cromosomica ma ritengo di essere nella norma -- la maggior parte delle femmine sono sensibili agli androgeni. Noi produciamo androgeni e il nostro organismo reagisce ad essi. La conseguenza è che il nostro cervello è stato esposto a più androgeni di quanto lo sia stato quello della donna con i testicoli affetta dalla sindrome di insensibilità agli androgeni. Dunque il sesso è davvero complicato; e non è che gli intersessuali si trovino solo al centro dello spettro sessuale -- anzi, si possono trovare in diversi punti dello spettro.

Un altro esempio: qualche anno fa mi chiama un ragazzo di 19 anni, nato maschio e cresciuto come tale, era fidanzato e aveva rapporti con la sua ragazza, insomma una vita normale, ma aveva scoperto di avere ovaio e utero. Presentava una forma estrema di una condizione detta iperplasia surrenale congenita. Aveva i cromosomi XX, ma nel suo grembo le ghiandole surrenali erano tanto attive da creare in pratica un ambiente ormonale maschile. Di conseguenza anche i suoi genitali sono diventati maschili e il suo cervello era esposto al più tipico dei componenti ormonali maschili. Il suo aspetto era decisamente maschile -- nessuno poteva sospettare un'anomalia. Ma è solo al raggiungimento dei 19 anni, quando cominciò ad avere problemi medici, provocati da mestruazioni interne, che i dottori realizzarono che all'interno era donna.

Bene, un altro esempio di casi di intersessualità. Alcune persone con cromosomi XX sviluppano dei cosiddetti ovotesticoli, ossia tessuto ovarico avvolto da tessuto testicolare. Non sappiamo bene come ciò possa succedere.

Dunque il sesso può avere molte sfaccettature. Il motivo per cui bambini con corpi simili -- si tratti di nanismo, gemellaggio siamese o intersessualità -- vengano resi normali chirurgicamente non è perché possano godere di una salute migliore. In molti casi queste persone sono assolutamente sane. Il motivo dell'intervento chirurgico risiede nello scongiurare la minaccia che rappresentano per le nostre categorie sociali. Il nostro sistema si basa sull'idea che a un certo tipo di anatomia corrisponda una determinata identità. Ecco quindi il concetto che essere donna significhi avere un'identità femminile; essere un nero, similarmente, significa avere un'anatomia africana in termini storici. Un'idea terribilmente semplicistica. E quando vediamo un corpo che mostra qualcosa di molto diverso, abbiamo problemi di classificazione.

Nella nostra cultura abbiamo molte idee romantiche sull'individualismo. Il concetto fondante, molto romantico, della nostra nazione. E allora capirete come ci possa spiazzare vedere due bambini che alla nascita condividono lo stesso corpo. Il caso più scottante che ho avuto di recente è stato lo scorso anno con l'atleta Sudafricana Caster Semenya, il cui sesso era stato messo in discussione ai Giochi Internazionali di Berlino. Molti giornalisti mi chiedevano: "A quali esami sottoporranno Caster Semenya per scoprire se sia femmina o maschio?" E dovetti spiegar loro che non esiste un esame simile.

Infatti ora sappiamo che il sesso è talmente complicato che dobbiamo riconoscere che la natura non traccia una linea marcata tra maschi e femmine, o tra intersessuali maschili e femminili; siamo noi a tracciare quella linea. E così ci ritroviamo a un punto in cui più si avanza con le scoperte scientifiche, più dobbiamo riconoscere che queste categorie che ritenevamo anatomicamente stabili, tracciate sulla base molto semplice di categorie di identità stabili, sono molto più aleatorie di quanto avessimo pensato. E non parlo solo di sesso. Anche di razza, che risulta essere enormemente più complessa della terminologia che abbiamo coniato.

Ovunque guardiamo scopriamo degli ambiti scomodi. Pensiamo ad esempio al fatto che almeno il 95% del nostro DNA è in comune con gli scimpanzé. Come la mettiamo con il fatto che differiamo da essi solo per alcuni nucleotidi? E man mano che progrediamo nelle scienze ci imbattiamo sempre più in zone scomode per cui siamo costretti ad ammettere che le categorie semplicistiche di cui disponiamo sono probabilmente insufficienti.

E questo capita in tutti gli ambiti della vita umana. Una di queste aree 'scomode', per esempio, nella nostra cultura odierna negli Stati Uniti, è la disputa su dove inizi e termini la vita. E' difficile argomentare sull'istante in cui un corpo cominci ad essere considerato un uomo, nella misura in cui acquisisca un diritto diverso da quello del feto. Oggi abbiamo anche conversazioni molto difficili -- che hanno luogo principalmente nell'ambiente medico -- sulla questione del momento della morte. Nel passato i nostri antenati non dovevano arrovellarsi tanto con questo problema. Al massimo poggiavano una piuma sotto il naso della persona e se si muoveva non era ancora ora di seppellirla. Se rimaneva ferma, allora si procedeva con la sepoltura. Ma oggi possiamo per esempio espiantare degli organi da un corpo per impiantarli in altri esseri umani. E di conseguenza dobbiamo affrontare il dilemma di stabilire chi veramente sia morto. E ci imbattiamo quindi nella difficile situazione in cui non esistono più semplici categorie come nel passato.

Ora potreste credere che tutte queste classificazioni possano rendere felice gente come me. Politicamente sono progressista, difendo persone con corpi insoliti, ma devo ammettere che mi sento a disagio. Constatare come queste categorie siano in realtà molto più instabili di quanto avessi creduto mi rende tesa. Tesa dal punto di vista del concetto di democrazia. Per spiegarvi questo mio essere tesa devo confidarvi che sono una grande fan dei Padri Fondatori. So che erano razzisti, che erano sessisti, ma erano dei grandi. Cioè, per me erano così coraggiosi e spavaldi e così radicali in quello che facevano che mi ritrovo ogni tanto a guardare di nuovo lo scadente musical "1776", e non per via della musica, che è tutt'altro che memorabile. E' per quello che nel 1776 fecero i Padri Fondatori.

Per me essi sono stati i primi attivisti dell'anatomia, e vi spiego perché. Quello che non avevano accettato era un concetto anatomico, che avevano sostituito con un altro, radicale e bellissimo, che è rimasto saldo per 200 anni. Come ricorderete, i Padri Fondatori avevano respinto il concetto di monarchia. La monarchia si reggeva fondamentalmente su un concetto molto semplice di anatomia. I monarchi del vecchio mondo non conoscevano il DNA, ma avevano chiaro il concetto del diritto di nascita. Avevano il concetto del sangue blu. Pensavano che il potere politico fosse acquisito per diritto di sangue trasmesso da nonni a padri a figli e così via. I Padri Fondatori respinsero questa idea e la sostituirono con un nuovo concetto anatomico, e il concetto era che tutti gli uomini sono stati creati uguali. Avevano fatto tabula rasa e avevano deciso che la sola anatomia che importasse fosse l'uguaglianza dell'anatomia, non la sua differenza. Una presa di posizione davvero radicale.

In parte lo fecero perché appartenevano a un sistema illuministico in cui stavano nascendo due cose nuove. Cioè la democrazia e la scienza. E lo capirete chiaramente se rileggete la storia dei Padri Fondatori, molti di loro erano interessati alle scienze, come pure a un'idea di mondo naturalistico. Si stavano lasciando alle spalle spiegazioni di tipo soprannaturale e rifiutavano quindi il concetto di potere soprannaturale trasmesso per via di un vago concetto di diritto di nascita.

Si stavano spostando verso una concezione naturalistica. Se per esempio date un'occhiata alla Dichiarazione di Indipendenza, vedrete che si parla di Natura e del Dio della Natura. Non di Dio e della sua natura divina. Ci parlano del potere della natura per dirci chi siamo noi. E di conseguenza ci stavano trasmettendo la concezione della comunanza anatomica. Così facendo stavano proprio gettando le basi, un modo elegante, per il futuro movimento dei Diritti Civili. Forse non la pensavano esattamente così, ma lo facevano per noi, ed è grandioso.

E cos'è accaduto di lì a pochi anni? Per esempio che alcune donne che volevano il diritto al voto ripresero il concetto dei Padri Fondatori, basato sull'uguaglianza anatomica piuttosto che sulla differenza, e dissero:"Il fatto che abbiamo utero e ovaie non giustifica una differenza tale che ci impedisca di votare, di essere cittadini a pieno titolo, di possedere delle proprietà, e così via" E l'ebbero vinta. Poi venne il turno del movimento per i Diritti Civili, con persone del calibro di Sojourner Truth che diceva: "Non sono una donna?" Troviamo uomini tra le fila del movimento che dicevano: "Io sono un uomo." E poi il turno della gente di colore che si appellava alla comunanza anatomica e non alla differenza, e di nuovo ebbero successo. Lo stesso per il movimento per i diritti dei disabili.

Naturalmente il problema è che, partendo dal presupposto dell'uguaglianza, dobbiamo cominciare a chiederci perché ancora sussistano delle divisioni. Ora, per carità, non vorrei cancellare tutte le differenziazioni anatomiche della nostra cultura. Ad esempio non vorrei dare ai pesci gli stessi diritti degli umani. Non dico che dovremmo cancellare tutte le divisioni. Non voglio dire che si permetta a un bambino di 5 anni di acconsentire a rapporti sessuali o al matrimonio. Dunque ci sono delle differenze che per me hanno ragione d'essere e che dovremmo mantenere. Ma la sfida è capire quali esse siano e perché dovremmo conservarle e se abbiano un senso.

Ora torniamo ai due bambini del cui concepimento vi parlavo all'inizio. Abbiamo due individui, entrambi concepiti verso la metà del '79, nello stesso giorno. Immaginiamo che uno di loro, Mary, sia nata prematura di 3 mesi, diciamo l'1 giugno 1980. Invece l'altro, Henry, nasce nel tempo previsto, diciamo l'1 marzo 1980. Per il solo fatto che Mary è nata prematuramente, le si attribuiscono tutti i diritti tre mesi prima di Henry -- il diritto ad avere rapporti sessuali consenzienti, il diritto al voto, di bere alcolici. Henry dovrà aspettare non perché abbia un'età biologica diversa ma perché è nato dopo.

E troviamo anche altre stranezze riguardo ai propri diritti. Henry, per il solo fatto di essere ritenuto maschio -- sebbene non vi abbia detto che è un individuo XY -- solo per questo fatto è passibile di arruolamento obbligatorio, cosa di cui Mary non si deve preoccupare. Mary, d'altro canto, potrebbe non avere in tutti gli stati gli stessi diritti di cui potrebbe godere Henry, ad esempio il diritto al matrimonio. Henry può sposare una donna in ogni stato, ma Mary potrebbe sposare una donna solo in alcuni stati.

Dunque ecco ancora la persistenza di queste categorie anatomiche che per molti aspetti sono problematiche e non trasparenti. Ora per me la domanda è: Che cosa facciamo ora che la scienza sta progredendo così tanto nel campo dell'anatomia, che arriveremo al punto di dover ammettere che una democrazia basata sull'anatomia potrebbe non essere più adatta? Non voglio rinunciare alla scienza, ma allo stesso tempo sembra quasi che la scienza ci stia scivolando via. E allora dove si va? Sembra che quello che emerge nella nostra cultura sia una specie di atteggiamento pragmatico: "Bene, da qualche parte dobbiamo tracciare una linea, per cui la tracceremo da qualche parte." Ma a volte ci si trova incastrati in qualche strana posizione.

Ad esempio il Texas a un certo punto ha deciso che per sposare un uomo si debba non avere un cromosoma Y, e che per sposare una donna si debba invece avere un cromosoma Y. Ma in pratica a nessuno viene richiesto di fare un esame cromosomico. E la cosa potrebbe diventare bizzarra se pensiamo alla storia che vi raccontavo sulla sindrome da insensibilità agli androgeni.

Se guardiamo a uno dei padri fondatori della moderna democrazia, il Dott. Martin Luther King, nel suo discorso "I have a dream" ci offre una qualche soluzione. Ci dice che non dovremmo giudicare le persone "dal colore della pelle, ma in base alla natura del loro carattere," andando oltre il concetto di anatomia. E vorrei dire, "Sì, l'idea sembra davvero buona." Ma in pratica come si può realizzare? Come si giudica qualcuno basandosi sul carattere? Ma vi vorrei anche dire che non sono sicura che è su questa base che dovremmo dare i diritti alle persone, perché, devo dirlo, so di alcuni golden retriever che probabilmente meriterebbero i servizi sociali più di alcune persone di mia conoscenza. Vorrei anche dirvi che forse alcuni Labrador che ho visto sono in grado di prendere decisioni intelligenti e mature circa le proprie relazioni sessuali, più di quanto lo siano dei 40enni che frequento.

E allora come possiamo mettere in pratica la questione delle caratteristiche caratteriali? Risulta essere molto difficile. E una parte di me si chiede, cosa accadrebbe se il carattere di una persona potesse in futuro essere rilevato con uno strumento -- magari con una risonanza magnetica? Vogliamo davvero arrivare a quel punto? Non ne sono sicura.

Quello che so è che mi sembra importante che gli Stati Uniti rimangano alla guida di questa corrente di pensiero riguardo alle implicazioni per la democrazia. Finora abbiamo fatto un buon lavoro in difesa della democrazia, e ritengo che dovremmo continuare a farlo. Non viviamo, per esempio, in un contesto come quello iraniano in cui un uomo attratto da un altro uomo rischia la pena di morte, a meno che non opti per un cambiamento di sesso, cosa che gli permetterebbe di salvarsi.

Da noi tutto questo non esiste. Mi fa piacere dire che da noi non esistano situazioni come -- la storia di un chirurgo che ho conosciuto qualche anno fa, che aveva fatto arrivare una coppia di gemelli siamesi per separarli chirurgicamente, e in parte per accrescere la sua fama. Quando al telefono gli ho chiesto il motivo dell'operazione -- un intervento ad alto rischio -- lui mi rispose che, nella loro nazione, questi bambini sarebbero altrimenti stati trattati molto male, per cui doveva farlo. E gli risposi: "Beh, ma ha considerato la possibilità di chiedere per loro asilo politico anziché intervenire chirurgicamente?" Gli Stati Uniti concedono enormi possibilità alle persone per poter essere quel che sono, senza obbligarli a cambiare per il bene dello stato. Ecco perché penso che dovremmo continuare a rimanere in prima linea.

Bene, per concludere, è vero che mi sono basata molto su ciò che hanno detto i Padri Fondatori. Ma vorrei pensare a come potrebbe essere la democrazia, o a come sarebbe potuta essere, se avessimo dato ascolto alle madri. Vorrei dire qualcosa di abbastanza radicale per una femminista, cioè che credo ci possano essere diversi punti di vista che derivano da tipologie anatomiche differenti, in particolare quando le persone pensano per gruppi. Ora per diversi anni, dato che mi sono interessata di intersessualità, sono stata anche attratta dalla ricerca sulle diversità sessuali. Una delle cose per me più interessanti è analizzare le differenze tra maschi e femmine sulla base di come pensano ed agiscono nella vita. E quello che abbiamo scoperto con questi studi è che le donne, in media -- non tutte, ma mediamente -- hanno tendenza a prestare maggiore attenzione a relazioni sociali complesse e ad occuparsi di coloro che sono più vulnerabili all'interno del gruppo. Perciò, se ci pensiamo, ci ritroviamo in una situazione interessante.

Anni fa, al termine delle superiori, un consigliere studentesco che sapeva del mio interesse per il femminismo -- allora, come ora, mi consideravo una femminista -- mi fece una strana domanda. Mi disse: "Dimmi cosa c'è di femminile nel femminismo." E io ho pensato: "Beh, è la domanda più sciocca che abbia mai ascoltato. Il femminismo consiste nello sfatare gli stereotipi associati al genere, dunque non c'è nulla di femminile nel femminismo." Ma più pensavo a questa domanda, più mi sembrava potesse esistere qualcosa di femminile nel femminismo. Cioè, ci potrebbe essere, in media, qualcosa di diverso tra cervello maschile e femminile che ci rende più sensibili alle relazioni sociali complesse e pronte ad aiutare i più deboli.

Quindi mentre i Padri si ponevano il problema di come proteggere gli individui dallo stato, è possibile che se anche le donne fossero state rese partecipi nella formulazione di questo concetto, forse avremmo arricchito il concetto di protezione con quello di aiuto reciproco. E forse è questa la direzione da prendere per il futuro, portando la democrazia oltre le frontiere dell'anatomia -- pensare meno all'individuo in termini di identità, e più alle relazioni interpersonali. Cosicché mentre cerchiamo di creare un'unione più perfetta, pensiamo anche a cosa possiamo fare gli uni per gli altri.

Grazie.

(Applausi)

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Il Cervello in tempo reale: C.deCharms

Al Gore sulle recenti modificazioni climatiche

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41° Stephen Wolfram: Calcolare la teoria del tutto

42° Hong: Automobili per conducenti non vedenti

43° Alice Dreger: Il destino è scritto nell'anatomia


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