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TED Talks - Amber Case: Siamo diventati tutti dei Cyborg

26.01.11

  17:07:07, da Alex   , 1894 parole  
Categorie: Video, Ricerca, Tecnologia, Salute e Medicina

TED Talks - Amber Case: Siamo diventati tutti dei Cyborg

TED Talks - Amber Case: Siamo diventati tutti dei Cyborg

In questa interessantisima video-presentazione tenuta al recente TED, la ricercatrice Amber Case specializzata in Antropologia Cyborg, ci racconta una verità di cui siamo ormai tutti inconsciamente consapevoli, ma che non vogliamo ammettere.

Amber ci illustra con esempi inconfutabili come la tecnologia ci sta facendo rapidamente evolvere, diventando degli schermo-dipendenti, una nuova versione di homo sapiens clicca-bottoni.

Ci affidiamo ora a "cervelli esterni" ( cellulari e computer ) per comunicare, e viviamo vite secondarie, ma queste macchine alla fine ci connetteranno o ci conquisteranno ? Questo argomento ci offre la possibilità di esaminare la sorprendente realtà del nostro nuovo alter ego cyborg.

TED Talks - Amber Case: Siamo diventati tutti dei Cyborg
( con sottotitoli in Italiano )

Trascrizione integrale del testo
Vorrei dire a tutti voi che di fatto siete dei cyborg, ma non i cyborg che pensate. Non siete RoboCop, e non siete Terminator, ma siete cyborg ogni volta che guardate lo schermo di un computer o usate uno dei vostri cellulari. Quindi qual è la definizione giusta di cyborg? Vediamo, la definizione tradizionale è quella di un organismo "a cui sono stati aggiunti componenti esogeni con lo scopo di adattarlo a nuovi ambienti." Questa viene da un documento del 1960 sul viaggio nello spazio. Perché, se ci pensate,lo spazio è abbastanza ostile; la gente non è fatta per viverci. Ma gli umani sono curiosi, e piace loro aggiungere cose ai loro corpi per poter andare sulle Alpi un giorno e poi diventare un pesce nel mare il giorno dopo.

un pò il concetto di antropologia tradizionale. Qualcuno va in un altro paese, dice, "Che affascinanti che sono queste persone, come sono interessanti i loro strumenti, che strana è la loro cultura." E poi scrivono qualcosa, e forse qualche altro antropologo lo legge, e pensiamo che sia molto esotico. Bene, quello che succede è che abbiamo improvvisamente trovato una nuova specie. Io, in qualità di antropologa dei cyborg, mi sono detta ad un tratto, "Accidenti! Ora di colpo siamo diventati una nuova forma di homo sapiens". E guardate queste culture affascinanti. E guardate questi curiosi rituali che tutti fanno intorno a questa tecnologia. Cliccano sugli oggetti e guardano schermi."

C'è una ragione per cui studio questo, rispetto all'antropologia tradizonale. E la ragione è che l'utilizzo degli strumenti, all'inizio, per migliaia e migliaia di anni, è sempre stato una modifica fisica di sé stessi. Ci ha aiutato a estendere il nostro essere fisico, andare più veloci, colpire le cose con più forza, e c'è stato un limite a tutto ciò. Ma quello a cui stiamo assistendo ora non è un'estensione del nostro essere fisico, ma un'estensione del nostro essere mentale. E a causa di questo, possiamo viaggiare più veloci, comunicare in maniera differente. E l'altra cosa è che ci portiamo tutti dietro la piccola tecnologia di Mary Poppins. Possiamo metterci dentro tutto quello che vogliamo senza appesantirci, e possiamo tirarne fuori qualunque cosa. A cosa assomiglia l'interno del vostro computer? Beh, se ne stampaste tutto il contenuto, vi portereste dietro mezza tonnellata di carta. E se vi capita di perdere quelle informazioni, sembra che la vostra mente abbia perso qualcosa all'improvviso, e improvvisamente sentite come se vi mancasse qualcosa, solo che non siete in grado di vederlo, è una sensazione molto strana.

L'altra cosa che succede è che ora avete una doppia identità. Che vi piaccia o no, state cominciando a farvi vedere on line, e la gente interagisce con l'altro voi quando non ci siete. Quindi dovete stare attenti nel lasciare aperta la vostra interfaccia, che sostanzialmente è la vostra bacheca di Facebook, in modo che la gente non ci scriva nel bel mezzo della notte -- perché è praticamente la stessa cosa. E di colpo abbiamo la necessità di tenere in vita il nostro secondo io. Dovete presentarvi nella vita digitale allo stesso modo in cui fareste nella vita vera. Quindi, così come vi alzate al mattino, fate la doccia e vi vestite, dovete imparare a fare lo stesso per la vostra vita digitale. E il problema è che tanta gente oggi, specialmente gli adolescenti, devono passare attraverso due adolescenze. Devono passare per quella primaria, che già è difficile, e poi per quella del loro secondo io. Ed è addirittura più difficile perché di fatto esiste una storia del loro trascorso online. E chiunque arrivi, neofita della tecnologia, è come un adoloscente online. E quindi è molto strano, ed è difficile per loro fare quelle cose.

Quando ero bambina, la sera mio padre mi faceva sedere e mi diceva, "Ti insegnerò qualcosa del tempo e dello spazio nel futuro." E ho detto, "Grandioso" E un giorno mi ha chiesto: "Qual è la distanza più breve tra due punti?" E ho risposto: "Beh, una linea retta. Me l'hai detto ieri. Ho pensato di essere molto intelligente." Ha detto, "No, no, no. C'è un modo migliore." Ha preso un pezzo di carta, ha disegnato A su un lato e B sull'altro e ha piegato il foglio così che A e B si toccassero. E ha detto, "Questa è la distanza più breve tra due punti." E ho detto, "Papà, papà, papà come fai?" Ha detto, "Beh, devi solo piegare tempo e spazio, ci vuole un sacco di energia, ecco come si fa." E ho detto, "Voglio farlo." E ha detto, "Bene, ok." E così, quando andavo a letto nei 10 o 20 anni successivi, di notte pensavo, "Voglio essere la prima persona a creare un ponte spazio-temporale, per fare accelerare le cose. E voglio costruire una macchina del tempo." Mandavo in continuazione messaggi alla futura me stessa utilizzando dei registratori.

Ma poi mi sono resa conto andando all'università che la tecnologia non viene adottata solo perché funziona; viene adottata perché la gente la usa ed è fatta per gli umani. Quindi ho cominciato a studiare antropologia. E mentre scrivevo la mia tesi sui telefoni cellulari, mi sono resa conto che tutti si portavano in tasca un ponte spazio-temporale. Non trasportavano se stessi fisicamente, si trasportavano mentalmente. Cliccavano su un bottone, e si connettevano da A a B istantaneamente. E ho penato, "Oh wow. Ho trovato. E' fantastico."

Quindi con il tempo, tempo e spazio si sono compressi per questo motivo. Potete trovarvi da una parte del mondo, sussurrare qualcosa ed essere sentito dall'altra parte del mondo. Una tra le altre idee che emergono è che ci sono diversi tipi di tempo per ogni singolo apparecchio che si usa. Ogni singola finestra di browser vi da' un tempo diverso. E per questo motivo, cominciate a frugare in cerca della vostra memoria esterna -- dove l'avete l'asciata? Quindi ora tutti questi paleontologi come me frugano in cerca delle cose che abbiamo perso nei cervelli esterni che ci portiamo in giro in tasca. E questo stimola una specie di architettura del panico. Oddio, dov'è quella cosa? Siamo tutti dei "I Love Lucy" in una grande catena di montaggio di dati, e non ce la facciamo più a tenere il passo.

Quindi quello che succede, è che quando mettiamo tutto in uno spazio sociale, finiamo col controllare continuamente il telefono. Quindi abbiamo questa cosa che chiamiamo intimità ambientale. Non è che siamo sempre connessi con tutti, ma in ogni momento possiamo connetterci con chi vogliamo. E se foste in grado di materializzare tutta la vostra rubrica, la stanza diventerebbe molto affollata. Queste sono le persone a cui avete accesso ora, in generale -- tutte le persone, gli amici e i familiari a cui potete connettervi.

Ma tutto questo comporta il verificarsi di alcuni effetti psicologici. Uno di cui sono particolarmente preoccupata è che la gente non ha più tempo per la riflessione, non rallenta e non si ferma più, avendo tutte queste persone nella stanza tutto il tempo che competono per attirare l'attenzione in un'interfaccia temporale simultanea, paleontologia e architettura del panico. Non stanno solo lì seduti. E veramente, quando non si hanno input esterni, quello è il momento in cui c'è creazione di sé stessi, quando si possono fare pianificazioni a lungo termine, quando si può cercare di capire chi si è veramente. E poi, una volta fatto questo, ci si può rendere conto di come presentare il secondo sé stessi in modo legittimo, invece di interfacciarsi continuamente con tutto man mano che arriva -- e oh, devo fare questo, devo fare quest'altro, e devo fare quell'altro. Quindi questo è molto importante. Sono veramente preoccupata che, in particolare i bambini di oggi, perché non sanno cosa vuol dire rilassarsi, dato che hanno questa cultura del cliccare istantaneo, e ogni cosa giunge loro subito, e questo li eccita tantissimo e ne diventano dipendenti.

Quindi se ci pensate, il mondo non si è ancora fermato. Ha i suoi apparecchi protesici esterni, e questi apparecchi ci stanno aiutando tutti a comunicare e interagire l'uno con l'altro. Se provate a visualizzare tutto questo, tutte le connessioni che stiamo creando in questo momento -- abbiamo di fatto un'immagine della mappatura di Internet -- non sembra tecnologico; sembra piuttosto molto organico. Questa è la prima volta nell'intera storia dell'umanità che creiamo connessioni in questo modo. E non è che le macchine stiano prendendo il sopravvento; ci stanno aiutando ad essere più umani, ci stanno aiutando a connetterci tra di noi.

La tecnologia di maggior successo si fa da parte e ci aiuta a vivere le nostre vite. E davvero, finisce per essere più umana che tecnologica, perché stiamo co-creando noi stessi in ogni momento. Quindi questo è il punto importante che mi piace studiare: che le cose sono belle, che rimane una connessione umana; è solo fatta in modo diverso. Stiamo solo aumentando la nostra umanità e la nostra abilità a connetterci l'un l'altro, indipendentemente dalla geografia. Ecco perché studio l'antropologia dei cyborg.

Grazie.

(Applausi)

Trovi tutti i link ai post "TED Talks" già pubblicati qui sotto :

Elizabeth Gilbert sul genio

Il Cervello in tempo reale: C.deCharms

Al Gore sulle recenti modificazioni climatiche

Matthieu Ricard e l'abitudine alla felicità

Hans Rosling: I dati cambiano la Mentalità

Rebecca Saxe: Come si forma il giudizio morale

Jill Bolte Taylor: Racconto di un Ictus in diretta

Pranav Mistry: Nuove Tecnologie Sesto-Senso

Ramachandran: I Neuroni plasmano la Civiltà

10° Hans Rosling: Ascesa Asiatica come e quando

11° Rob Hopkins: Verso un Mondo senza Petrolio

12° Jamie Oliver: Educazione al Cibo per i Bambini

13° Bertrand Piccard: Avventura a Energia Solare

14° Dan Barber: Mi sono innamorato di un pesce

15° Aimee Mullins: L'opportunità delle avversità

16° Dan Buettner: Come vivere fino a 100 anni

17° Eric Topol: Il futuro senza fili della Medicina

18° James Randi demolisce le Frodi Paranormali

19° Richard Sears: Pianificare la fine del petrolio

20° Si può "affamare" il cancro con la dieta ?

21° Helen Fisher: Perché amiamo e tradiamo

22° Tan Le: Cuffia per leggere le onde cerebrali

23° J.Assange: Il mondo ha bisogno di Wikileaks

24° Hans Rosling: Cresce la popolazione globale

25° Derek Sivers: Tenetevi per voi i vostri obiettivi

26° C. Anderson: I Video stimolano l'Innovazione

27° Stefano Mancuso: L'intelligenza delle piante

28° Steven Johnson: Da dove provengono le Idee

29° Brian Skerry: Splendore e Orrore degli Oceani

30° TED Talks - Kristina Gjerde: Leggi Acque Internazionali

31° Marcel Dicke: Mangiare insetti: perché no ?

32° Amber Case: Siamo diventati tutti dei Cyborg

33° Hanna Rosin: I dati sull'ascesa delle Donne

34° N. Hertz: Quando non dare ascolto agli esperti

35° Patricia Kuhl: il Genio linguistico dei Bambini


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2 commenti

Commento from: Realizzazione siti web [Visitatore]
Realizzazione siti web

Non condivido appieno ciò che dice Amber, però è sicuramente vero che la tecnologia ci fa perdere via via le già scarse funzionalità intellettive che abbiamo. Quanti di noi ancora ricordano le tabelline, ad esempio?
Il discorso dei cyborg poi… l’unica cosa che mi vien di dire è che ancora, davvero, non abbiamo visto niente.

10.02.11 @ 12:58
Commento from: sviluppo siti web [Visitatore]
sviluppo siti web

Se il cyborg lo immaginiamo come nei film di fantascienza, allora forse, ci siamo ancora un pò lontani; ma se allarghiamo il concetto di cyborg intendendolo come “una relazione stretta tra umano e tecnologico” allora, in molti paesi del mondo, siamo già tutti dei cyborg.

30.03.11 @ 09:15

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